1959: un anno cruciale per Dubai

Al Fahidi Fort: all'epoca il palazzo più alto di Dubai con i suoi 23 metri.  Al Fahidi Fort: all’epoca il palazzo più alto di Dubai con i suoi 23 metri.

Vivere in una piccola casa senza elettricità e senza acqua corrente, vuol dire di conseguenza niente televisione, niente telefono, probabilmente niente radio. Sei tagliato fuori dal mondo; o – meglio – il mondo è rappresentato dalla piccola comunità che ti circonda, dai tuoi vicini. Le notizie arrivano da quei pochi mercanti e viaggiatori che occasionalmente arrivano. Il palazzo più alto era Fort Al Fahidi, con i suoi 23 metri, non c’erano banche o ospedali, e la popolazione raggiungeva a stento le 20,000 persone; si fa fatica a immaginare tutto ciò mentre si osserva il Burj Khalifa e tutto quello che lo circonda.

Questa era Dubai nel 1959, quando HH Sheikh Rashid bin Saeed Al Maktoum – allora giovane ed ambizioso leader, da poco salito al potere – annunciò l’espansione del creek, per consentire anche alle navi piuù grandi di attraversarlo (fino a quel tempo le merci dovevano essere trasbordate a bordo delle più piccole dhow per continuare il proprio viaggio). Quest’azione avrebbe consentito di recuperare competitività commerciale.

Nello stesso anno HH Sheikh Rashid annunciò che in pochi anni tutte le case avrebbero avuto acqua corrente ed elettricità, istituendo quella che sarebbe poi divenuta la DEWA (Dubai Electricity and Water Authority). Commissionò anche la costruzione di Al Maktoum Bridge, dell’aeroporto (Dubai ancora non avevo un servizio di trasporto aereo a quel tempo) e del primo hotel degli Emirati (l’Airlines Hotel, a cui seguirono l’Ambassador e il Carlton Hotel nel 1968).

Si ritiene che la comunità fosse incerta sulle scelte ambiziose del ruler, al suo primo anno di gestione del Paese. Ma egli ragionava come se non ci fosse nulla da perdere e intuì ciò che serviva a Dubai per elevarsi, per divenire un vero e proprio hub commerciale (grazie alla posizione geografica strategica): espansione del creek, un ponte per attraversarlo, un aeroporto vicino. E poi scuole, ospedali e banche.

Ma uno dei problemi che dovette fronteggiare è la mancanza di capitali per finanziare tali progetti. E nessun istituto avrebbe mai dato credito ad una comunità ancora così stentata. Fu così che HH Sheikh Rashid chiese in prestito la ragguardevole cifra di £ 600,000 a fronte dell’emissione di bond, i cosidetti “creek bond” e della garanzia del profitto derivante dall’espansione del creek; altri £ 190,000 furono prestati da HH Sheikh Ahmed bin Ali Al Thani, ruler del Qatar, amico di HH Sheikh Rashid e di cui diventò poi anche parente (il figlio di HH Sheikh Ahmed sposò la figlia maggiore di HH Sheikh Rashid).

Se HH Sheikh Rashid non avesse avuto fame di espansione e di benessere per il suo popolo, se non avesse rischiato (cosa che ha continuato a fare per tutto il periodo in cui ha governato), oggi Dubai non sarebbe quella che è: una metropoli con oltre 2 milioni di residenti, centro commerciale internazionale, ambita da tutti.

1959: il Dubai International Airport in costruzione. Sarà inaugurato l'anno successivo1959: il Dubai International Airport in costruzione. Sarà inaugurato l’anno successivo.

1959: Dubai Creek e Bur DubaiDubai Creek e Bur Dubai.

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