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Halal o Haram? Il cibo consentito per i musulmani

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Come già detto anche in altri articoli, i precetti del Corano e della Sunnah, impattano fortemente in tutti gli aspetti quotidiani della vita dei musulmani: mangiare, lavarsi, comportarsi in pubblico ed in privato, e così via.
Pertanto anche le decisioni di acquisto dei consumatori sono condizionate da ciò che è lecito o no secondo la religione.
La carne di maiale è vietata anche nella Bibbia e questo dovrebbe dirla lunga sulle ragioni per le quali il consumo di questo animale sia vietato.

Corano, sura 5:4 “Vi sono vietati gli animali morti, il sangue, la carne di maiale…

Il maiale è un facile veicolo di malattie a causa dell’altissima concentazione di tossine presente nel suo corpo, si immagini più di 1500 anni fa, in pieno deserto come poteva deteriorarsi facilmente questo tipo di carne e quali conseguenze poteva avere sul corpo umano.
Per animali morti si intende animali non macellati secondo la pratica di macellazione islamica, animali morti per cause naturali, per esempio se un musulmano dovesse trovare un animale già morto nella sua stalla non può consumarlo. Sono vietati tutti gli animali che vengono ammazzati con metodi non conformi alla legge islamica, uccisi a bastonate, soffocati, morti in seguito ad una caduta o quelli uccisi da altri animali.

Halāl (حلال, Halāl, halaal) è la parola araba che significa “lecito” e che si riferisce principalmente al cibo preparato in modo accettabile per la legge islamica. In arabo la parola intende tutto ciò che è permesso secondo l’Islam, in contrasto a ciò che è Harâm, proibito. Il concetto include dunque il comportamento, il modo di parlare, l’abbigliamento, la condotta, non solo le norme in materia di alimentazione.

I musulmani non sono unanimemente concordi su ciٍ che va considerato “Halâl”.

Secondo coloro che aderiscono a questa filosofia, perché il cibo possa essere considerato Halâl esso non deve essere una sostanza proibita e la carne deve essere stata macellata secondo le linee guida tradizionali indicate nella Sunna, conosciute come dhabîĥa. Questa è la più rigida definizione di Halâl.

L’Islam impone un rituale di macellazione vero e proprio per uccidere l’animale:

1. L’uccisione Halal di animali deve essere effettuata in locali, con utensili e personale separati e diversi da quelli impiegati per l’uccisione Haram;
2. L’uccisore deve essere un musulmano adulto, sano di mente e a conoscenza di tutti i precetti della religione islamica e sulla macellazione halal;
3. Gli animali da uccidere devono essere animali Halal e devono poter essere mangiati da un musulmano senza commettere peccato;
4. Gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione;
5. L’uccisione deve avvenire recidendo la trachea e l’esofago – in corrispondenza cioè della giugulare -  con un coltello liscio perfettamente affilato (il coltello seghettato provocherebbe troppa sofferenza all’animale) : i principali vasi sanguigni verranno recisi di conseguenza. La colonna vertebrale non deve invece essere recisa: la testa dell’animale non deve essere staccata durante l’uccisione;
6. L’uccisione deve essere fatta in una sola volta: il movimento di taglio deve essere continuo e cessa quando il coltello viene sollevato dall’animale. Non è permesso un altro taglio: un secondo atto di uccisione sull’animale ferito rende la carcassa Haram.
7. Il dissanguamento deve essere spontaneo e completo;
8. La macellazione deve iniziare solo dopo aver accertato la morte dell’animale;
9. Gli utensili per l’uccisione e la macellazione Halal devono essere usati solo ed esclusivamente per animali Halal.

Lo stordimento degli animali prima della macellazione non è contemplato dai precetti dell’Islam: tuttavia in alcuni Stati islamici (per esempio in Malesia) è permesso, come misura di gentilezza verso gli animali, a condizioni ben precise:

1. Lo stordimento deve essere temporaneo e non deve provocare danni permanenti.
2. Lo storditore deve essere musulmano, o deve essere sorvegliato da un musulmano o da una autorità di certificazione Halal.
3. I dispositivi usati per stordire animali Haram non devono essere usati per stordire animali Halal.

Anche i processi di confezionamento, stoccaggio, distribuzione, esposizione al pubblico, ecc.. non devono far venire in contatto alimenti Halal ed alimenti Haram.

Halāl “Bismillāh” di primo tipo: Secondo alcuni le linee guida della dhabīĥa non devono essere necessariamente seguite e recitare “Bismillāh al-Raĥmān al-Raĥīm” (In nome di Dio Clemente Misericordioso”) immediatamente prima di consumare i pasti renderebbe la carne permessa. Chi aderisce a questo tipo di Halāl generalmente non consuma sostanze proibite.
Halāl “Bismillāh” di secondo tipo: Chi aderisce a questo tipo di “Bismillāh Halāl” generalmente considera che qualsiasi cibo, sia esso una sostanza proibita o meno, diventa Halāl una volta che la formula rituale sia stata pronunciata. Generalmente questa frase viene pronunciata immediatamente prima di consumare il cibo.
Secondo molti questo metodo per far diventare il cibo Halāl non aderisce alle linee guida islamiche, principalmente perché contraddice i versetti coranici sulle sostanze proibite.

In caso d dubbio, il musulmano è nviato ad astenersi dal consumare il cibo di non comprovata provenienza. Per faciltiare il consumo da parte dei musulman, i produttori si sono pertanto dovuti adeguare, creando dei marchicertificati “Halal”, che non è raro trovare sulle comagnie aeree, ad esempio.

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One Response to "Halal o Haram? Il cibo consentito per i musulmani"

  1. in che versetto delle bibbia viene vietato di mangiare maiale?

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