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Le usanze della Cucina Araba

La cucina araba oggi è molto ricca e varia a differenza delle sue antiche tradizioni. Dette tradizioni erano condizionate fortemente dal tipo di vita svolta nell’immenso deserto Rub ‘al Khali, dove si consumavano pasti molto semplici ed essenziali, basati soprattutto su latte di capra e di cammella, carne di montone e datteri, un alimentazione molto scarna di verdura e frutta.

Con l’avvento dell’Islam e la morte del Profeta nel 623, gli Arabi cominciarono la loro espansione fino alla creazione del vasto impero, trasformando così le loro tradizioni della cucina beduina con quelle ricche e raffinate del mondo Bizantino, Persiano e Asiatico. La cucina è parte fondamentale della cultura arabo-musulmana, con un infinità di variazioni che vanno da regione a regione in ognuna delle quali è radicata tradizione e storia e dalle quali sopravvengono notevoli caratteristiche locali.

Nell’Arabia Saudita il montone arrostito deriva da una civiltà beduina incline alla pastorizia e al nomadismo. Le “Kafta” polpette di carne, aromatizzate con le spezie che gli Arabi introdussero nei loro commerci nel Mediterraneo; zafferano, cumino, cardamomo, cannella sovvengono l’intensa attività commerciale di un tempo. Si assapora la magia nei raffinatissimi dolci, essenzialmente combinati da profumatissime mandorle e squisito miele, aromatizzati da gradevoli e profumate essenze come il fior d’arancio e la rosa, evocando così i racconti delle Mille e una notte.

Gli Arabi legano al piacere del cibo, l’ospitalità un elemento per loro fondamentale, durante il quale accomunano un momento importante, quello di poter socializzare , avere uno scambio di opinioni ed esperienze, quasi fosse un passaggio rituale, accompagnato dal loro Tè verde alla menta, immancabile bevanda, base di ogni pasto e dell’ospitalità araba , servito in piccoli bicchieri zuccherato o con l’aggiunta di pinoli, in alternativa si potrà gustare lo sharbar una spremuta di limone aromatizzata alla vaniglia.

Per tradizione la famiglia e gli ospiti si riuniscono attorno ad un basso tavolo, servendosi da un unico grande piatto, non esistono posate, il cibo viene portato alla bocca aiutandosi con il pane e le mani, le quali vengono lavate in un recipiente con dell’acqua, posto sulla stessa tavola per non doversi alzare. Le quantità di cibo preparato sono sempre abbondanti. Ogni qualvolta si comincia un pasto e poi lo si termina si ringrazia Allah.

La grande maggioranza degli arabi sono musulmani e si sottopongono quindi alle regoli alimentari imposte dal Corano. Le più conosciute e seguite sono il divieto di mangiare carne di maiale e carne non “halal ” ovvero proveniente da animali non sgozzati. E’ una contraddizione ma pur sempre tradizione e per lo più una ricorrenza musulmana il Ramadam, un equivalente della nostra Quaresima, si svolgerà circa dall’ultima settimana di agosto all’ultima settimana di settembre. La maggior parte delle popolazioni è strettamente osservante e rispetta la regola del digiuno, che si interrompe al tramonto mangiando un dattero o un dolce con un poco d’acqua. Terminato il Ramadam i giorni a seguire sono giorni di festa nazionale e vacanza.

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