Consigli per il tempo libero: 40 km di corsa nel deserto

Due mesi. Sono passati solo due mesi da quando ho completato i miei primi 42 km nel deserto. In solitaria (con coach che mi aspettava a prestabiliti check-point e comunque sempre in sicurezza), senza pettorali, fanfare e squilli di tromba.

A distanza di due mesi torno a fare un allenamento di 40 km nel deserto. Con un’atmosfera un po’ diversa stavolta (eravamo un gruppo di 10 – 12 persone) e condizioni leggermente diverse.

L’altra volta sono partito da solo (con il coach Max Calderan che mi indica una strada e poi si avvia con l’auto lasciandomi da solo in pieno deserto, non senza qualche dubbio), alle 4 del pomeriggio con 46 gradi C, completamente impreparato, con un abbigliamento ipertecnico poi rivelatosi completamente inadeguato alle condizioni, con scorte d’acqua e di cibo poi rivelatesi non sufficienti a coprire anche la notte fuori, senza neanche sapere prima quanto avrei corso.
Ho impiegato esattamente 8 ore per coprire 42 km su un percorso desertico, con molte pendenze, arrivando a mezzanotte passata. Devastato dalla sete, dalla fame, dalla fatica. Affascinato dalla sfida, dal buio, dal deserto. Dopo alcune ore di sonno sulla sabbia, la mattina dopo una “piccola” duba di 80 metri da scalare ha rappresentato lo step finale prima di rientrare nella civiltà.

Questa volta abbiamo programmato un allenamento, con Marcus Smith gli amici della palestra InnerFight. Una decina di persone circa, con un elemento in comune: superare i propri limiti. Siamo partiti alle 5,30 del mattino, con una temperatura (se non fredda) almeno fresca; percorso ipotizzato: l’anello di Al Qudra [percorso di 50 km realizzato per consentire ai ciclisti di allenarsi in sicurezza]. Lasciando la strada ai ciclisti si può scegliere se correre al borso (sempre su asfalto quindi), sulla sabbia compatta (stile sterrato) immediatamente vicino la strada o addentrarsi.

Anche stavolta non avevo programmato questo allenamento. Tant’è vero che da non molto ero rientrato da 4 settimane di viaggio durante le quali avevo colto l’occasione per defaticare e non allenarmi, salvo rare occasioni.

Invece al mio rientro a Dubai (solo 2 settimane prima di questo allenamento), arriva la telefonata del coach:

tieniti pronto, tra qualche giorno sono giù e ci alleniamo; nel frattempo fatti 2 settimane di digiuno durante le ore di sole, cercando di bere il meno possibile e continuando ad allenarti, possibilmente di giorno

Ecco, appunto! Sono arrivato all’allenamento con una mentalità molto diversa da quella dell’altra volta e dagli altri che erano li. Ho lasciato da parte tessuti tecnici, gel, barrette, ecc… Mi sono detto

ho imparato la lezione, sono nel deserto non a Yas Marina Circuit…

Sono partito con pantaloncino, maglietta (che dopo poco ho levato) e shamag avvolta intorno la testa; due bottigliette d’acqua in mano. Neanche l’orologio al polso: nel deserto sapere l’ora serve a poco; ciò che importa è sapere come gestire il sole e la sabbia. A bordo dell’auto in assistenza il resto dell’acqua (circa 12 litri.. stavolta mi sono tenuto largo), qualcosa da mangiare (datteri e carne secca) e i vestiti per le ore calde, quasi tutto in uno zaino (mi sto abituando all’idea che il tutto dovrà essere in uno zaino, per essere in autosufficienza alimentare e idrica). Iniziamo a correre in gruppo. I primi 15 km (adottando una strategia che poi si è rivelata essere inadatta) sono stato in testa al gruppo, alternando corsa e camminata veloce, ma con un ritmo troppo veloce. Percorso piatto, decine di ciclisti che passano al lato salutando questo dolce gruppetto di folli che corre a piedi.

Dopo circa 15 km un paio di persone mi passano, una si affianca e iniziamo a parlare mentre corriamo. A distanze più o meno regolari si avvicina l’auto del coach per lanciare consigli, o esercizi da fare. L’amico che corre al mio fianco insiste per voler condividere gel, soluzioni o altro. Io gentilmente rifiuto. C’è qualcosa che non va in questo allenamento.

Inizio a sentire la fatica. Decido di fermarmi, lascio andare avanti l’amico; vorrebbe fermarsi ma gli faccio segno che è tutto ok e di andare avanti. Lascio sfilare anche il resto del gruppo. Mi guardo intorno. Ecco cosa non va… non è abbastanza deserto! La pista asfaltata, i ciclisti che passano, alcuni che mi conoscono e mi salutano, il gruppo che corre insieme.. Mi manca il deserto, quello vero, quello di Rub al-khali.

Riprendo a correre, condividendo la sensazione col coach, che sorride.

Ai 25 km sui 50 previsti, mi fermo per riposare, stendendomi a terra. Non ho bisogno di “dormire”, ma mi abituo all’idea dei micro-cicli di sonno necessari per traversate più lunghe. Oggi tutto è rivolto a quello che sarà la vera sfida a settembre / ottobre.

Dopo poco mi rendo conto che il sole è alto, è ora di cambiarsi: pantalone lungo e maglia a maniche lunghe (entrambi di una taglia più grande affinchè sia comodo e “intrappolino” abbastanza aria da isolare). Shamag avvolta intorno la testa a proteggere anche il volto dal sole e naso e bocca dalla sabbia. Nelle tasche del pantalone metto alcuni datteri e della carne secca. Sempre più cerco l’orientamento verso l’autosufficienza, lascio a bordo solo l’acqua, cambiando le bottigliette d’acqua quando finiscono.

Sono sempre più i momenti di camminata rispetto a quelli di corsa. Sono stanco. Inizio a mangiare qualcosa mentre corro.

Arriviamo ai 40 km che oramai non corro più. Max suggerisce di fermarmi: non è una gara, ma un allenamento. Rischiare di farsi male non ha senso. Oramai abbiamo superato la soglia dell’allenamento muscolare, meglio fermarsi qui e portarsi a casa altri 40 km di deserto.

Solo in 4 sono arrivati ai 50 km, tutti enormemente provati (nonostante gel, soluzioni, abbigliamento, ecc..). In 2 o 3 ci siamo fermati ai 40 km. Gli altri si sono fermati prima.

Complimenti a tutti. In quelle condizioni non è facile fare neanche 10 km.

Io però ho un po’ di amaro in bocca. Volevo arrivare a 50. La sensazione è di riprovarci già la settimana dopo.. anche se so che dovrò dare il tempo al mio fisico di recuperare.

Poi però subentra la fase razionale e inizio a ragionare su una serie di aspetti.

a. Mi sono “bruciato” per stare in testa al gruppo i primi km; Max sottolinea che se avessi lasciato sfilare il gruppo subito, camminando per i primi 10 km, probabilmente non solo avrei finito i 50 km, ma sarei arrivato anche prima degli altri. La mia “strategia” era quella di macinare quanti piu km possibile con il buio ma non ha premiato.
In ogni caso venivo da un periodo (quello in Europa) dove non mi sono preparato a dovere.

b. La temperatura massima registrata durante la corsa è stata di 52 gradi.. Abbiamo corso circa 2 / 3 ore al buio, per poi continuare (con la fatica già addosso) con il sole alto. A differenza dell’altra volta, dove ho fatto solo le prime due ore di sole.

c. Ho comunque chiuso i 40 Km in 6 h circa (a differenza delle 8 h dell’altra volta) e in condizioni di caldo più elevato.

d. Ho completato l’allenamento senza aver problemi di colpi di calore, ustioni o altro, mentre l’altra volta mi sono dovuto fermare piu volte per riprendermi e chi è arrivato alla fine dei 50 Km era segnato dal sole (a causa di abbigliamento tecnico si, ma che lasciava pelle scoperta).

e. Ho bevuto molto ma molto di meno dell’altra volta. Quasi tutta l’acqua l’ho usata per bagnarmi la testa e disperdere calore, ma non avevo quella sensazione di sete che ha accompagnato la prima esperienza dall’inizio alla fine, nonostante il caldo più forte. E ho mangiato pochissimo. Il minimo per darmi quelle energie per continuare.

Merito delle due settimane di allenamento durante il giorno senza bere e mangiare..?

L’amaro in bocca per non aver completato i 50 km rimane, ma direi che sono più gli aspetti positivi di quelli negativi… Quella che 2 mesi fa era per me un’impresa impossibile, oggi diventa un allenamento quasi di routine, dove addirittura mi lamento di non aver fatto abbastanza.

Ci vediamo nelle sabbie del Rub al-khali, Max!

Consigli per il tempo libero: 40 km di corsa nel deserto

2 thoughts on “Consigli per il tempo libero: 40 km di corsa nel deserto

  • 2 Agosto 2015 at 19:14
    Permalink

    Grande Nico!!!
    Grandissimo miglioramento!!! Ti stai calderanizzando!!!!! :-)))
    R.

  • 5 Agosto 2015 at 20:20
    Permalink

    Ahahah Grande Roberto! La prossima volta vieni con noi…!

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