Intervista doppia a Dubai

Il parere di chi a Dubai c'è stato.
Lo ammetto non conosco Dubai… Non ci sono mai stata. Perché? Non lo so… Forse non ho mai avuto l’occasione o il tempo di andarci… Forse l’ho semplicemente inserita nella mia “To do list” e prima o poi ci andrò, ma nel frattempo raccolgo info e guardo i paesi arabi come una bimba curiosa che sta col naso appiccicato ad una vetrina di dolci. Per la mia ricerca ho deciso di

chiedere a chi già ci è stato…

– Sei mai stato/a a Dubai? Ho scelto per l’occasione di porgere le mie domande ad un lui e ad una lei così da poter avere un diverso punto di vista. Ed ecco il risultato… Buona lettura.

Lei. Si. Diverse volte.
Lui. Si. Diverse volte.

– Quando? Per lavoro?
LEI. A partire da due anni fa… due volte l’anno, per lavoro.
LUI. Diciamo che dal 2006 vado ogni anno per lavoro.

– Quanto tempo ti sei trattenuto?
LEI. Una ventina di giorni in tutto.
LUI. Ogni volta resto in media una decina di giorni.

– Ti e’ piaciuta?
LEI. Si, mi ha sicuramente colpito… ha un fascino particolare, probabilmente perché vedi due realtà: quella ricca creata per noi occidentali e quella che la fa “funzionare”.
LUI. Si, davvero molto.

– Cosa hai visto?
LEI. Ho visto tutto quello che vogliono farci vedere (i vari palazzi, locali e bla bla), diciamo il parco giochi per gli occidentali.
LUI. Diciamo che negli anni sono riuscito a vedere quasi tutto

– Quali sono state le tue prime impressioni?
LEI. Una città o meglio un paese che può darti tanto: puoi lavorare con tranquillità e avere tutti i confort a disposizione; un paese dove far crescere i propri figli senza i rischi legati alla criminalità. Ti senti al sicuro. Puoi girare a qualsiasi ora della notte senza subire abusi. Senza essere rapinata.
LUI. Mi ha colpito molto il fatto che nonostante faccia parte dei paesi arabi non si senta molto la differenza di cultura rispetto a come invece si percepisce negli altri paesi. Inoltre mi hanno colpito i grattaceli e la facilità nel tirarli su.

– E cosa hai pensato prima di ripartire?
LEI. Che ritornerei volentieri.
LUI. Prima di ripartire ho pensato a come sarebbe stata l’anno successivo visto che ogni anno l’ho trovata cambiata. Per esempio ho alloggiato per diversi anni nello stesso hotel, ma in una delle ultime occasioni in cui sono stato a Dubai l’hotel non c’era più… era stata buttato giù per far spazio ad altro.

– Ti trasferiresti? Perché?
LUI. Non lo farei esclusivamente per il clima. Fa troppo caldo e io amo il freddo… ma per il resto lo farei perchè mi sembra una città che offre davvero tanto e sotto tanti aspetti.
LEI. Mi trasferirei per un periodo limitato… sicuramente non per la vita. Perchè casa mia e casa mia? Ahah! Scherzi a parte, direi che stanca. E’ una cultura molto diversa dalla nostra. Attenzione non voglio dire che sia difficile ambientarsi anzi e molto semplice. Direi che ci si abitua facilmente a i vari confort che ti offrono ma è come avere il fumo negli occhi, non so se mi spiego. Ti danno tutto quello che un uomo può desiderare e a basso costo forse per riempire il vuoto che altrimenti noteresti. I “VERI ARABI” non vengono alle tue feste. Non vengono a prendersi il caffè con te (a meno che tu non gli serva). Mantengono le distanze… Pensa che l’ultima volta che sono andata mi hanno fermata degli italiani in un centro commerciale, perchè mi hanno sentita parlare in italiano e mi hanno trascinata a prendere il caffè da loro. Questa tizia aveva aperto una pista di gokart all’interno del centro commerciale con tanto di bar e non si spiegava perché i veri “arabi” non andassero da loro. Si fermavano solo pakistani o comunque OCCIDENTALI… e sai perché? Perché non mischiano i loro bambini con altri. Sto parlando dei reali. Anche se lì per “reali” intendiamo il 70% della popolazione, gli altri vengono chiamati i “LOCALI”. Diciamo che loro se la cantano e ridono nei loro palazzi. E’ molto simile ad un paese, tutti “inciuciano” su tutti, è fin troppo a misura d’uomo. Arrampicatori social ecc. Nessuno fa niente per niente, come in ogni parte del mondo. Ma se entri nelle loro grazie è fatta. Ti danno il mondo!

– Come definiresti quindi la popolazione?
LUI. Io non ho notato grandi differenze di trattamento poiché quando vado lì lavoro a stretto contatto con persone che fanno parte del governo.
LEI. E’ complicato. Ho notato che amano il nostro paese e vorrebbero vivere come noi, ma le donne sono una cosa mentre gli uomini ne sono un’altra.

– …E si nota questa differenza? Intendo tra uomini e donne… E’ davvero così come sembra?
LEI. Partiamo da questo, le donne non è che vengono trattate bene, ma di più. Gli viene dato di tutto fin dalla nascita. Non gli fanno mancare nulla, prima il padre e poi il marito. Non vedrai mai una donna in miseria.

– Quindi? Non è vero ciò che vediamo…
LEI. Il fatto è che la religione e la cultura locale obbligano la donna ad un determinato tipo di comportamento, ovvero le donne non possono salutare alla nostra maniera, niente bacini e bacetti e non possono dare neppure la mano ad un uomo. E’ anche vero che oggi questa cosa sta svanendo, diciamo che tipo il 60% sta iniziando a sbattersene, mentre la restante parte è ancora conservatrice.

– Iniziano a ribellarsi?
LEI. Non la chiamerei ribellione. Perché nonostante tutto portano il dovuto rispetto, ma diciamo che si stanno ammorbidendo.

– Ah bene! Quindi c’è speranza…
LEI. Il fatto è che DUBAI e diversa da Quatar o da altri paesi simili. E’ molto più aperta. Quindi le donne hanno più opportunità di emanciparsi. Ricordi il film Sex and the City? La scena in cui vanno ad Abudabi e le donne sotto il vestito indossano abiti occidentali griffati? Beh è vero! Sono proprio cosi. Rispettano la loro religione ma sono sempre donne.

-Quindi è vero ciò che si sente?
LEI. Si, pensa che ho conosciuto una persona che gira in jeans stretch, tacchi altissimi e borse Prada sotto l’abito tradizionale… e non dimenticherò mai la scena di lei che sale in macchina, le si apre lo spacco del vestito e si vede una gamba magrissima e sensualissima con fantastiche scarpe, credo di Gucci o Prada, nere altissime… Sai credo siano molto più sensuali loro cosi coperte che noi occidentali mezze nude. E comunque sono consapevoli del potere che hanno sugli uomini, e parlo anche dei nostri uomini.

– Cosa ti ha colpito maggiormente di Dubai e in generale cosa ne pensi?
LEI. La bella vita. Ahah!
LUI. Mi ha colpito il suo essere… Penso che sia una città davvero bella e moderna. Ma paga lo scotto della sua giovane età, poiché essendo stata costruita da zero e non da molti anni purtroppo non ha storia.

– Come definiresti Dubai?
LEI. Un bel posto dove passare 5 mesi l’anno.
LUI. Un posto in continua evoluzione ma l’ideale per rilassarsi.

– La consiglieresti a chi pensa di trasferirsi lì?
LEI. Si, se ti piace uscire nei palazzi o nei centri commerciali. E aggiungo che per vivere bene devi avere un bel lavoro altrimenti è meglio che stai a casa. Dubai o la vivi al 100% o e meglio tornarsene. Lì quasi nessuno cena a casa, si esce sempre e dico SEMPREEE.
LUI. Si, sicuramente.

– E senti… questa differenza culturale/religiosa ti peserebbe se vivessi lì?
LUI. Penso di no… tra i paesi arabi che ho visitato penso che Dubai sia la città dove influisca meno l’aspetto culturale e religioso. E’ facile vivere lì, basta rispettare le regole.
LEI. No, se si tratta di un tempo limite.

– Perché?
LEI. Perche a me piace essere libera. E lì devi sempre dare conto a loro. Mi ripeto è come un piccolo paesino. E poi a me piace tornare a casa mia, parlare con persone nella mia stessa lingua ma soprattutto vedere le montagne, QUELLE VERE, e vedere la NEVE, QUELLA VERA, e non quella in un centro commerciale.

-La trovi finta?
LEI. SMOKE IN THE MIRROR. Tutta apparenza.
LUI. Si, perché è così. Basta pensare che è una città costruita sul deserto… Grazie ai soldi possono avere e quindi costruire ciò che vogliono.

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