Dubai, arriva il primo poliziotto robot: è autonomo e parla sei lingue. Ecco chi é il nuovo RoboCop

Chi si ricorda di un certo RoboCop? A Dubai arriva il primo poliziotto robot, é completamente autonomo, parla 6 lingue e sarà di supporto anche per le strade.

Sembra quasi scontato che sia Dubai la prima città al mondo, dove un androide assisterà le forze di polizia, è tutto vero ed è già in servizio. Il debutto e la presentazione sono avvenute al quarto Gulf Information Security Expo and Conference (GISEC): Robocop è autonomo, alto 170 centimetri e pesa 100 kg, ha integrato un rilevatore di emozioni, riconosce i gesti e i movimenti delle mani fino a 1.5 m di distanza.

Pare sia in grado di percepire le emozioni dalle espressioni del volto umano, distinguendo se gli individui sono felici, tristi o stanno ridendo, perfino lui può cambiare espressione per strappare un sorriso quando serve. Quando sarà di pattuglia, il nuovo Robocop utilizzerà le sue videocamere, la sua intelligenza artificiale ed altre tecnologie per riconoscere dal volto, eventuali ricercati o trasmettere in diretta immagini alla centrale.

Sul ‘petto’ ha un tablet incorporato che i cittadini possono utilizzare, con tanto di sistema di pagamento per carte di credito in caso di acquisto di servizi. La cosa interessante è che può comunicare in sei lingue, tra cui ovviamente l’arabo e l’inglese, può interagire con il pubblico e rispondere alle domande, stringere le mani e fare il saluto militare.

Il robot scelto per dare il via a questa vera e propria rivoluzione di androidi è REEM dell’impresa spagnola PAL Robotics, messo immediatamente a contatto con la popolazione: si occuperà di segnalare reati, trasmettere immagini alla centrale, gestire le denunce, caricare documenti e garantirà un canale privilegiato per il pagamento delle multe. Può scattare fotografie, trasmesse istantaneamente alla centrale gestita da colleghi umani, per segnalare eventuali sospetti ma anche incendi o incidenti stradali.

L’interazione tra l’umano e la macchina sarà garantita da un avanzato sistema di riconoscimento vocale messo a punto da IBM e il touchscreen sul petto. Il primo gesto compiuto dall’agente robotico è stato quello di “effettuare il saluto militare” agli ospiti presenti alla cerimonia di presentazione.

Il turno di servizio del cyber-agente non potrà superare le otto ore: non è una questione sindacale, ma l’autonomia concessa dalle batterie in dotazione. Il robot, parlando sei lingue, assisterà anche i turisti e non avrà assicurazione medica prevista per i suoi colleghi umani. Il primo modello è frutto della collaborazione tra il dipartimento di polizia di Dubai, Google e Ibm, nell’ambito di un progetto mirato ad ampliare le funzioni dei robocop per fornire maggiore supporto ai colleghi umani.

Il corpo di polizia di Dubai ha confermato più volte come uno degli obiettivi principali dei prossimi anni sia quello di diventare il più possibile “smart“, almeno per tutto ciò che concerne la parte prettamente burocratica/amministrativa di una stazione di polizia.

Entro il 2030, una centrale sarà interamente human-free, con i robot che sempre entro il 2030 rappresenteranno almeno il 25% dell’intero corpo di polizia dell’emirato. Il robot è stato presentato da Khalid Nasserl Al Razouqi, direttore generale del dipartimento Smart Services della polizia di Dubai. Sarà via via introdotto all’interno delle squadre “umane” per “aiutare a combattere il crimine”, ha sottolineato Al Razouqi. convinto che, entro il 2030, “verrà creata la prima stazione di polizia smart senza l’impiego di personale umano” e il 25% del personale delle forze dell’ordine sarà composto da robot.  robocop arriva. polizia dubai primo robot

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