Cosa ho imparato dopo centinaia di video e migliaia di iscritti al canale?

Cosa ho imparato dopo centinaia di video e migliaia di iscritti al canale? Io ho iniziato come blogger oltre 10 anni fa. E già allora si faceva fatica a far capire alle persone che il blogger può essere una professionalità che richiede molte competenze; chiaro poi uno il blogger lo può fare per gioco e utilizzare risorse minime. Quando si parla di video il tutto sale di un gradino: chiunque può prendere uno spazio web gratuito e iniziare a scrivere anche contenuti di qualità, ma già per realizzare un video decente bisogna avere un minimo di attrezzature, magari fare un minimo di editing, avere una location in cui girare. Puoi scrivere un articolo in un sottoscala, ma non è facile realizzare un bel video in un sottoscala.

Per chi non ha un canale YouTube forse non si ha la percezione di cosa voglia dire produrre centinaia video, soprattutto se si vuole mantenere una qualità idonea (per i propri standard) in termini di riprese, montaggio, audio. Quanta fatica c’è nel trovare un setup adatto.

Quante prove, esperimenti, tentativi, fallimenti e tutti i parametri che vanno considerati: frequenza di pubblicazione, contenuti, lunghezza dei video, orari di pubblicazione, la scelta degli argomenti. E chi più ne ha più metta.

Oggi mi guardo indietro e vedo – dopo oltre 2 anni – due semplici numerini:
250 video / 15,000 iscritti

Gli stessi che vede chi è fuori, e subito scatta il paragone con i grandi big.
Con centinaia di migliaia di iscritti. E non parlo di quelli che spendono migliaia di euro per promuovere o acquistare visualizzazioni e iscritti, ma di quelli che con tanta fatica, strategia, dedizione e abnegazione hanno raggiunto quei risultati.

E allora mi sono deciso a fare questo video. Sia per condividere con voi quello che c’è dietro la produzione di così tanti video, sia per lasciare una sorta di testimonianza, che io stesso rivedrò magari quando avremo aggiunto uno zero davanti a quei numeri.

E in particolare voglio rispondere alla domanda: cosa ho imparato in questi primi anni? Voglio dire sono nel campo dei social media da oltre 10 anni, da circa 20 mi occupo di formazione e ho centinaia e centinaia di ore d’aula e da tempo mi occupo di produzioni video anche a livello professionale. Quindi portare avanti un canale YouTube potrebbe essere qualcosa di relativamente semplice, penserete voi. Una naturale evoluzione di quello che era già la mia professione.

E invece no. Ho imparato davvero tanto da questa avventura, ecco alcuni punti per me importanti.

1. avendo tante ore di public speaking e svariate interviste fatte, ho veramente pensato che per me sarebbe stato semplice realizzare dei video, parlare in camera. Invece ho scoperto che ero davvero una capra… e ancora oggi mi vergogno dei primi video fatti, soprattutto per la mia interpretazione. Mi verrebbe di cancellarli tutti! Non che adesso sia Clint Eastwood, parliamoci chiaro. Ma ho lavorato e sto lavorando ancora sul tono della voce, sull’eliminare determinati intercalari, pause, ecc…

2. anche dal punto di vista tecnico ho imparato tanto; i primi video li realizzavo interamente io: dal girato (magari con una macchina entry level senza microfono) al montaggio. Oggi per quanto quasi sempre ho uno staff che mi supporta (tranne alcuni video girati al volo con telefono e un microfono lavalier che porto sempre dietro, perché magari non programmati), continuo a mettermi alla prova. Ho investito in attrezzatura, studio la grafica con lo staff, continuo a dilettarmi sui montaggi per capire le difficoltà di chi lavorerà il girato magari
fatto da un altro operatore. Faccio quasi sempre la regia, ma ogni tanto affido la regia a qualcun altro per imparare un taglio diverso.

3. ho imparato a scrivere gli script e leggerli e rileggerli prima di “andare in scena” per assicurare una qualità comunque alta; anche quando il video non è programmato (es video coronavirus in aeroporto); questo mi porta anche a documentarmi sugli argomenti che tratto, e questo mi fa imparare delle cose nuove. Perché magari conosco il macro dell’argomento, anche quando si parla di Dubai, ma non tutti i dettagli

4. ho imparato a gestire la frustrazione: frustrazione di quando scopri solo la sera che un determinato girato va interamente rifatto perché la messa a fuoco era sbagliata, perché l’audio non è venuto bene, o perché ti manca un passaggio fondamentale a fini del discorso. O ancora perché un video che pensi spaccherà tutto, fa 5 visualizzazioni e in famiglia siete 6… Quando poi ci sono video fatti in 10 minuti col cellulare che vanno virali e fanno centinaia di migliaia di visualizzazioni. E non ti spieghi il perché.

5. ho continuato a lavorare su un punto critico già gestito su altri social ma qui portato ad un livello diverso: la gestione dei commenti, particolarmente delicata quando non sono solo io in camera; fintanto che qualcuno scrive commenti volgari o fuori luogo per un post messo da me in FB o sotto un video dove sono io a parlare, ok. Ma quando ti trovi a gestire gli stessi commenti rivolti ad una persona che hai intervistato, e che si esposta, si è messa a disposizione… wow… diventa più complesso.

Cos’altro aggiungere? Spero di andare avanti così. Ma’a salama!

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