crisi mondiale – impatto negli EAU

In questi ultimi mesi abbiamo assistito a eventi economici senza precedenti nella storia.
I problemi degli USA sono tutti i giorni trasmessi dai media, in Europa sono andati persi 130.000 posti di lavoro (La repubblica – 09/02/2009) e anche il ricchissimo Principato di Monaco ha già licenziato nel 2009 cento dipendenti italiani dei mille esuberi prospettati (Il Secolo XIX – 09/02/2009).

Riteniamo assolutamente naturale che anche a Dubai, crocevia commerciale e finanziario tra l’occidente e l’oriente, si possano sentire gli effetti di questa grande crisi, soprattutto in ragione del fatto che proprio a Dubai hanno sedi le più grandi società commerciali del mondo, perché allora stupirsi se alcune di queste decidono di ridurre il proprio organico nelle sedi decentrate ed estere? Sarebbe semmai anomalo il contrario.

Non crediamo sia però giusto, in ogni caso, fornire informazioni false, cariche di allarmismo e assolutamente prive di fondamento come quella relativa a tremila auto abbandonate da manager in fuga all’aeroporto con le chiavi nel cruscotto (La Stampa – 09/02/2009) subito smentita dalla polizia di DUBAI, peraltro riportate da anonimi segnalatori presumibilmente informati sui fatti; non è corretto riempire pagine di giornali cercando di far capire ai lettori che le operazioni immobiliari che non hanno ancora raggiunto il 60% del loro sviluppo verranno cancellate, non è giusto dire solo che prodotti estremamente inflazionati come gli appartamenti su Palm Jumeirah oggi si acquistano a prezzi più bassi di un anno fa senza dire che gli immobili di molte altre zone di Dubai si sono rivalutati; insomma è opportuno dirla un po’ tutta e davvero com’è.

Esistono poi anche notizie positive, come per esempio il dato dell’inflazione che scenderà dal 12% del 2008 al 2,5% nel corso del 2009; la notizia che il bilancio federale degli EAU del 2009 è di 42.2 miliardi di dirham (circa 11 miliardi di US$): il più alto mai approvato in precedenza e del 21% superiore a quello del 2008. Inoltre l’economista Eckart Woertz, d’accordo con il Centro Ricerche Economiche del Golfo, afferma che “i progetti chiave legati alle infrastrutture andranno avanti senza ritardi, e come in ogni altra parte del mondo, il Governo degli EAU reagisce con un misto di incentivi e di liquidità monetaria. Le finanze dello Stato sono e restano sane“. (Fonte: Gulf News)

Insomma, pur dipendendo anche e per ovvi motivi, dall’andamento dell’economia del resto del mondo, Dubai rimane un luogo dove poter intraprendere ottime iniziative commerciali e imprenditoriali anche solamente per il regime fiscale applicato…

angelodxb

consulente aziendale italia Estero.

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