Intervista a Simone Ruffini

Spesso il mio lavoro mi porta a seguire come media / media partner eventi sportivi di vario genere e – pertanto – conoscere atleti professionisti. In occasione della FINA/HOSA 10km Marathon Swim di Abu Dhabi (World Cup 2016) ho avuto il piacere di conoscere Simone Ruffini (e anche di farmi una selfie con lui poco prima che salisse sul podio..), un nuotatore italiano di fondo specializzato nella distanza dei 5 km sia in linea che a cronometro.

La carriera di Simone in nazionale è iniziata nel 2007 con la partecipazione agli Europei giovanili di Milano. L’anno dopo, sempre ai giovanili di Sète, ha vinto il bronzo nella gara dei 3 km a squadre con Adriano Bei e Rachele Bruni. Nel 2009 è stato convocato ai campionati mondiali di Roma in cui è giunto nono nella gara dei 5 km individuali.

Ha vinto i suoi primi titoli italiani nel 2010 ai campionati primaverili (in vasca) e a quelli estivi (in acque libere). Ai Campionati europei di nuoto 2010 di Budapest vanta un terzo posto nella gara dei 5 km a cronometro e un secondo nella 5 km cronometro a squadre con Simone Ercoli e Rachele Bruni. Nello stesso anno ha nuotato ai mondiali di Roberval piazzandosi al decimo posto.

Nel 2011 ha partecipato in luglio ai campionati del mondo di Shanghai ripetendo il piazzamento nei 5 km di Roma; un mese dopo, sempre in Cina, alle Universiadi di Shenzhen ha vinto la medaglia d’oro vincendo la 10 km con un vantaggio di oltre due minuti sul secondo. Nel 2015 ai mondiali di Kazan ottiene la medaglia d’oro nella 25 km in acque libere.

Dopo alcuni mesi, mentre cenavo lungo il Dubai Creek con un cliente, sul maxi schermo del ristorante mi vedo spuntare il volto di Simone.. trasmettevano uno speciale su di lui. Da lì l’occasione per sentirlo; e la piacevole chiacchierata si è trasformata in modo abbastanza spontaneo in questa breve intervista.

Nico de Corato: Simone, innanzi tutto complimenti per la tua carriera. Da maratoneta (amatoriale) ancora capisco chi corre 42 km. Chi si spinge fino ai 50 km. Chi cerca gare ancora più estreme. Ma cosa ti spinge a nuotare per 5, 10, 25 km…? Ricordo ancora che dopo la mia prima gara di aquathlon [NdA: nuoto + corsa], avendo percorso appena 400 mt di nuoto mi ricordo di aver detto “mai piu…”
Simone Ruffini: Mi sono avvicinato al nuoto di fondo,cosi per prova, con il mio primo.allenatore Massimo Russo,abbiamo detto proviamo una gara più lunga dei 1500 e da li ho iniziato a fare anche gare mare o lago oltre le gare di vasca.

NdC: Quale è la gara che ricordi con maggiore soddisfazione?
SR:  La gara che ricordo con maggior soddisfazione è  la 10 km di kazan, per aver ottunuto il pass olimpico,e per me qualla gara è stato raggiungere un traguardo, che mi ha portato poi a sognare Rio.

NdC: Hai avuto modo di vedere qualcosa degli Emirati Arabi oltre il campo gara?
SR: No purtroppo come ogni gara si arriva ed è  tutto velocissimo tra allenamenti, riunioni tecniche e organizzazioni varie, che poi non si ha tempo di poter vedere nulla della città in cui si va; e anche per gli Emirati Arabi è stata la stessa cosa. È  una cosa che mi dispiace molto, perché questo sport ci porta a viaggiare molto in giro per il mondo, ma alla fine si vede poco nulla oltre la piscina o il mare dove si gareggia, mentre sarebbe molto bello conoscer persone, stili di vita e religioni differenti.

NdC: Cosa consiglieresti alle persone che vogliono avvicinarsi a questa specialità del nuoto?
SR: Alle persone che vogliono avvicinarsi al nuoto di fondo consiglio di provarci, anche se all’inizio si può avere un pò di paura. Ma fatelo e proverete una sensazione di vera libertà rispetto alle solite restrizioni della piscina; e poi vuoi mettere un bel week-end di gare al mare con uno in piscina?

Intervista a Simone Ruffini

One thought on “Intervista a Simone Ruffini

  • 11 febbraio 2017 at 22:31
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    Salve sono una signora di 39.separata con tre figli. Vorrei andare a dubai per lavorare e dare un futuro ai miei figli migliore. Parlo larabo e non sono laoreata. Ho sempre lavorato. E vorrei sapere come la vita li e come si vive e se vale la pena fare questa esperienza. Grazie mille.

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