Che tipo di società conviene aprire a Dubai?

Aprire un’attività a Dubai o negli Emirati Arabi, pone davanti a una scelta iniziale cruciale: che tipo di società costituire? Le tre opzioni principali sono: mainland, offshore, freezone. Innanzitutto impariamo a distinguere queste tre opzioni. 

Aprire una società “in-mainland” (cioè sul territorio di Dubai o dell’Emirato di riferimento, fuori dalla Free Zone) significa costituire una società presso il DED (Dubai Economic Department) o il suo equivalente negli altri Emirati, al pari di quello che si farebbe aprendo una partita Iva in Italia. Per farlo è necessario avere uno “sponsor” (una sorta di socio locale che deve avere passaporto emiratino, che sulla carta avrà il 51% dell’attività e che per tale motivo va scelto con accuratezza). Oltre lo sponsor bisogna mettere in conto il capitale sociale da versare, costi di ufficio / locale (anche se si fa solo attività di consulenza), ecc..

Tuttavia questa scelta è obbligata se si vuole commerciare liberamente con Dubai e gli altri Emirati, o se si vogliono aprire attività aperte al pubblico (a meno che queste non siano all’interno di una Free Zone).

Avere un socio al 51% non è più necessario se:

  • Si apre in una filiali o un ufficio di rappresentanza di un’azienda estera 
  • Si richiede una licenza come freelance per attività professionali o artigiane, dove la proprietà straniera al 100% è permessa dalla Legge
  • Si apre in una Free Zone

Approfondiamo proprio quest’ultimo aspetto. Per aprire un’attività in una Free Zone, invece, i costi partono da poco più di 5,000 dollari per una società di servizi/consulenza, e – a seconda della Free Zone – non si ha necessariamente l’obbligo di dover versare il capitale sociale e di avere un ufficio fisico. Ci sono attualmente 52 diverse Free Zone, infatti ognuna con la propria regolamentazione e con i propri vantaggi e svantaggi. Se si vuole semplicemente aprire un ufficio di rappresentanza oppure si vogliono erogare servizi di consulenza, la Free Zone di Fujairah rappresenta infatti la soluzione ottimale, in quanto:

  • non si deve versare capitale sociale
  • l’ufficio fisico non è obbligatorio
  • non si ha obbligo di contabilità, se non l’unico onere: di rinnovare o disdire la licenza a fine anno
  • si ha la domiciliazione postale presso gli uffici di VirtuZone, situati presso il Burj Khalifa district; si ha una casella postale a nome della propria azienda
  • non si ha obbligo di richiedere un visto residente (ma all’occorrenza ne possono essere richiesti fino a 6)

oltre i soliti vantaggi delle Free Zone: niente tasse, no socio locale, rimpatrio del capitale, ecc…

Le categorie commerciali della società devono essere classificabili come consulenza o servizi. Niente import/export, a meno che non si apra una Marketing Consultancy e si gestisca la parte fisica del trading attraverso una società terza.

Una società offshore è invece un’impresa registrata da persone fisiche o enti giuridici che devono avere il proprio domicilio al di fuori delle giurisdizioni in cui le società sono state costituite. E la società deve effettuare l’intero della sua attività fuori della sua giurisdizione di registrazione. Altrimenti sarebbe come considerata “residente” e dunque tassata come tale. Per questo motivo la offshore non rilascia visti residenti e di fatto viene vista come strumento spesso destinato solo all’evasione fiscale.

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