Expo 2015 Milano: corsa contro il tempo per completare i lavori

Expo 2015 Milano corsa contro il tempoL’Expo 2015 di Milano è a rischio. Anche se non vogliamo considerarla, c’è una possibilità catastrofica che l’Expo 2015 il primo maggio a Milano non sia pronto per aprire le porte ai visitatori. La situazione attuale fa venire i brividi: Le opere finite sono solo il 18 per cento. L’8 per cento dei lavori è completamento fermo mentre ci sono lavori in corso un po’ d’ovunque.  È una corsa contro il tempo e mentre per alcune opere, il ritardo potrebbe essere colmabile sempre se si moltiplicano gli investimenti, per altre la situazione è tragica e non sembra recuperabile. Palazzo Italia, edificio da 13 mila metri quadrati, cuore dell’esposizione e vetrina dell’Expo made in Italy, la costruzione di tutti gli edifici che ospiteranno le varie aree tematiche (cacao, caffè, spezie, frutta ect), tutte le strutture di servizio di base (bar, bagni pubblici, magazzini ect), ma anche la passerella che collega il sito Expo con l’area di Cascina Merlata, dove ha sede il villaggio Expo, sono tutte opere che il programma assicurava che sarebbero state terminate tra il novembre e il febbraio scorso, invece sono ancora cantieri aperti.

Anche la situazione degli allestimenti dei 54 padiglioni esteri è tragica: più della metà sono in ritardo e si cercano anche soluzioni alternative per il 1 maggio, giorno dell’inaugurazione. Inoltre per far rientrare i conti e garantire la sostenibilità economica della manifestazione, bisogna vendere i biglietti. L’incasso previsto è di oltre 400 milioni di euro. Il management di Expo sfodera un ottimismo istituzionale ma non è ancora chiara quale sia la reale consistenza della prevendita. Tutte grane da risolvere per l’Expo 2015 di Milano che già era stato travolto dallo scandalo degli appalti. Un grandissimo danno d’immagine e un confronto veramente impietoso se guardiamo all’organizzazione dell’Expo 2020 di Dubai. Mentre Milano è coinvolta negli scandali e nelle forte polemiche sui ritardi nei lavori, Dubai che organizzerà il suo Expo fra cinque anni già ha accelerato su una serie di progetti e ne ha già implementati altri. Come previsto, gli ingenti investimenti si sono concessi nel settore dell’industria dell’ospitalità per accogliere i 25 milioni di visitatori previsti da tutto il mondo. Mentre Milano è in ritardo, Dubai si anticipa e mette sulla bilancia 25 miliardi Dh di investimenti complessivi per progetti infrastrutturali in vista della Expo 2020. Il governo di Dubai ha lanciato degli incentivi agli investitori che creano strutture ricettive entro ottobre del 2019.  Non a caso ci sono già i preparativi per aprire (nel 2016) tre torri DAMAC Maison-Paramount e un DAMAC Paramount Hotel & Residence, di 68 piani, 279 metri di altezza. Le costruzioni delle quattro torri sono già iniziate contemporaneamente nel centro di Dubai e dovrebbero costare un 1 miliardo di dollari. Inoltre, altri progetti di infrastrutture (sistema ferroviario e stradale), sono già iniziati a Dubai e alcuni perfino completati. Inoltre, ci sarà un sistema di metropolitana per collegare l’Al Wasl con i padiglioni esterni, come pure l’estensione della metropolitana verso l’aeroporto Al Maktoum International.

Ovviamente il confronto è impietoso anche per i posti di lavoro. Mentre a Milano ci sono state solo tante polemiche sulla gestione delle assunzioni per l’Expo 2015, l’Expo 2020 ha portato a Dubai già nuove assunzioni a 5 anni dalla manifestazione e inoltre si offriranno 277.000 nuovi posti di lavoro nei vari settori oltre al forte impatto economico positivo e globale sulle piccole e medie imprese.

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