FatBike a Dubai

Dopo 10 giorni di pausa dagli allenamenti, sono tornato “in pista” con 3 sessioni di allenamento; rispettivamente: corsa, nuoto, bici. Corsa in spiaggia, a Kite Surf, a mezzogiorno per 90 minuti circa; a seguire nuoto. Oggi invece sono andato nella zona di Al Qudra per un allenamento in bici sulle fat bike nel deserto.

Devo dire che ho risentito abbastanza del cambio di clima (circa 20 / 25 gradi in Italia, oltre 40 a Dubai) e della stanchezza del viaggio (primo allenamento dopo la notte in volo e poche ore dopo l’arrivo). Ieri ho fatto molta fatica con la corsa; evidentemente sono arrivato anche non abbastanza idratato.

Oggi invece è stato l’allenamento con le fatbike a dare qualche difficoltà: sono arrivato ben idratato e con la giusta dose di cibo pre-allenamento, ma forse non ero abbastanza concentrato per quello che avevo previsto di fare. Inoltre un piccolo imprevisto al cambio che “scattava” quando spingevo a fondo sui pedali; ho deciso di andare avanti comunque, simulando il fatto di essere in solitaria e di dover gestire il problema, fino a trovare una marcia che non scattasse. Prima di trovarle però un paio di cadute, di cui una da una duna di una ventina di metri, hanno inciso su gambe, schiena e morale..

Fat Bike Dubai banner

Per cui dopo i primi 5 km di riscaldamento e una 40 di minuti tra le dune, ho continuato l’allenamento su un percorso comunque faticoso (sabbia morbida, fango) ma senza dune particolarmente alte. Ho approfittato quindi per vedere tutta la zona dei laghi di Al Qudra. Particolarmente suggestivo è stato il momento in cui al mio passaggio vicino uno dei laghi, centinaia di fenicotteri si sono alzati contemporaneamente in volo.

Fat Bike Dubai Al Qudra Lakes

Dopo circa 2 h (durante le quali ho gestito 0,5 lt di acqua) ho fatto una sosta per acquistare altra acqua e ho deciso di continuare con un’ulteriore ora ma di “defaticamento” su terreno sterrato / sabbioso ma in piano. Ho dedicato gran parte di questa ora a fare esercizi di guida senza avere le mani sul manubrio, non per vezzo ma per migliorare l’equilibrio e la confidenza del mezzo.

Mi sento comunque molto soddisfatto di questo allenamento. Non vedo l’ora di tornare in deserto per altre ore in sella alla mia fat bike..!

Nota sulle fat bike: le fat bike sono evoluzione diretta delle mountain bike, pensate per arrivare laddove queste non riescono ad arrivare: neve, fango, deserto, greti dei fiumi, traversine dei binari… La sezione maggiorata dei pneumatici, infatti, consente un’aderenza assoluta, mentre la bassa pressione (che può variare da uno 0,5 a 1,0 bar) permette di “galleggiare” sulle superfici sopra menzionate. La sezione deve essere di almeno 3,7 pollici e i cerchi più larghi di 44 mm. Fat (che in inglese significa “grasso”) è il riferimento proprio alle coperture; se l’alta aderenza delle gomme sulle superfici permette un controllo assoluto del mezzo, questa significa altresì maggiore attrito e quindi una maggiore spinta sui pedali per avanzare. La leggenda vuole che fosse Joe Breeze ad iniziare a usare le biciclette anche su terreni accidentati off-road; fu così nacque la mountain bike. Era la fine degli anni 70, ma ci volle oltre un decennio affinché la pratica dell’uso della bicicletta in fuoristrada si affermasse realmente. Ufficialmente le prime fat bike così come le conosciamo oggi hanno fatto la loro comparsa nel 1989 per opera di un progetto di Simon Rakower che arrivò al progetto unendo tra loro due cerchi da 26″ per poi limare il bordo interno del cerchio. Le ruote così create furono montate su delle mountain bike standard per essere poi utilizzate sulla neve. Quasi in contemporanea, simili applicazioni furono sviluppate anche nel Nuovo Messico allo scopo di pedalare sulla sabbia del deserto. Per arrivare però al primo progetto industrializzato si deve aspettare il 2005, quando Surly, giovane azienda di bici del Minnesota, partorì la Pugsley.

Guarda il video in Instagram dell’allenamento di oggi

Alcune curiosità sulla canzone Bicycle Race dei Queen, usata come colonna sonora del video clip di instagram sopra linkato:

Bicycle Race è una canzone dei Queen, tratta dall’album Jazz del 1978 ed è stata scritta dal cantante Freddie Mercury. L’ispirazione per scrivere il brano è nata mentre Mercury guardava una tappa del Tour de France in un bar della Costa Azzurra.

Nonostante il testo della canzone ripete più volte che il protagonista vuole andare in bicicletta ironicamente il cantante Freddie Mercury, secondo quanto dichiarato dal chitarrista Brian May, non amava andare in bicicletta.

Il videoclip del brano, diretto da Dennis de Vallance, è particolare perché consiste in una gara di ciclismo tra 65 donne nude al Wimbledon Greyhound Stadium. Per quel giorno di riprese vennero affittate decine di biciclette; tuttavia, quando l’azienda che le diede in affitto si accorse del “modo” in cui vennero usate, chiesero il riacquisto di tutti i sellini. Il videoclip venne successivamente censurato, compreso il fotogramma che fa da copertina al singolo (che fu accoppiato con Fat Bottomed Girls), in cui compare la vincitrice di quella gara.

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I Want To Ride My Bicycle Queen Dubai

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