Lavorare in hotel a Dubai

Il mercato del lavoro a Dubai è sempre in pieno fermento. Ma ci sono anche tante false credenze. Da un lato si pensa che chiunque possa arrivare a Dubai con stipendi altissimi e con benefit importanti fin da subito, in linea con la credenza che negli Emirati vivono sono milionari che non badano a spese. Dall’altro, soprattutto chi è stato anche solo pochi giorni in visita, sa che spesso le mansioni più operative sono appannaggio di lavoratori indiani, pakistani, bengalesi, filippini, spesso sotto pagati.

Abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza per dare utili informazioni a chi cerca lavoro a Dubai e negli Emirati Arabi.

Innanzi tutto: certe mansioni sono realmente solo eseguite da i lavoratori non occidentali e sono davvero così sotto pagati? Diciamo che fino ad alcuni anni fa era raro, se non impossibile, vedere un italiano o in genere un europeo lavorare in un hotel o un ristorante se non in un ruolo dirigenziale. E in ogni caso se lo stipendio riconosciuto ad un lavoratore è relativamente basso (parliamo di centinaia di dollari) è anche vero che il datore di lavoro fornisce: visto (che ha un costo per l’azienda), alloggio (spesso in condivisione, ma comunque rappresenta un benefit), trasporto da e verso il luogo di lavoro, assicurazione medica. Quasi come se lo stipendio fosse un guadagno puro. Se facessimo il confronto con un dipendente di una struttura italiana (che però deve poi pagarsi tutto), scopriremo una differenza non tanto importante tra le due remunerazioni.

Oggi in ogni caso è sempre più comune vedere dipendenti occidentali negli hotel di Dubai. E abbiamo colto l’occasione di una chiacchierata con una nostra connazionale, Jenny, che gentilmente ha condiviso la sua esperienza con noi, al fine di dare qualche utile informazione.

Inizio con il dire che, 4 anni fa , non avrei potuto fare scelta migliore nel trasferirmi negli UAE, di preciso ad Abu Dhabi! Ho iniziato partendo dal top degli alberghi della Starwood (ora Marriott), il St Regis. Innanzitutto, quando lavori per grandi compagnie alberghiere, vieni provvisto di tutto. Visto, biglietto aereo, accomodation e trasportation, che poi variano a seconda della posizione lavorativa. Più vai avanti nel lavoro più sono i benefit, ad esempio un biglietto aereo A/R verso casa (a volte a partire dal secondo anno, se no già al termine del primo anno). Il contratto può variare dai 2 ai 3 anni, rinnovabile in automatico (insieme con il visto) se si decide di continuare a lavorare per la struttura. Alcuni contratti prevedono anche un bonus di fine lavoro, purchè il dipendente non vada via prima del termine previsto. Al contrario, se il dipendente decide di recidere rischia anche di pagare delle penali. Questo perchè la struttura si fa’ carico di una serie di spese per assumerti (visto, accomodation, carta sanitaria, assicurazione medica, trasporto, deposito cauzionale per il visto, biglietto aereo); dunque si tutelano per evitare che una persona accetti una posizione non gradita, solo per avere un “passaggio” negli Emirati e poi cercarsi un altro lavoro. Ecco perché consiglio a chiunque faccia il pensiero di fare un esperienza negli Emirati Arabi, di riflettere bene prima… si rischia altrimenti di restarne delusi. C’è da dire anche che tutto ciò è specificato nel contratto. Parlando della mia esperienza, sono molto contenta e soddisfatta. Dubai vive prettamente di turismo, di lusso soprattutto. Nel campo della ristorazione alberghiera c’è molta richiesta europea come personale. È vero anche che risulta sempre più difficile avvicinare ragazzi italiani a questa realtà per via dello stipendio. Ho avuto lo stesso dubbio anch io quando dalla conversione dirham/euro capii che iniziavo con 300 euro circa, escluso mance e service charge. Poi però vedo dove sono adesso 🙂… e ripeto di non aver potuto fare scelta migliore. Se vali, se ti mostri per quello che sei e se soprattutto se il tuo lavoro è passione prima di tutto, vai avanti o meglio, ti fanno andare avanti alla grande qui. Le grandi compagnie alberghiere multinazionali offrono facilmente la possibilità di trasferirsi anche in altre nazioni dove c’è richiesta di una figura professionale come la propria. E non c’è gratificazione più grande… lavori e scopri il mondo allo stesso tempo.

Ci sono anche degli aspetti particolarmente difficili da affrontare in chi fa questa scelta.. abbiamo quindi chiesto a Jenny di approfondire questo aspetto.

Fermo restando che senza entusiasmo e passione per il proprio lavoro, tutto diventa difficile da affrontare. Ma in ogni caso ho trovato due aspetti particolarmente impegnativi: lo stipendio inizialmente basso (soprattutto per chi fa dei lavori non a contatto col pubblico e che quindi non ha possibilità di ricevere mance) e il dover condividere l’alloggio. Su quest’ultimo puoi fare ben poco, se non tenere duro fino a quando l’azienda non ti riconosce come benefit un alloggio singolo. Sul primo c’è da dire che per quanto gli Emirati siano costosi per un certo stile di vita, è anche vero che ci sono tante cose da fare a costo zero o quasi: spiagge libere ma con varie facilities, possibilità di gite in deserto o nelle zone della città, tantissimi eventi,… 

Un’ultima nota. Per poter richiedere il visto è necessario che il dipendente consegni il proprio passaporto per il tempo necessario alle pratiche; ma sappiamo che spesso è pratica comune da parte di chi assume di trattenere il passaporto per far si che il dipendente non vada via. Ebbene ciò è assolutamente illegale;  quindi pretendete il passaporto (magari con la scusa di dover fare un weekend in un vicino Paese per il weekend o di dover richiedere dei documenti) o contattate le autorità di competenza (polizia, consolato, ambasciata). Jenny a te è stato richiesto di consegnare il passaporto?

Si ma solo per le pratiche necessarie, poi mi è stato regolarmente restituito.

In bocca al lupo per il futuro e grazie ancora per le preziose informazioni!

Lavorare in Hotel a Dubai

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *