Donne al volante…. anche in Arabia Saudita

Riad, Arabia Saudita: il re Salman bin ʿAbd al-ʿAziz Al Saud ha finalmente concesso alle donne saudite il permesso di guidare, a partire dal giugno 2018, nell’unico Paese dove era loro proibito. Ad aprile 2015 re Salman aveva già confermato la possibilità, precedentemente annunciata dal predecessore qualche anno prima, di partecipare alle elezioni municipali, uniche votazioni concesse alla popolazione del regno, come candidate ed elettrici.

L’annuncio è arrivato dai media di Stato di Riad: si dissolve così l’incredibile divieto anche nell’ultimo paese dove era vigente, simbolo di oppressione nei confronti delle donne.

teologi wahabiti (il ramo radicale del sunnismo vigente in Arabia Saudita) si sono espressi fino all’ultimo contro il via libera delle donne alla guida, dando spiegazioni spesso surreali, inclusi possibili problemi di “instabilità del Regno”. Pochi giorni fa un religioso saudita – Saad al-Hijri, della provincia di Assir – aveva giustificato il divieto perché, ha detto nello sconcerto mondiale, “le donne hanno un quarto di cervello degli uomini”. Il religioso è stato poi sospeso.

Sebbene il decreto sia importante per l’emancipazione delle donne in un Paese cosí radicale, attenzione a non prendere la notizia con troppa euforia e a considerare anche l’aspetto di propaganda politica che potrebbe essere associato a questa manovra. Il vero passo storico sarà per esempio quello che libereranno le donne saudite dall’obbligo di avere un tutore. Ad oggi infatti le donne ancora non sono libere – ad esempio – di vestirsi come meglio credono, di essere curate da medici uomini senza il consenso del loro tutore, di viaggiare da sole. Clamoroso fu l’episodio in cui molte donne morirono durante un incendio, in quanto senza burqa e non salvate dai vigili del fuoco (uomini) in quanto mancava l’assenso dei rispettivi tutori.

Donne alla guida in Arabia Saudita

Quando qualche tempo fa il permesso di guida alle donne era stata rifiutato, una video-parodia della famosa canzone di Bob Marley era diventata virale e aveva realizzato milioni di visualizzazioni in rete.

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