Golfo: economia in veloce ripresa

GOLFO: ECONOMIE MONARCHIE PETROLIFERE IN VELOCE RIPRESA (di Alessandra Antonelli) (ANSAmed) –

DUBAI – Rallentate nei mesi scorsi dalla crisi finanziaria e dalla conseguente caduta dei prezzi del petrolio, le economie del Golfo sono nuovamente in fase di accelerazione, e, contrariamente alle misurate previsioni di inizio anno, chiuderanno i bilanci con cifre ben al di sopra di quanto stimato. Lo rivelano diverse analisi pubblicate negli ultimi giorni e che sembrano confermare i segnali susseguitesi nelle ultime settimane: l’aumento dei prezzi del petrolio, la fine della caduta libera dei prezzi immobiliari in citta’ strategiche come Dubai, la risalita dei mercati azionari. Le borse della regione hanno chiuso ieri una settimana di transazioni tutte in positivo, con indici negli Emirati Arabi Uniti (Eau), in Qatar e Kuwait, tra i piu’ alti dall’inizio della crisi economica.

Dubai, tra le citta’ piu’ in vista e chiacchierata del panorama economico regionale, prima osannata e poi demonizzata, e’ stata raccontata come citta’ sull’orlo del collasso, con esodi professionali verso altre destinazioni. Gli ultimi dati rilasciati dal dipartimento per l’immigrazione degli Eau, pur confermando la cancellazione di 400.000 visti di lavoro tra ottobre e marzo, rivelano nello stesso periodo il rilascio di 600.000 nuovi permessi, con un attivo in entrate. ”Sono dati positivi e rassicuranti, soprattutto perche’ coprono i mesi piu’ difficili della crisi,” ha commentato Philippe Daube-Pantanacce, economista della Standard Chartred Bank (Sbc) che ha curato il rapporto ”La ripresa del Consiglio di Cooperazione del Golfo” (Ccg).

Dopo mesi in picchiata, il settore immobiliare, che negli Eau ha rappresentato negli ultimi cinque il maggior motore economico dell’emirato, e’ in timida risalita. ”Toccato il fondo” con un crollo medio del prezzi del 30-40% nei mesi scorsi, ha registrato un +4% ad aprile, confermato da un +5% in maggio secondo i rapporti delle agenzie immobiliari. Ad incentivare la ripresa, l’iniezione di capitali immessi nel mercato dal governo federale e la fine delle svendite a prezzi stracciati che avevano ulteriormente contribuito a far precipitare i prezzi. La societa’ di ricerca Mercer ha inoltre condotto uno studio che apre ulteriore spiragli: il 42% delle imprese interpellate – 67 tra le maggiori, regionali ed internazionali, presenti nei sei paesi petroliferi del Ccg – sta pianificando nuove assunzioni entro la fine dell’anno. Il 73% di tali imprese, rivela ancora lo studio, aspetta bilanci superiori o pari a quelli registrati nel 2008. Nella sua analisi, la Sbc ha inoltre stimato che il greggio raggiungera’ 75 dollari al barile entro il 2009, con una media che si assestera’ al 42% , un incremento che, se mantenuto, portera’ nelle casse dei sei Paesi del blocco petrolifero 114 miliardi di dollari di entrate extra. (ANSAmed).

angelodxb

consulente aziendale italia Estero.

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