Cortina Trail 2016

Fatta! Ho portato a termine – non senza fatica – la Cortina Trail 2016. La gara più affascinante a cui abbia mai preso parte, in uno scenario mozzafiato e ricca di emozioni per tutta una serie di eventi che hanno caratterizzato la mia partecipazione, sebbene sia arrivato al traguardo tra gli ultimi partecipanti.

Ma procediamo per gradi. La decisione di partecipare è stata presa circa 4 settimane prima, quando di fatto la preparazione dovrebbe essere già al culmine e dovrebbe iniziare la fase di scarico. Oltretutto vivendo a Dubai si fa’ difficoltà a trovare montagne dove allenarsi. Ma l’obiettivo è quello di fare una gara di esperienza, quindi va bene così. Le 4 settimane passano con allenamenti non troppo intensi, molti dei quali trascorsi correndo sugli scogli per cercare di simulare la corsa trail sul terreno scosceso delle Dolomiti. Mentre per allenarmi al dislivello ho fatto tante ore di scale.

La mattina della gara inizia con una fantastica sorpresa: uno degli organizzatori della gara, nonchè speaker dell’evento, è l’amico Antonio Colli, con cui avevo avuto il piacere di provare per la prima volta lo sci di fondo, sempre a Cortina. Poco prima della partenza Antonio mi chiede le aspettative su questa gara.

3, 2, 1.. la gara parte. Un fiume di atleti inonda il corso di Cortina. I primi kilometri procedono abbastanza tranquillamente; sarà una gara lunga per cui non forzo l’andatura e mi godo il panorama mentre corro. Sulle salite e sulle discese “tecniche” sento il peso della mancanza di allenamento; un imprevisto è rappresentanto dal alcuni torrenti da guadare: per fortuna ho calzini e solette (delle scarpe) di ricambio.

Ad un tratto uno spiacevole imprevisto: una delle concorrenti cadendo ha riportato una brutta ferita alla fronte. C’è molto sangue anche se lei è cosciente e lucida. Insieme ad altri concorrenti prestiamo i primi soccorsi e chiamiamo il 118; avendo esperienza di soccorso, sono io a restare con la concorrente fino all’arrivo del personale medico. Sarò rimasto fermo 30/45 minuti, per cui sono ben contento di vedere di aver raggiunto al punto di ristoro alcuni dei concorrenti che avevano assistito la ragazza: le gambe evidentemente rispondono bene nonostante le condizioni a cui non sono abituato.

Dopo il ristoro proseguo la gara con uno dei ragazzi, Daniele, che aveva soccorso con me la ragazza. Durante gare lunghe nascono spesso nuove amicizie. Dopo svariati km riflettiamo sulla necessità di passare un check point entro le ore 15,30, pena l’esclusione dalla gara e il ritorno a Cortina con navetta. Decido allora di forzare l’andatura e distacco Daniele. Ad uno dei ristori mi dicono che ho 20 minuti di cammino prima del check point e solo 23 minuti disponibili, per cui non mi preoccupo neanche di rifornirmi o riempire le borracce e riprendo a correre. Ma in discesa metto male un piede e mi causo una (leggera) distorsione alla caviglia! Daniele mi riprende da lì a poco e mi scorta per i successivi 2 km, fino al punto di ristoro. Lì chiedo al personale medico di farmi una fasciatura stretta. Voglio provare a portare a termine la gara nonostante il percorso ancora difficile e i 16km che mi separano dall’arrivo. Riposo un po’, provo a camminare, e alla fine decido di proseguire; ma sono lento e dopo alcuni km ho bisogno di riposare, per cui dico a Daniele di non aspettarmi. A fatica arrivo all’ultimo rifugio. Mancano 9 km all’arrivo e soli 90 minuti prima del cut-off time. Inizia anche a piovere. Considerando che gli ultimi km sono tutti in discesa e con tratti anche impervi, sono molto indeciso sul da farsi. Dopo alcuni minuti arriva la “scopa” [NdA un volontario che corre sul percorso dietro i concorrenti per chiudere il gruppo ed essere certo che nessuno rimanga sul tracciato]. Mi confronto con Gianluca Bucciol (questo il suo nome). Mi invoglia a proseguire, assicurandomi che la discesa non è eccessivamente tecnica (basta andare piano) e offrendosi di scortarmi per sicurezza.

Allora ok: si va fino in fondo! Partiamo. I primi 4 / 5 km sono abbastanza lenti a causa del terreno, ma ad un tratto lo sterrato diventa meno tecnico e a quel punto scatta qualcosa: inizio a correre nonostante il dolore alla caviglia. Supero svariati concorrenti della CortinaTrail e della LavaredoUltraTrail (i due percorsi si sovrappongono nella fase finale). A circa 2 km faccio per rallentare ma uno dei concorrenti della LUT mi da una pacca sulla spalla e mi urla “Non mollare! Corri con me!”

Accetto l’invito e lo affianco. Inizio a correre con lui la parte finale. A circa 1 km dall’arrivo mi distacca di un centinaio di metri. Oramai manca poco.

Quando arrivo al corso di Cortina.. parte il comando. Inizio a correre come non mai, come se non avessi percorso tutti quei km. La falcata si allunga come quando faccio le ripetute. A circa 50 metri dal traguardo affianco il ragazzo che mi aveva dato la pacca sulla spalla ma non voglio superarlo: lo prendo per un braccio e gli urlo “Scatta con me! Corri! Andiamo!”

Passiamo il traguardo insieme. Un emozionante abbraccio liberatorio prima con lui, poi con Antonio Colli, che mi chiede le sensazioni e mi passa il microfono. Dopo alcuni minuti sopraggiunge Gianluca; che vedendomi al traguardo realizza che ho allungato e ho fatto gli ultimi 5 km di corsa. Congratulazioni emozionate anche da lui. Sono tra gli ultimi ma provo la stessa emozione del vincitore.

Prendo il telefono. Chiamo casa per rassicurare che sto bene. Una telefonata che desideravo fare già da ore e che mi ha dato la forza di andare avanti nei momenti di sconforto.

Dopo di ché… il corpo ricorda alla mente che 12 h sulle gambe sono tante, che 18 km con una distorsione non sono banali, e che magari ho bisogno di raggiungere il punto medico per un controllo.

Un unico pensiero nella mia mente: è fatta! Non importa il tempo, non importa come. Ma sono arrivato alla fine.

Cortina Trail 2016
Nella foto grande: guado di un torrente. Nelle foto piccole dall’alto: con Antonio Colli prima della partenza; un momento della gara; con Gianluigi dopo l’arrivo.
Prima di terminare questo articolo vorrei ringraziare: l’organizzazione della Cortina Trail per questa fantastica esperienza e per un’organizzazione ineccepibile, la struttura Cortina Marketing, l’Hotel Ambra e il ristorante Il Passetto per l’ospitalità, il water sponsor Monviso per il supporto e tutti coloro che hanno contribuito a rendere indimenticabile questa esperienza.

One thought on “Cortina Trail 2016

  • 28 giugno 2016 at 16:36
    Permalink

    Hei Guys,
    how are u ?
    Sono Gian (luca)
    scopa Cortinatrail.
    E’ stato un vero piacere accompagnarti a valle e fare due chiacchere con Te.
    Ti ho dovuto abbandonare a fine discesa per scortare un altro concorrente della CT.
    Tu eri piu’ veloce e io con te avevo fatto il mio dovere. Acompagnarti in sicurezza lungo il sentiero fangoso e costellato di radici. La tua caviglia ha lavorato bene ma ancor piu la tua VOGLIA di essere Finisher !
    Bravo dunque,..e la prossima volta, finiremo con uno scatto bruciante gli ultimi metri di qualsibìvoglia competizione sportiva ! Un abbraccio.

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