Expo 2020 Dubai – Expo 2015 Milano: scenari di successo

Expo 2020 Dubai - Expo 2015 Milano: scenari di successoGli Emirati Arabi Uniti vogliono bissare il successo ottenuto all’Expo di Shangai del 2010 con il padiglione a forma di Duna, e per farlo hanno nuovamente dato mandato allo studio londinese fondato da sir Norman Foster di progettare la struttura che li rappresenterà a Expo Milano 2015. Il padiglione, presentato in conferenza stampa via web, è un’architettura avveniristica che trae ispirazione, ancora una volta, dalla sabbia, che copre l’80% dello Stato arabo. L’ingresso attraverso il quale si accede al padiglione sembra un canyon. Seguendo un percorso tratteggiato da pareti ondulate alte 12 metri che simula l’andamento delle dune del deserto, tra vie curvilinee e passaggi ombreggiati, i visitatori avranno la sensazione di trovarsi in un’antica città del deserto anche grazie all’uso di strumenti interattivi. Il padiglione pensato dagli Emirati Arabi per “sorprende e deliziare tutti i visitatori che avranno modo di vederlo”, come ha dichiarato dal direttore del padiglione Abdulla Al-Aidarous, vuole essere anche l’occasione per attrarre visitatori nella città simbolo degli Emirati non solo durante i mesi dell’Esposizione Universale del 2020 ma anche nei sette anni prima dell’evento.

In riferimento al tema generale dell’Esposizione Universale di Milano dedicato al cibo e all’energia del pianeta, il padiglione degli Emirati Arabi, svilupperà il tema “Food for thought” (Cibo per la mente). Tale tema si lega, a sua volta, a quello scelto da Dubai per l’Expo del 2020 “Connecting Minds, Creating the Future” (Connettere le menti, creare il futuro), concetto che ben rappresenta lo spirito su cui Dubai ha costruito il suo successo, e che sarà affrontato sotto tre aspetti:  sostenibilità nello sfruttamento delle risorse energetiche e dell’acqua; mobilità e sviluppo di sistemi intelligenti di logistica e trasporto; opportunità, nel senso di nuovi percorsi di sviluppo economico. “La nostra popolazione — ha spiegato Salem Al Ameri, commissario generale per gli Emirati Arabi — è passata da 225mila persone, quando venne istituita la federazione nel 1971, ai nove milioni di oggi. Vogliamo mostrare ai nostri visitatori in che modo stiamo affrontando questa situazione”. Un primo passo in tale direzione è rappresentato dal progetto per il sito che ospiterà l’Esposizione presentato dal team di Dubai 2020. Il sito infatti, è la traduzione in concreto del tema scelto. Al centro dello stesso, la cui struttura ricorda un polipo tentacolare, ci sarà una piazza aperta (Al Wasl, “la connessione”) da cui si propagano tre zone che rappresentano i tre sottotemi. Ispirandosi ai souk arabi, la struttura unirà il patrimonio architettonico degli Emirati Arabi  con un ambiente vivace e aperto agli scambio, per promuovere i principi di collaborazione e di innovazione, principi senza i quali nessun futuro è possibile.

 

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