“Banco di prova”: la mia prima immersione con la muta stagna

Banco di Santa Croce: briefing prima di scendere in acquaOggi è stato per me un giorno speciale: la mia prima immersione con una muta stagna. Diversamente dalla muta umida, la muta stagna isola dall’acqua, mantenendo il sub asciutto e al caldo. Anche in acque non particolarmente fredde, quando la temperatura dell’aria è bassa, la muta stagna è un’ottima scelta, che permette di prolungare il tempo e il numero delle immersioni. Inoltre, quanto si esce dall’acqua, si è asciutti. Chi inizia ad utilizzare questa muta, spesso finisce per non poterne piuù fare a meno, anche in climi miti, mentre diventa un must per le immersioni tecniche o per i commercial diver, magari costretti a immergersi in acque inquinate.

Quest’oggi ho avuto modo di effettuare – grazie alla disponibilità e alla professionalità di Pasquale Manzi e dello staff dell’A.S.D. Bikini Diving – la mia prima immersione. Luogo scelto: il Banco di Santa Croce, che già in passato avevo individuato come location per il mio primo test in mare con la custodia subacquea della Nikon. Oramai per me il Banco di Santa Croce sta diventando un vero e propio banco di prova..

Non mi dilungo sulle peculiarità e la bellezza del Banco, già trattato in passato sulle nostre pagine; quest’oggi siamo scesi a -38 metri, per addentrarci dentro una delle grotte, all’interno del pinnacolo principale. Acqua molto fredda (per i miei gusti soprattutto): 14 gradi. E anche la profondità non ha aiutato. Ma questo è stato l’ambiete ideale per provare la stagna.

Dovendo impratichirmi con questo nuovo equipaggiamento che comunque incide sull’assetto, ho scelto di zavorrarmi con 8,5 kg (in genere uso 4 o 6 kg); il peso si è rivelato poi eccessivo (7 kg potevano essere sufficienti), avendo mostrato subito una certa confidenza, ma per questioni di sicurezza la scelta di eccedere andava bene: se non gestisci bene l’aria nella muta, rischi di non controllare la risalita.

Al di là di questo, è stata una delle immersioni più rilassanti della mia vita. Non avendo particolari obiettivi o vincoli lavorativi, mi sono goduto appieno l’immersione “da allievo”, ma senza la tensione di un esame finale. Ero anche curioso di fare la prima immersione dopo lo stage di apnea con Umberto Pelizzari (svoltosi due settimane fa a Dubai); curioso di capire se le tecniche imparate, avrebbero aiutato anche durante l’immersioni. Soprattutto considerando che seono sempre stato uno che “consuma” un sacco di aria.

Ebbene, nonostante l’acqua fredda, l’utilizzo di nuova attrezzatura, il fatto di essere scesi a quasi 40 metri e di essere stati sott’acqua oltre 40 minuti, sono uscito dall’acqua con circa 100 bar di pressione nella bombola [in genere si inizia con 200 / 220 bar e 50 bar sono gia considerati “riserva” destinati alla risalita e alla sosta di sicurezza prima di  terminare].

A questo punto cosa dire… appuntamento al primo corso TEC!

Banco di Santa Croce: in grotta durante l'immersione Banco di Santa Croce: in grotta durante l’immersione

Pur essendo parte dell’abbigliamento del sub, l’utilizzo di questa di muta presenta alcune peculiarità che non vanno sottovalutate; la muta stagna è infatti provvista di una valvola di gonfiaggio collegata al primo stadio dell’erogatore, che permette di insufflare aria in essa; è presente inoltre una valvola per scaricare l’aria in espansione durante la risalita.

La valvola di gonfiaggio deve essere usata esclusivamente per compensare lo schiacciamento della pressione, quanto basta per staccare la muta dal corpo. È sbagliato e pericoloso utilizzare la muta stagna come mezzo per correggere il proprio assetto, tuttavia bisogna fare i conti con un maggiore volume d’aria; per questo motivo alcune didattiche prevedono uno specifico corso per impratichirsi nel suo uso.

La muta semistagna, invece, mantiene uno strato d’acqua tra il corpo e la muta stessa, consentendo il ricambio con l’ambiente esterno solo su specifico intervento del subacqueo. Questo strato di acqua, scaldandosi al contatto con il corpo, mantiene una temperatura più calda rispetto a quella dell’acqua esterna, favorendo così la resistenza al freddo.

SEAC Sub showroom: le mute stagne e semi stagne in esposizione SEAC Sub showroom: le mute stagne e semi stagne in esposizione

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