Artrite reumatoide a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti

a cura del dott. Vincenzo Ciancarelli.

Artrite reumatoide a Dubai e negli Emirati Arabi UnitiLe informazioni sull’artrite reumatoide, oggi disponibili, tra la popolazione Araba in Medio Oriente, sono abbastanza scarse. Presentiamo di seguito uno studio Lo scopo dello studio era la raccolta prospettica di dati clinici in pazienti con artrite, secondo i criteri ACR, per la diagnosi dell’artrite reumatoide e la conferma e l’ampliamento dei nostri risultati precedenti.
Nonostante alcuni limiti dello studio, riportati chiaramente nella discussione dell’articolo, i dati ottenuti, in questa cohorte di 100 pz di differenti razze (vedi TAB 1), portano a sottolineare aspetti importanti per la diagnosi ed il trattamento di tale patologia:

1) nonostante il fatto che reports precedenti (bibliografia 1-4) abbiano suggerito che i pazienti arabi con l’artrite remautoide avessero una malattia più lieve e non “distruttiva”, il nostro studio mostra chiaramente che i pazienti avevano una malattia molto attiva con una media DAS28 score di 5,2 (se comparata per esempio con la media di 3,2 negli USA ed il 3,0 in Olanda).

2) solo il 50% dei pazienti con sintomi da almeno 1 anno o più erano in trattamento con DMARDs

3) la durata media di malattia era di 5,1 ± 5,9 anni ed il ritardo tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi era di almeno 14 mesi

4) l’utilizzo degli TNFi si attesta sul 5% (contro il 40% negli USA fino ad oltre il 54% in Francia); nonostante questi farmaci abbiano ampiamente dimostrato la loro efficacia soprattutto in combinazione con i l MTX , in termini di indici di remissione, riduzione della progressione del danno articolare nonché riduzione dei segni e sintomi di malattia.

5) il ritardo dall’esordio dei sintomi all’impostazione del primo DMARDs era di 18 mesi (quasi il doppio rispetto ad altri paesi come riportato nello studio QUEST RA bibliografia 9)

6) è ormai accertato che le manifestazioni dell’artrite reumatoide siano temporalmente e geograficamente variabili, ma nel nostro studio non sono emerse differenze statisticamente significative fra le diverse razze prese in considerazione e l’attività di malattia o le sue caratteristiche.

7) lo studio evidenzia invece una differenza statisticamente significativa nel valore del DAS28 score fra i pazienti in trattamento col DMARDs e quelli non in trattamento, ovviamente a favore dei primi.

Occorre comunque sottolineare come alcuni aspetti particolari giustifichino taluni punti sopra riportati:

1) difficoltà di orientare il paziente verso il giusto specialista, problematica tra l’altro comune a molti paesi europei

2) le coperture assicurative obbligatorie che potrebbero limitare per via del loro costo l’accesso alle cure soprattutto per i pazienti meno abbienti

3) motivi culturali che portano a trattamenti complementari ed alternativi della malattia (ciò vale in particolare modo per i pazienti asiatici ed arabi)

Artrite reumatoide a Dubai e negli Emirati Arabi UnitiIn conclusione è fondamentale evidenziare come Anderson et al. (bibliografia 16) abbia dimostrato che i pazienti con malattia di durata inferiore ai 12 mesi riportino un 53% di riposta al trattamento, percentuale che diminuisce all’aumentare della durata della malattia.
Inoltre recenti evidenze, raccolte e chiaramente riportate anche dalle ultime linee guida ACR 2012, supportano e giustificano un approccio terapeutico precocemente aggressivo con DMARDs e farmaci biologici quali gli TNFi soprattutto nelle cosiddette early arthritis.

Occorre in ultima analisi cercare di migliorare ed ottimizzare i tempi della diagnosi e strutturare moderni protocolli terapeutici che facilitino l’accesso dei pazienti ai più recenti ed efficaci trattamenti terapeutici per la salvaguardia dei pazienti stessi e per – dato non trascurabile – diminuire i costi sociali di un eventuale ritardo o mancato trattamento.

Scarica lo studio Artrite reumautoide a Dubai e negli Emirati Arabi Uniti (in inglese)

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