Fare affari a Dubai… e non solo

Questa mattina sono stato al convegno “Fare affari nel Med-Golfo – Dalla Libia al Qatar, dal Marocco agli Emirati” presso la Sala delle Colonne delle Banca Popolare di Milano, via San Paolo 12, organizzato dalla Fondazione Istud, con il patrocinio della Regione Lombardia.

Il convegno era incentrato sulle opportunità commerciali, legate a Dubai, al Qatar e ai Paesi del Medio Oriente e che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.

Fare affari a Dubai..
Fare affari a Dubai..

L’Italia ha una forte presenza a Dubai e in particolare nei paesi del Med-Golfo, grazie anche alla spendibilità del “made in Italy”: a Dubai tutti i principali marchi italiani hanno una rappresentanza: basti considerare l’hotel e i ristoranti di Armani, i vari showroom di stilisti di fama internazionale, e così via.

I principali fattori che rendono appetibile ed interessante l’espansione verso questi nuovi mercati, sono:

×           contesto demografico favorevole (in forte espansione)

×           PIL in forte crescita (ovviamente da mediare con l’anomalia generata dalla recente crisi)

×           costo del lavoro e dell’energia molto bassi (interessante soprattutto per le aziende di produzione)

×           vantaggi fiscali (per una corretta gestione si consiglia di rivolgersi a specialisti; per ulteriori informazioni si veda ad esempio il sito www.exitorgroup.com)

×           investimenti infrastrutturali importanti

×           delusione per le economie di UK e US da parte dei governi locali

La cosa importante per chi vuole avviare un’attività a Dubai o in generale in Paesi esteri, è un approccio pianificato: purtroppo le aziende (in particolare le PMI, che in Italia sono il maggior numero) che decidono di espandersi in nuovi mercati, preferiscono avvalersi del consiglio dell’amico dell’amico, che non di una consulenza professionale e strutturata.

Il consiglio è invece quello di avvalersi di organizzazioni stabili e professionali, che offrono chiare garanzie; società come Exitor, Group rappresentano una piattaforma solida per i tuoi progetti.

Il ruolo del partner finanziario, tipo Exitor Group (attraverso cui sono stato indirizzato al convegno), sono quelli di ridurre al limite i rischi legati al Paese, quello di trovare gli strumenti giusti, di individuare il partner bancario ideale, ma anche nella programmazione dell’attività di espansione, a partire dalla scelta del Paese: per evitare di andare a vendere scarpe in un convento di carmelitani scalzi..

Parte del convegno è stato dedicato all’analisi dei singoli Paesi: Dubai ed Emirati, Libia, Qatar, evidenziando quali sono le principali nozioni da sapere per muoversi all’interno degli stessi.

Tra i vari relatori era presente Anas Al Jumaily, chairman della Phoenician Holding, impresa di Doha (Qatar) che attualmente ha in piedi vari progetti in tutto il Medio Oriente.

Cosa dire allora? Dubai? Qatar? Libia? Tutto dipende.. ma sicuramente tutto va ben strutturato.

Lasciate pure le vostre impressioni e le vostre esperienze commerciali all’estero. Contattaci per informazioni più specifiche.

2 thoughts on “Fare affari a Dubai… e non solo

  • 9 Luglio 2009 at 12:55
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    Io so che il Qatar in questo periodo è messo comunque molto bene, nonostante la crisi: al di la’ della costruzione della “Pearl of Qatar” un’isola artificiale con 8000 appartamenti, hotel e porti, sulla stessa falsa riga delle Palme di Dubai, è comunque location di vari tornei di GOlf e Tennis molto rinomati, del moto GP e si è candidato per i mondiali di calcio 2002 (la decisione sarà presa entro il prosismo anno).
    Ci sono poi investimenti di 120 milioni di $ in energie rinnovabili e 60 mil in infrastrutture e sanità.

    Ci sono poi incentivi per chi porta innovazione:
    – nessun dazio per importazione di macchine e ricambi,
    – esenzioni fiscali
    – energie a prezzo di costo

    Inoltre il Qatar devce importate tutto, non avendo aziende manifatturiere importanti.

  • 9 Luglio 2009 at 17:20
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    anche io ho notizie eccellenti del qatar, anche dell arabia saudita, li sono cresciuti gli investimenti esteri nelle costruzioni e credo che sia il nuovo futuro immobiliare..

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