La pietà araba – World Press Photo Award

La pietà araba. La fotografia che si è aggiudicata il primo posto del World Press Photo Award è stata scattata dallo spagnolo  Samuel Aranda in Yemen nel 2011.

La fotografia che si è aggiudicata il primo posto del World Press Photo Award è stata scattata dallo spagnolo  Samuel Aranda in Yemen nel 2011, durante la serie di proteste, scontri ed agitazioni iniziate nelle regioni del medio oriente e vicino oriente e del nord Africa e tuttora in corso, noti come “primavera araba”. La donna che si cela dietro al burqa si chiama Fatima Al-Qaws ed è la madre di un giovane manifestante, rimasto ferito negli scontri.

Fatima racconta così la scoperta dello scatto:

Quel giorno, il 15 ottobre 2011, ci furono manifestazioni e dei manifestanti sono caduti in un’imboscata. Ho capito che era successo qualcosa perché c’era un black-out. Mi sono sempre preoccupata perché mio figlio è sempre andato alle dimostrazioni e perché era già stato ferito in precedenza, volta in cui andai a recuperarlo in un ospedale di campo. Ho guardato tra i morti e tra i feriti. Ho girato per molto tempo, fino a che finalmente l’ho trovato in una piccola sala, non lontano dalla moschea. Aveva difficoltà a respirare e sapevo che aveva respirato il gas dei lacrimogeni. Così l’ho preso tra le mie braccia e l’ho tenuto vicino a me. Non sapevo cosa gli fosse successo, sapevo solo che era stato ferito. Non mi importava di quello che stava accadendo intorno a me, la mia preoccupazione era mio figlio. Forse c’erano delle persone intorno a me, ma la mia unica preoccupazione era mio figlio. Ero davvero arrabbiata, ma allo stesso tempo stavo pensando che mio figlio era diventato un martire, come tanti gli altri martiri dello Yemen, che erano tutti giovani. Io piangevo perché avevo trovato mio figlio e non era ancora morto .

L’immagine, per intensità e pathos, è stata paragonata alla Pietà di Michelangelo: una madre che piange il figlio tra le sue braccia. La Pietà vaticana, comunemente nota come la “Pietà di Michelangelo” è una scultura marmorea di Michelangelo Buonarroti, databile al 1497-1499 e conservata nella basilica di San Pietro in Vaticano a Roma. Si tratta del primo, clamoroso, capolavoro dell’allora poco più che ventenne Michelangelo. La Pietà vaticana, considerata uno dei maggiori capolavori che l’arte occidentale abbia mai prodotto, è anche l’unica opera da lui firmata (sulla fascia a tracolla che regge il manto della Vergine si legge: MICHEL.A[N]GELVS BONAROTVS FLORENT[INVS] FACIEBAT).

La Pietà vaticana è una scultura marmorea (altezza 174 cm, larghezza 195 cm, profondità 69) di Michelangelo Buonarroti, databile al 1497-1499 e conservata nella basilica di San Pietro in Vaticano a Roma.

La forza della foto, e forse anche il dettaglio che l’ha portata alla vittoria, sta proprio nel mistero che si cela dietro al velo. Nonostante il burqa, quello che si avverte è una forza e drammaticità,  la disperazione della donna ignara di quello che stava accadendo attorno a lei, che non hanno bisogno di palesarsi con l’espressione del viso. Un racconto drammatico, ma che cela la gioia di Fatima di aver ritrovato suo figlio vivo. Fatima racconta come ha saputo di quell’immagine:

Prima di tutto non sapevo nulla della foto scattata. Ma ricevetti una telefonata da mia sorella dagli Emirati Arabi in cui mi disse che suo figlio aveva visto la foto e pensò si trattasse di me e Zayed. Io in un primo momento non ci credetti, soprattutto perché si trattava di una donna molto coperta. Ma poi vidi la foto su facebook e alcuni amici mi mandarono l’immagine sul mio cellulare. Fu così che la scoprii. Mi ricordavo con esattezza il momento in cui lo abbracciai, perché pensavo stesse per morire. Io piangevo, ma non piangevo perché ero triste, piangevo perché avevo trovato mio figlio e non era morto.

Mai avrebbe pensato, Fatima, di poter avere una popolarità di tale portata. Lei è grata per lo scatto di Aranda, (nato nel 1979 a Santa Coloma de Gramenet, Spagna) tanto da dichiarare: Sono molto orgogliosa del fatto che questa foto stia facendo il giro del mondo. Soprattutto mi rende ancora più felice che gli occidentali abbiano scelto questa foto.

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