Lavorare per vivere o vivere per lavorare?

In un’epoca fatta di crisi di lavoro e di vita, sono pochi quelli che possono permettersi di vivere senza lavorare e anche quando a qualcuno viene offerta questa possibilità, non sempre viene accettata, come il caso della Svizzera, un popolo, che in presenza di un referendum sul reddito di base universale incondizionato per ogni adulto e bambino, fatto dal governo, ha largamente bocciato la proposta (76% il fronte del No). E allora forse la nostra cultura ci spinge a pensare che non lavoriamo per vivere ma viviamo per lavorare senza costrizione perché forse non sappiamo vivere senza un lavoro.

Quello successo in Svizzera é stata una risposta coraggiosa contro la proposta di cambiare la costituzione garantendo l’introduzione di un reddito di base incondizionato che avrebbe assicurato una vita umana e la partecipazione alla vita pubblica per tutta la popolazione. La proposta è stata per 2.500 franchi svizzeri (Dh 9,534) per gli adulti e di 625 franchi al mese per i bambini.

La risposta svizzera al referendum può sembrare presuntuosa e irriverente ma nasconde delle considerazioni ben più profonde come l’incapacità di autogestirsi una volta che sono coperti i bisogni primari, e la necessità di un vero lavoro per sentirsi accettati e realizzati.

Una questione che anche a Dubai potrebbe essere molto attuale:  che cosa fareste in questo momento a Dubai se non avesse bisogno di guadagnare e se il vostro reddito di base fosse ampiamente coperto?

Si potrebbe scegliere di lavorare per guadagnare di più o utilizzare il tempo per il volontariato o non fare completamente nulla. Tanti propositivi ma forse poi di fronte alla vera realtà del non lavoro non solo gli svizzeri potrebbero andare in crisi.

Certo in genere pochi sono motivati ad accumulare ricchezza per il gusto di farlo. Forse la soluzione potrebbe essere continuare a fare quello che si faceva prima ma con più gioia, con più libertà. Ovviamente stiamo generalizzando rendendo semplice e solo ideologica il rifiuto svizzero sul reddito universale quando invece le variabili in gioco sono tante come le ripercussioni a livello politico, economico e sociale.

Forse la Svizzera non ha bisogno di farsi carico di questa iniziativa come anche Dubai. Sicuramente un reddito di base potrebbe dare una mano a chi svolge mansioni di base dandogli già una dignità finanziaria e un maggiore incentivo e motivazioni a fare dei lavori meno desiderabili ma utili.

Anche di fronte alla bocciatura del popolo svizzero, sembra che alla maggior parte delle persone in Europa piaccia l’idea: un sondaggio da Dalia Research ha rilevato che il 68 per cento delle persone interrogate in tutti i 28 Stati membri dell’Unione europea hanno detto che sarebbero favorevoli a votare per un reddito di base universale e paesi come Finlandia e Paesi Bassi hanno progetti pilota in cantiere.

Un reddito di base universale, dà alle persone una maggiore libertà di decidere che cosa vogliono veramente fare. Certo qualcuno potrebbe non far nulla ma forse non sarebbe la scelta dei molti. Esempi lungimiranti in giro per il mondo ci sono come le scuole dove frequentare le lezioni è facoltativo. Beh dopo l’euforia iniziale di alcuni alunni di esercitare questa scelta, alla lunga gli alunni vanno a lezione e anche volentieri.

Quindi si torna alla questione fondamentale: noi non siamo fatti per stare fermi e il circuito lavoro-denaro é una sovrastruttura creata per dare un’ordine e una stabilità senza la quale l’uomo non si sente realizzato e parte della società, voi cosa fareste se non aveste bisogno di lavorare per guadagnare?vivere per lavorare questione svizzera

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