Expo 2020 Dubai: ecco il bus elettrico del futuro

L’Expo 2020 é pronto ad accogliere questa invenzione tutta italiana: un autobus elettrico del futuro che viene a prendervi sotto casa, formato da tanti moduli che si uniscono e separano durante il viaggio. È questa l’idea alla base di Next Future Transportation, sistema di trasporto pubblico partorito nel 2012 dalla mente del 32enne padovano Tommaso Gecchelin, ed è stato scelto per l’Expo 2020 di Dubai.

Gecchelin, é l’ideatore di questo nuovo sistema di trasporto elettrico a guida autonoma che conta su una serie di capsule. o “pod”, in grado di dividersi e assemblarsi a seconda della situazione e della tipologia di trasporti cui sono adibiti. Una sorta di “autobus” modulare potenzialmente in grado di mescolarsi al traffico quotidiano calcolando il percorso sulla base delle esigenze dei passeggeri.

Quindi, immaginate di ordinare un autobus con il vostro smartphone, di salire a bordo e di viaggiare verso la vostra destinazione in un veicolo in cui manca l’autista.

Un passo verso un futuro senza conducenti. Le porte si chiudono. Il veicolo a motore elettrico emette due bip quando si mette in moto; un veicolo senza autista, senza pedali e senza volante, guidato esclusivamente dalla tecnologia informatica.

La navetta lunga quasi cinque metri può raggiungere i 45 km/h, ma a 20 km/h – la velocità massima consentita sul selciato del centro storico – non si corrono molti pericoli.

Grazie a una serie di sensori, al radar e al GPS, il veicolo può capire cosa sta succedendo: così si ferma, se un pedone attraversa, prima di riparte verso la fermata provvisoria, dove i passeggeri scendono. “L’idea iniziale è nata vari anni fa, quando Gecchelin ha iniziato a studiare le dinamiche del traffico.

L’idea era quindi di attuare una sorta di car pooling dinamico, in movimento, tra auto che spontaneamente si trovano sulle arterie principali, dirette verso la stessa destinazione”. Il risultato è un sistema di trasporto molto versatile, che coniuga le caratteristiche del taxi e dell’autobus: grazie a un’app dedicata il passeggero può prenotate la corsa a domicilio e immettersi poi in un flusso di pod che ottimizza lo spostamento proprio come farebbe un autobus, riducendo la percentuale di veicoli su strada e assemblandosi e dividendosi a seconda delle necessità e della situazione.

A rendere il progetto ancora più innovativo, il fatto che non sia necessario costruire infrastrutture dedicate: sono gli stessi pod a fungere da infrastruttura, autogestendosi, e ognuno si ricarica con un sistema di battery swap automatizzato o manuale che consente di cambiare un pacco batterie scarico con uno carico in un minuto, senza necessità di colonnine di ricarica.

“Cerchiamo di vendere sei unità al prezzo a cui è venduto un autobus elettrico, ossia circa mezzo milione di euro», continua Gecchelin. “Il costo poi varia in base ai comfort. I veicoli possono unirsi anche a moduli di servizio, come bar, shop e toilette”.

Quindi tutto pronto per fare il suo debutto all’Expo 2020 e conquistare definitivamente Dubai. expo 2020 bus elettrico

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