Aprire una Architectural Consultancy a Dubai e negli Emirati Arabi (con meno di 5,000 euro)

Aprire uno studio di architettura a DubaiPer avviare uno studio di architettura e progettazione a Dubai, è possibile seguire due strade: aprire in una Free Zone o aprire “in main-land” (fuori cioè dalla Free Zone).

Per aprire uno studio in main-land, invece, è necessario avere uno “sponsor” (una sorta di garante obbligatorio, che sulla carta avrà il 51% dell’attività e che per tale motivo va scelto con attenzione).

L’apertura di una società che si occupi di edilizia (o affini) richiede però una serie di clausole:
– licenza
– certificazioni
– ufficio di 150 mq minimo
– sponsor al 51% architetto o ingegnere
– capitale sociale da versare
– marketing per farsi conoscere
– ecc… (senza entrare nel dettaglio).

Azioni che fanno presto a far lievitare il prezzo. Per cui la soluzione ottimale potrebbe essere quella di aprire una Architectural Consulting in Free Zone sfruttando una serie di vantaggi:

– 100% proprietari dell’azienda (no sponsor)
si apre in 2 settimane
– costo molto basso 18,500 dirham (circa 4,000 euro) per il primo anno di licenza (1 azionista, senza visto) + 2,500 dirham di deposito cauzionale (solo il primo anno) + eventuale costo di consulenza per il nostro supporto [non obbligatorio: possiamo mettervi in contatto direttamente con il nostro referente in authority]
– nessun ufficio obbligatorio
– nessun capitale sociale da versare
– possibilita di avere fino a 6 visti residenti (costo addizionale per il visto)
– nessun obbligo di contabilità annuale (quindi non si ha bisogno di commercialista, o figura equivalente)
– zero tasse

Questa licenza consente di occuparsi di tutta la parte “intangibile” del lavoro: progettazione, consulenza, supervisione,.. Salvo poi individuare un partner locale per la messa in opera.

Siccome i progetti di fascia medio-bassa sono già appannaggio di studi asiatici (contro i quale un occidentale difficilmente riesce a competere dal punto di vista economico), mentre i grandi progetti sono seguiti dai grandi contractor, può avere senso presidiare una nicchia dei progetti di fascia medio alta (ma non altissima): ville da 1 milione di euro in su, grandi suite per hotel (che danno molta visibilità allo studio), e così via. Progetti di architettura non all’altezza di operatori asiatici e di scarso interesse per i grandi contractor.

Si tenga anche in considerazione che tutti i progetti “pubblici” sono affidati a studi accreditati: prima di fissare anche solo un appuntamento conoscitivo, i referenti locali vogliono sapere il numero di accreditamento. Si dovrebbe mettere in conto di aprire una società prima ancora di parlare.

Stipulare alleanze con partner locali, allora, diventa utile sia per la messa in opera di progetti, sia per potersi inserire nel mercato, portando come valore aggiunto al partner / ai partner:

– la firma di un architetto-progettista italiano, che – se ben spesa – può fare status symbol

– contatti con fornitori di materie prime di alta qualità (marmo di carrara, elementi d’arredo di design e altro)

– caratterizzazione “made in Italy” del lavoro

In taluni casi, il partner potrebbe figurare come contractor (per lavori piuù grandi, a cui altrimenti non avremo accesso) a fronte di una fee che solitamente va dall’1% al 10% sul progetto (a seconda del valore complessivo).

Il Dubai Vertical Village dell'architetto Graft

Dubai ha un regime di esenzione fiscale del 100%. Per cui su tutto il lavoro sviluppato in loco non si dovranno pagare tasse. Una volta che si sono completati i primi progetti, si può ipotizzare di reinvestire i primi guadagni aprendo una studio di architettura a Dubai vero e proprio.

Proporsi aggressivamente al mercato, significa fare marketing, investire tempo e risorse per fare appuntamenti, essere presenti sul territorio. magari seguire un paio di piccoli progetti o sviluppare parti di progetto gratuitamente o comunque sotto-costo per persone che contano, per farsi conoscere e facendosi dare il consenso per utilizzare le fotografie e il nome per farsi pubblicità. Distribuire volantini accattivanti e inserire annunci pubblicitari in varie riviste e quotidiani locali, fare azioni di web marketing mirate, realizzare un sito web ben posizionato e sviluppato in inglese, arabo e italiano.

 

One thought on “Aprire una Architectural Consultancy a Dubai e negli Emirati Arabi (con meno di 5,000 euro)

  • 8 Agosto 2017 at 12:32
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    Buongiorno ho letto il suo articolo e mi chiedevo se era possibile avere maggiori informazioni,
    aspettando un suo riscontro
    saluti

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