Investire nei cavalli arabi? Mi sembra un’ottima idea..

L’industria dei cavalli conta parecchi zeri, e continua a crescere in tutto il mondo. Certamente, comperare un cavallo è sempre possibile. Ma non è alla portata di tutte le borse: il costo iniziale varia molto in base alla razza, alla purezza e così via.. Una spesa minima per un buon cavallo può aggirarsi sui 50.000 – 75.000 euro, cui però bisogna aggiungere il costo annuale (addestramento, affitto di una gabbia, veterinario, prodotti alimentari ecc.) che raggiunge facilmente 30.000 euro all’anno.

È anche vero che alcune società hanno recentemente sperimentato la possibilità di investire per slot di 5.000 euro (un pò come se si comprassero azioni di una SpA): se la società è in linea con le sue previsioni, l’investitore riceverà ogni anno dei dividendi, proporzionale al capitale investito.

I cavalli purosangue però possono rappresentare un ottimo investimento: sia per la possibilità di guadagnare soldi dalle gare (i montepremi possono superare i 100,000 euro anche in gare non di particolare prestigio), sia per le possibilità di guadagno legate alla compravendita.

Oggi la fecondazione usando lo sperma di un cavallo arabo purosangue campione del mondo, può arrivare a costare 500.000 US$.

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immagine tratta dal sito ufficiale dello sceicco

Il cavallo arabo è la razza equina più antica e più pura al mondo; il cavallo arabo è originario dell’Arabia Saudita e le prime testimonianze datano la sua comparsa intorno al 3000 a.C. Si narra che lo stesso Maometto selezionò le prime fattrici arabe, che diedero inizio all’allevamento della razza dei cavalli arabi purosangue, prediletti dai beduini del deserto, specialmente per le doti di versatilità: il cavallo arabo è adatto a tutti gli usi, prove di velocità, resistenza, caccia, parata, traino.
Maometto fu il primo a comprendere quanto fosse importante mantenere inalterata la purezza della razza.

I criteri di selezione e di allevamento portarono alla formazione di sette tipologie di cavalli arabi, successivamente ridotte a cinque: Seglawi, Abeyan, Kehilan, Hamdani e Hadban. Tali criteri, uniti alle condizioni climatiche estreme e al lavoro estenuante cui venivano sottoposti i cavalli, fanno del cavallo arabo uno splendidi animale, considerato dai beduini un vero e proprio dono di Allah. È di origine beduina la definizione delle cinque razze.

Incursioni saracene e importazioni favorirono nei secoli successivi, la diffusione dei cavalli arabi in Europa; nobili famiglie (spagnole e inglesi in particolare) dimostrarono il loro interesse verso la purezza del cavallo arabo, vedendo altresì la possibilità  e la possibilità di miglioramento di molte altre razze europee. Il purosangue inglese da galoppo è una delle razze derivata dagli incroci di cavalli arabi con cavalli locali. Successivamente anche, Francia, Germania, Italia, Ungheria e Polonia videro arrivare questa specie nei propri territori; dati però gli elevati costi di importazione, reperimento e trasporto che vi erano un tempo (che limitavano quindi la possibilità di un allevamento di purosangue arabi), i cavalli arabi erano utilizzati per lo più per migliorare le razze locali.

Molte razze equine sono state migliorate con massicce incroci con cavalli arabi provenienti dall’Hakney, al trottatore Americano, dal cavallo lipizzano, ai cavalli di razza sarda.. Al giorno d’oggi, tutti i cavalli purosangue hanno una linea di sangue del cavallo arabo.

I cavalli arabi – di tipo mesomorfo – sono estremamente armonici ed eleganti; le principali caratteristiche morfologiche sono
·    Altezza media al garrese: 145-160 cm
·    Testa corta, grandi occhi, fronte larga e spaziosa
·    Orecchie molto fini,
·    Costituzione e conformazione compatta e temperamento di elevata resistenza
·    Spalle ben inclinate, collo arcuato schiena larga e corta, torace profondo e ampio
·    Mantello baio, grigio, sauro o morello; raramente si può trovare anche roano; pelo corto e sottile

I cavalli arabi sono imbattibili nelle gare di fondo (endurance), grazie al loro metabolismo e alla selezione che nel corso dei secoli ne ha fatto una razza molto resistente. I cavalli arabi continuano a strappare prezzi record nelle aste lungo tutto il mondo, con molti investitori provenienti dall’area del Golfo (GCC countries).

I cavalli puro sangue arabi vengono registrati in tutto il mondo dalla WAHO World Arabian Horse Organisation

Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, governatore (ruler) dell’emirato del Dubai, è uno dei più grandi nomi dell’ippica a livello mondiale, forse il più grande proprietario di cavalli del mondo. In particolare nutre grande passione per l’endurance, che pratica attivamente (ovviamente con cavalli arabi purosangue) con ottimi risultati. Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum è anche il promotore del Dubai Equestrian Club (DEC), un’organizzazione governativa presieduta dalla Principessa Haya Bint Al Hussein, figlia di Re Hussein di Giordania e moglie dello sceicco, atta a promuovere e coordinare le discipline equestri, olimpiche e non. La stessa Principessa Haya Bint Al Hussein è amazzone di fama internazionale con all’attivo gare di prestigio sia nell’endurance (come Sheikh Mohammed) sia nel salto ad ostacoli.

A metà del 2009 uno dei cavalli di Sheikh Mohammed, è stato coinvolto da un scandalo doping relativo ad un cavallo che ha corso in gare di resistenza in Bahrain e Dubai. Il cavallo, Tahhan, di proprietà di Sheikh Mohammed, è risultato positivo al guanabenz, (usato per curare l’ipertensione) e allo stanozolol (uno steroide anabolizzante) dal personale veterinario dello sceicco.

Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum ha avviato subito un’inchiesta per chiarire le responsabilità (sia nel suo interesse personale, sia per evitare che tali pratiche possano nuocere alla salute degli animali), informando la International Equestrian Federation IEF (Federazione Equestre Internazionale) e rinunciando al suo diritto di contro-test dei campioni di sangue ed urine.

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Nel frattempo la moglie, la Principessa Haya ha confermato l’estraneità ai fatti di Sheikh Mohammed, pur confermando la consapevolezza di essere il responsabile legale del cavallo e pertanto disposto ad assumersi tutti gli oneri legati alla vicenda: “Al Maktoum è all’oscuro della vicenda e condanna fermamente la somministrazione di tali sostanze, Sua Altezza è consapevole che egli è il responsabile legalmente. Egli ha offerto il più alto livello di cooperazione per la IEF.”

International Equestrian Federation

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