Intervista al Console Generale Italiano a Dubai, dott.ssa Valentina Setta

Nell’ambito del Master di I livello in Gulf enterprises studies (GES)
Anno accademico 2015/2016, organizzato dalla Ca’ Foscari Challenge School, Vittoria Donini ha avuto la possibilità di effettuare uno stage presso DubaiBlog. Una delle attività in cui è stata coinvolta Vittoria, è stata la possibilità di effettuare un’intervista al Console Generale italiano a Dubai, la dott.ssa Valentina Setta. Ecco qui di seguito l’articolo ed il relativo video.

Laureata in giurisprudenza con lode all’Università degli Studi di Salerno il 27 maggio 1996, ed entrata a far parte della carriera diplomatica nel gennaio del 2000, Valentina Setta il 12 settembre 2016, si insedia a Dubai come Console Generale. Sposata. Parla inglese, francese e serbo-croato.
Nel 2012 ha ricevuto l’onoreficenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica.
Precedenti incarichi l’hanno vista in Montenegro, Stati Uniti (New York), Varsavia. A poche settimane dal suo insediamento, il Console Generale ci ha concesso gentilmente del tempo per una breve intervista.

Vittoria Donini: Come ha vissuto il passaggio dai suoi precedenti incarichi a quello negli Emirati Arabi?

Valentina Setta: Si tratta del primo Paese del Golfo dove presto servizio. I miei precedenti incarichi mi hanno portato in realtà molto differenti, dai Balcani usciti da poco dalla guerra, alle Nazioni Unite, dove ho avuto il privilegio di far parte del team italiano che sedeva in Consiglio di Sicurezza nel biennio 2007-2008, occupandomi in particolare delle crisi africane, e successivamente dal 2008 al 2010 in II Commissione, dove mi sono occupata di sviluppo e cambiamenti climatici. Tornata a Roma ho continuato a seguire le tematiche onusiane e poi a Varsavia sono stata il Capo dell’Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata in un Paese come la Polonia che è di estremo interesse e grande importanza dal punto di vista della presenza dell’imprenditoria italiana e dell’interscambio commerciale. Il mio nuovo incarico qui a Dubai è per me un bel cambio, non solo dal punto di vista climatico, e sono veramente felice di poter conoscere un mondo nuovo e estremamente interessante.

VD: Qual è stata la sua impressione iniziale di Dubai? Ritiene che svolgere l’incarico in un Paese Islamico possa crearle dei disagi?

VS: La prima impressione di Dubai è quella di una metropoli scintillante e in pieno fermento. Dire che e’ la New York dei Paesi Arabi è riduttivo. Dubai è molto di più e si percepisce subito che ci sono tanti livelli di realtà da conoscere e da scoprire. Sicuramente la cosa che mi ha colpito e che mi piace molto è la multietnicità della città, la convivenza pacifica e inclusiva di tante lingue e culture. Riguardo la seconda parte della domanda, no, non penso che possa essere un problema svolgere il mio incarico negli EAU.
La Costituzione degli EAU garantisce uguali diritti per donne e uomini e il ruolo delle donne nella società e nel mondo del lavoro è particolarmente sviluppato. Le donne emiratine sono ben rappresentate anche in politica, diplomazia, magistratura, polizia e Forze Armate, coprendo il 66% degli impieghi nella pubblica amministrazione. Ci sono 5 donne che occupano posizioni ministeriali, tra cui il Ministro per la Cooperazione Internazionale e Direttore Generale di EXPO 2020.

VD: Quali sono i fattori principali per cui un imprenditore italiano dovrebbe considerare gli Emirati Arabi come mercato?

VS: A questa domanda saprò rispondere meglio tra qualche mese, ma da quello che ho visto, ricercando e studiando nei mesi precedenti al mio arrivo, le opportunità a Dubai e negli Emirati sono molte anche in vista e in connessione proprio con EXPO 2020. L’Italia è  già ben posizionata sul mercato emiratino che rappresenta per noi lo sbocco commerciale più importante del Medio Oriente e Nord Africa, con più di 6 miliardi di Euro di export nel 2015. Inoltre, è forte la presenza di imprese italiane sul territorio. Il PIL è in crescita con migliori prospettive nel 2017.

VD: E per i giovani in cerca di lavoro? Ritiene che Dubai offra delle possibilità?

VS: Possibilità tante, come dicevo prima, ma allo stesso tempo la competizione è spietata. Il mercato del lavoro è altamente flessibile e senza rete. Bisogna capire che qui si compete con persone che arrivano da tutto il mondo con un ottimo livello di educazione e con perfetta conoscenza di due o più lingue straniere.

VD: Quali sono le previsioni di crescita della comunità italiana a Dubai?

VS: La comunità italiana a Dubai è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni arrivando a quasi 9000 iscritti all’AIRE e con numeri molto più alti se si prendono in considerazione i non iscritti, i residenti temporanei per studio o per lavoro e i turisti, anche questi ultimi in aumento. Si tratta di una comunità giovane, fatta di professionisti e imprenditori.

VD: Quali sono le criticità più frequenti cui deve far fronte il consolato a Dubai?

VS: Le sfide maggiori sono legate alle carenze di risorse e personale a fronte appunto di una comunità in aumento e di una contesto sfidante. Posso però contare su un ottimo team, che lavora con professionalità e impegno e che mi ha accolto come una famiglia.

Grazie per l’intervista e per avermi dato la possibilità tramite il vostro blog di parlare alla comunità italiana, che invito fin d’ora a considerare il Consolato come un punto di riferimento. Compatibilmente con le nostre possibilità, cercheremo di venire incontro a tutte le richieste dei connazionali e di garantire servizi sempre più rapidi ed efficienti.

Intervista al Console Generale Italiano a Dubai, dott.ssa Valentina Setta

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