Accordo Etihad-Alitalia, si aspetta l’ok UE entro fine mese

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Etihad e Alitalia aspettano l’ok della Commissione Europea sull’accordo raggiunto. Il mese scorso, infatti, Etihad ha raggiunto l’intesa per acquistare il 49 per cento di Alitalia in perdita di un 1,76 miliardi di euro (2,31 miliardi dollari) creando un piano di salvataggio. Etihad, che ha partecipazioni di minoranza in Air Berlin, Irlanda Aer Lingus, Virgin Australia e altre compagnie aeree a livello mondiale, diventerebbe il più grande azionista di Alitalia.

L’accordo dovrebbe essere notificato alla Commissione europea entro questo mese. Ci sará una fase di revisione da parte dell’autorità antitrust UE della durata di 25 giorni lavorativi. Le compagnie aeree potrebbero dover rinunciare ad alcune fasce orarie o percorsi che si sovrappongono se la Commissione avesse il timore che l’affare possa ridurre la concorrenza.


Etihad ha voli giornalieri da Abu Dhabi a Roma e Milano, mentre Alitalia opera cinque voli a settimana da Roma a Abu Dhabi. Nelle offerte delle compagnie aeree precedenti, le autorità di regolamentazione dell’UE hanno costretto i vettori a cedere i diritti su slot, concedere diritti di traffico e aprire i loro programmi frequent flyer ai rivali.

Intanto dei 2.171 dipendenti in esubero, ha assicurato il governo, oltre mille verranno ricollocati in altre aziende, mentre a 250 assistenti di volo toccheranno i contratti di solidarietà. Saranno dunque circa 980 i dipendenti costretti a rimanere a casa senza lavoro ma con le tasche piene.  Infatti riceveranno fino a cinque anni di mobilità all’80 per cento dello stipendio. Cifre da capogiro. Infatti per un pilota con oltre 50 anni di età, significa poter incassare circa 6 mila euro al mese per i prossimi 5 anni. Ovviamente senza lavorare. Beh niente male. Ma chi salderà il conto finale? Tecnicamente, il Fondo speciale per il trasporto aereo. In pratica, a pagare saranno tutti i viaggiatori, visto che questo Fondo è alimentato quasi interamente dalla tassa di tre euro versata da ogni passeggero in partenza da un aeroporto nazionale. È lo stesso meccanismo già utilizzato per altri dipendenti dell’Alitalia, quelli finiti in cassa integrazione e mobilità dopo l’acquisto della compagnia nel 2008. Insomma, l’ennesimo piccolo regalo riservato ai dipendenti Alitalia e pagato da noi viaggiatori. Speriamo almeno che sia l’ultimo.

 

 

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