Avviare un’attività e-Commerce a Dubai

Avviare un’attività e-Commerce a Dubai può essere il modo più semplice ed economico per un primo approccio con il territorio degli Emirati Arabi. Con quasi la metà della popolazione mondiale prevista on line entro il 2016 le vendite on line saranno un settore non più trascurabile in un mondo “collegato”. In Medio Oriente, l’effetto web non è meno importante. Ad esempio, il 42 per cento degli acquirenti degli Emirati Arabi Uniti ha fatto almeno un acquisto online nel 2012, rispetto al 33 per cento nel 2010, secondo un sondaggio condotto da MasterCard.

Per aprire un’attività di vendita ci sono di fatto 3 possibilità con 3 livelli di efficacia (e di costi) diversi.

1. aprire un negozio/showroom in un posto strategico e di rappresentanza

per questo tipo di attività va fatto uno studio di fattibilità per poter approfondire i costi, ma considerando che a Dubai un negozio Made in Italy deve essere in un punto d’elite, il solo affitto sarà importante. Anche se andassimo su negozi piccoli in posti d’elite ma non centrali tra: affitto, licenze, personale, capitale sociale ecc si fa presto a superare 100 / 200 mila euro per il primo anno

2. aprire una import/export rivolgendoci al B2B, magari con uno showroom di rappresentanza in Free Zone o anche solo con un ufficio

In questo modo eliminiamo il problema di affitti costosi e riduciamo anche altri costi: una import/export può essere in Free Zone, quindi avremo il 100% della proprietà (no socio locale) e costi piu bassi. Tra affitto di un ufficio, capitale sociale, ecc scegliendo opportunamente la Free Zone si può pensare ad un budget di 50 / 80,000 euro per il primo anno

3. aprire una societa di servizi in Free Zone che gestisca un e-commerce rivolgendosi sia al consumatore finale, sia al B2B, ma senza magazzino proprio

In tal caso la società che si va ad aprire gestirebbe solo la parte commerciale

Dubai ha compiuto grandi sforzi per affermarsi come un hub di e-commerce, e secondo uno studio effettuato dalla società Madar Research Group alla fine del 200, a quel tempo era alla pari con i migliori membri dell’Unione Europea nei servizi online di base .

PayPal è in arrivo sul grande nei Paesi del Golfo. Secondo Arab Advisors Group, il valore delle transazioni e-commerce è circa 11 miliardi di dollari all’anno in Medio Oriente. Con la crescita della banda larga nella regione e il miglioramento della logistica, della sicurezza delle transazioni, della semplicità nell’esecuzione del pagamento, ci si aspettano notevoli incrementi.

Guardando al futuro, la discussione deve passare da e-commerce vs. offline commerce ad un modello integrato. Anche chi vuole aprire un negozio fisico o una import/export non può trascurare le vendite on line.

Sempre più spesso, i consumatori arrivano all’acquisto finale dopo una serie di esperienze online, offline o integrate:

sono in un negozio per comprare un televisore e in tempo reale con lo smartphone verifico se trovo offerte sul mio portale di fiducia prima di acquistare.

Licenze:

1) Per costituire una società basata sul web, avrete bisogno di una licenza da parte del Dipartimento di Sviluppo Economico (DED).

2) Se si sta cercando di avviare il tutto all’interno di una Free Zone, bisogna individuare quella competente a seconda che si voglia procedere con una import/export oppure con una sola licenza di servizi web.

3) Il tipo di licenza rilasciata dipenderà dalla natura del business online.

Ufficio:

A seconda della natura del business, si dovrebbe anche prendere in considerazione l’allestimento di un ufficio fisico (obbligatorio fuori dalle Free Zone e in determinate Free Zone).

Gateway di pagamento online:

Se si vendono prodotti online (materiali o immateriali) è necessario impostare un sistema di pagamento sicuro con carta di credito, contanti alla consegna, carte pre-pagate, o PayPal.

Requisiti import/export:

Se si importano prodotti al di fuori del paese e si vendono online nel mercato degli Emirati Arabi Uniti, l’azienda deve essere registrata presso porti e dogane dell’emirato pertinente, e ricevere un codice importatore. Un dazio doganale (quasi sempre del 5%) è applicabile alle merci importate; si è in esenzione se le merci arrivano per essere lavorate e poi vengono rispedite fuori dagli Emirati.

Le aziende operanti in Free Zone sono esenti dai dazi doganali se stanno vendendo i loro prodotti / servizi all’interno della Free Zone stessa o fuori del paese. Tuttavia, se stanno vendendo all’interno degli Emirati Arabi Uniti (al di fuori della zona franca), il dazio doganale deve essere pagato e deve essere nominato un agente locale.

e-Commerce a Dubai: schema di funzionamento

2 thoughts on “Avviare un’attività e-Commerce a Dubai

  • 22 settembre 2015 at 00:31
    Permalink

    Buongiorno Egregi Signori,
    mi chiamo Montanari Eugenio,il mio progetto è quello di creare un novo linea di prodotti (borse, valige, bauli, portafogli, cinture)
    fatti a mano su disegno e materiali scelti dal cliente, proponendo il tutto tramite un portale su Internet, e gestito tutto dall’Italia.
    Gradirei sapere per avviare una micro società di E commerce quali sono i costi per:

    1°) Per la costituzione
    2°) Per la gestione
    3°) Le tassazione

    Nell’attesa di una gradita riposta in merito, saluto cordialmente.

  • Pingback: Aprire un e-commerce a Dubai - Free Zone Dubai

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