Correre nel deserto

Correre nel deserto, di Orlando PizzolatoDopo la nascita delle nostre figlie, io e mia moglie abbiamo abbandonato, come meta delle nostre vacanze, uno dei luoghi che più ci affascina: il deserto. Con i bimbi piccoli il mare è tornato in testa ai luoghi più facilmente gestibili. Anche il mare è affascinante, ma le sensazioni e le emozioni che il deserto lascia dentro sono per me più forti.

Per ripensare al deserto, alle sensazioni dei giorni trascorsi in un ambiente diverso, mi affido a ciò che ha fortemente condizionato la mia ultima trasferta: la luna nel deserto. Nel deserto le sensazioni sono nettamente differenziate: il giorno e la notte, il sole e la luna, il caldo e il freddo. E su tutto prevale il silenzio.

Questi contrastanti elementi si avvertono in maniera decisa, ma trovo che il giorno, il caldo, il sole siano troppo violenti. La luna invece non solo è romantica, ma pure affascinante perché la puoi guardare direttamente. Si lascia ammirare, apprezzare, corteggiare. Tutt’al più il sole che potrei ricordare è quello notturno dell’inverno: Sirio, la prima vera stella che appare in cielo la sera e la costellazione di Orione.

Quante luci notturne abbiamo guardato quando si faceva buio durante quella trasferta! Mi ero portato anche il binocolo e l’atlante per guardare le costellazioni, ma la pallida luce della luna non mi ha permesso di penetrare adeguatamente l’oscurità dell’universo.
Il deserto è piacevole quando luna e sole si passano il compito d’illuminare le strade. Il giorno invece lascia segni forti, tutto sommato accettabili quando si adotta il comportamento degli animali. Stare rintanati fintanto che si può guardare tutt’attorno senza socchiudere molto gli occhi.

Al deserto si deve pagare un prezzo, anche piccolo, ma per apprezzarlo intimamente è necessario un piccolo sacrificio. A me che piace correre, il sacrificio è senza dubbio enorme, perché correre nel deserto comporta molto sudore, fatica e stanchezza. Ma sono sempre riuscito a cogliere il momento più adatto per correre, e cioè l’alba, quando la temperatura è ancora bassa e il giorno deve ancora farsi strada.

Il deserto mi ha concesso così di respirare la sua magia, di incamerare emozioni e sensazioni caratterizzate dagli elementi che gli appartengono.

Se abbiamo la convinzione di averlo battuto, superato, vinto, ci sbagliamo. Il deserto si è già dimenticato di noi. Dei miei sforzi, del mio impegno, del mio sudore non è rimasto nulla. La luna lo può confermare. Dall’alto lo può vedere. Del mio passaggio non c’è traccia. Le dune di sabbia sono ritornate candide com’erano prima che arrivassi io.
Il deserto mi ha però concesso una serie di regali. L’ho visto, toccato, assaporato, annusato, respirato. A questo punto nessun vento potrà cancellare quanto porto dentro di me.

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Ringraziamo per questo suo primo articolo pubblicato su DubaiBlog, Orlando Pizzolato (Thiene, 30 luglio 1958), ex maratoneta di successo, vincitore della maratona di New York nel 1984 e nel 1985,  salito sul gradino più alto del podio anche alle Universiadi del 1985 svoltesi a Kobe e record man della maratona di Venezia del 1988. Nel 1986 è giunto secondo alla maratona dei Campionati europei di Stoccarda, alle spalle dell’altro maratoneta italiano Gelindo Bordin.

Attualmente si dedica all’attività chiamata Winning Program, nata per esaudire le numerose richieste di consigli tecnici che molti atleti fanno regolarmente a Orlando Pizzolato. La consulenza consiste nella stesura di programmi di allenamento personalizzati in quanto studiati seguendo le caratteristiche e le esigenze di chi li richiede.

Per informazioni più dettagliate su come aderire al Winning Program, contatta Orlando Pizzolato.

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