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Lavorare come architetto a Dubai

Dubai e gli Emirati Arabi – è orami noto – hanno avuto un forte boom demografico e di costruzioni (sia real estate, sia infrastrutture) poi di colpo arrestatotis a causa della crisi mondiale e locale (anche se molto strumentalizzata dai media).
Se da un lato non è però vero che il mercato di ingegneri e architetti sia saturo, dall’altro non ci si deve aspettare di ricevere offerte di lavoro da 20,000 euro al mese per un lavoro.
Ci sono ancora tante nicchie di mercato non presidiate, così come Dubai va considerata come centro di raccordo per tutto il Medio-Oriente: in Qatar si stanno attrezzando per i Mondiali di calcio 2020 e questo oltre ad aver dato un forte input all’economia, ha accelerato la fase di sviluppo delle infrastrutture e il conseguente lavoro di progettisti, ingegneri, architetti. Al solito i lavori di più basso profilo (operai, geometri) sono generalmente ricercati altrove (leggi: Asia e vicino Oriente) per questioni economiche. Ma la stessa Masdar city, ad esempio, non è ancora completata, così come ci sono tanti altri progetti ad Abu Dhabi in via di sviluppo.

Per avviare un’attività come architetto free-lance, è necessario trovare uno sponsor locale, ovvero un cittadino degli Emirati Arabi Uniti senza del quale non si può aprire una società e una regolare licenza per operare. Le società nelle free zone non hanno bisogno di sponsor, ma non possono operare direttamente negli Emirati Arabi.
Dal momento che i progetti di fascia bassa sono giá appannaggio di operatori asiatici (contro il quale un occidentale molto difficilmente puó competere dal punto di vista economico), mentre i grandi progetti sono destinati alle grandi multinazionali, può avere senso presidiare la nicchia dei progetti di fascia medio alta: ville multimilionarie ad esempio da 1 milione di euro in su.
Non all’altezza di operatori asiatici e di scarso interesse per le multinazionali.

Per lavorare come architetto-free lance é importante fare un “business plan”. L’ideale sarebbe permanere a Dubai per un paio di settimane (opportunity trip), studiare bene i concorrenti, prendere i primi contatti con i costruttori, magari programmare la trasferta durante una fiera. Si tenga anche in considerazione che tutti i progetti “pubblici” sono affidati ad aziende accreditate: prima di fissare anche solo un appuntamento conoscitivo, i referenti locali vogliono sapere il numero di accreditamento. Quindi in questi casi si deve mettere in conto di aprire una società prima ancora di parlare: ecco il motivo per cui consigliamo di puntare alle ville private. In ogni caso Dubai e gli Emirati Arabi sono terra arabica.. per cui per ottenere un lavoro i contatti e le pubbliche relazioni sono fondamentali. Una buona strategia può essere quella di stringere delle alleanze, almeno all’inizio, stipulare accordi con altri studi che abbiano interesse a promuovere un’attività esterna: o perchè ci si propone per fare il “lavoro sporco” o perchè possiamo portare quel valore aggiunto legato a:
- contatti con fornitori di materie prime di qualità (marmi di carrara, elementi d’arredo di design e altro)
- la firma di un architetto italiano se ben spesa può fare status symbol
- caratterizzazione “made in Italy” del lavoro
Magari in prima battuta possiamo trovare una società disposta ad offrirci un lavoro come consulente esterno, senza necessariamente darci l’obbligo di aprire una società.
Diverse holding, che hanno rami d’azienda diversificati in svariate attivitá, sono interessate ad aprirsi verso nuovi mercati (soprattutto in questo periodo di crisi) sponsorizzandone di nuove a fronte di una fee che solitamente va dal 3% al 10% sul fatturato (si tratta sempre: siamo in un Paese Arabo).

Proporsi aggressivamente al mercato, significa fare marketing, investire tempo e risorse per fare appuntamenti, magari anche fare un paio di residenze di piccole dimensioni o sviluppare parti di progetto gratuitamente o comunque sotto-costo per persone che contano, magari facendosi dare il consenso per utilizzare le fotografie e il nome per farsi pubblicità. Distribuire volantini accattivanti e inserire annunci pubblicitari in varie riviste e quotidiani locali, fare azioni di web marketing mirate, realizzare un sito web ben posizionato e sviluppato in inglese, arabo e italiano.

Vivere a Dubai e avere in mente una buona idea o un buon prodotto o essere architetto non basta per avere successo: bisogna studiare molto bene il mercato locale (molto diverso da quello europeo), essere professionali, puntare al top (visto che sul prezzo non si è competitivi data la vicinanza dell’estremo oriente), essere aggressivi sul mercato.
Una delle cose piú semplici sará di trovare lo sponsor e aprire la società: questo è l’ultimo dei problemi. La prima cosa da fare è crearsi il lavoro a Dubai.

2 Responses to "Lavorare come architetto a Dubai"

  1. Good evening,
    I’m Chiara Di Vecchio, senior architect of the studio “gliarchitettiassociati”.
    I would like to have some information on how to have any kind of contact with the Russian building trade, construction industry, trade show stalls and shops, since we are specialized in this field.
    Looking forward to hearing from you

    Best regards,
    Arch. Chiara Di Vecchio

  2. Good evening,
    I’m Chiara Di Vecchio, senior architect of the studio “gliarchitettiassociati”.
    I would like to have some information on how to have any kind of contact with the Dubay building trade, construction industry, trade show stalls and shops, since we are specialized in this field.
    Looking forward to hearing from you

    Best regards,
    Arch. Chiara Di Vecchio

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