Emirates ID vs Carta di identità italiana…

Tutti noi abbiamo una carta di identità. Spesso dimenticata nel portafogli o nella borsa; altre volte addirittura lasciata in chissà quale cassetto. Vediamo quindi le differenze tra la carta di identità italiana e quella emiratina.

La Emirates ID è la carta di identità per i residenti degli Emirati Arabi e viene emessa insieme al visto. Quando facciamo richiesta del visto infatti, una delle fasi prevede proprio la registrazione delle impronte e la contestuale richiesta della EID.

Oltre ad essere un documento di riconoscimento, la EID offre accesso ad una serie di servizi, facendone un vero e proprio strumento indispensabile per tante operazioni.

Per accedere a sempre più servizi (richiesta di un numero telefonico mobile o fisso, accesso ad ospedali, sottoscrizione di assicurazioni,.. ) la prima cosa da fare infatti spesso è far leggere la carta da uno speciale lettore. Spesso alla lettura della EID si aggiunge la lettura delle impronte. Quindi difatti protegge l’identità delle persone e la lotta contro la frode e la contraffazione

LA EID consente di accedere agli smart-gate degli aeroporti locali, saltando così la fila del controllo passaporti.

Le banche possono facilmente scoprire la storia creditizia di un cliente utilizzando la EID, velocizzando ad esempio l’approvazione di mutui.

Da tempo è in atto un processo di integrazione tra EID e Health Card (legata a sua volta all’assicurazione); ma in un prossimo futuro la EID consentirà anche di accedere alla storia clinica del possessore della carta.

Mentre sono in atto esperimenti per integrare la EID con sistemi di pagamento; la ADNOC (stazioni di servizio) offrono la EID come sistema di pagamento.

Per ottenere il visto residente e quindi la EID, la procedura è in genere abbastanza semplice ed è legata all’apertura di una propria società, all’acquisto di un appartamento di un minimo valore, oppure all’assunzione da parte di un’azienda (in questo caso sarà l’azienda stessa che si occupa delle pratiche). La EID dura in genere 3 anni, ma la sua validità è legata al fattore che ha dato la possibilità di richiederla; se ad esempio ho ottenuto un visto quale titolare di una azienda, per mantenere il visto devo tenere l’azienda aperta, pur se non operante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *