No alla lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtianiet – Stop the stoning of Sakineh

Italiano

Sakineh Mohammadi Ashtiani (persiano: سکينه محمدي آشتياني, azero: Səkinə Məhəmmədi Aştiani) (Teheran, 1967) è una donna iraniana, nel braccio della morte in Iran dal 2006.

Il suo caso è internazionalmente noto, dopo la condanna a morte tramite lapidazione per il reato di adulterio e favoreggiamento in omicidio. La magistratura iraniana ha negato questa versione, sostenendo che la donna è stata condannata per omicidio, e ha respinto l’accusa secondo la quale Ashtiani sarà lapidata. Una campagna internazionale iniziata dai suoi figli ha portato a conoscenza del suo caso.

Il fatto

Sakineh Mohammadi Ashtiani è stata condannata per la prima volta il 15 maggio del 2006, dal tribunale Tabriz (Iran), per il reato di “relazione illecita” con due uomini in seguito alla morte del marito. Fu condannata a ricevere 99 frustate; a settembre 2006 ricevette una nuova condanna quando un tribunale penale accusò uno dei due uomini per il coinvolgimento nella morte del marito di Mohammadi Ashtiani: lei fu accusata di favoreggiamento. Per questo venne condannata per adulterio mentre ancora sposata, e condannata a morte per lapidazione, condanna che dovrebbe aver luogo alla fine del ramadan, il 14 settembre 2010. Il suo avvocato sostiene che sia stata torturata per due giorni prima del colloquio

Nelle pietrose contrade mediorientali la lapidazione costituisce una forma di linciaggio e di esecuzione sommaria di origini antiche. Sia la Bibbia, sia il Corano riferiscono infatti vari episodi di lapidazione.
Nelle pietrose contrade mediorientali la lapidazione costituisce una forma di linciaggio e di esecuzione sommaria di origini antiche. Sia la Bibbia, sia il Corano riferiscono infatti vari episodi di lapidazione; in particolare per i musulmani la lapidazione sarebbe prescritta da un Hadith, cioè un detto attribuito al Profeta Muhamed (Hadith, volume 8, Libro 82, numero 810):

“Narra Jabir: un uomo della tribù di Aslam andò dal profeta e confessò di aver avuto una relazione sessuale illecita. Il profeta se ne andò e gli volse le spalle finché l’uomo non ebbe confessato il suo crimine quattro volte. Il profeta allora disse “sei forse pazzo?”, l’uomo rispose “no”. Il profeta allora chiese “sei sposato?”, l’uomo rispose “si”. Il profeta ordinò allora ai musulmani di lapidarlo a morte. Fu lapidato a Musalla. Quando le pietre lo colpirono egli fuggì, ma fu catturato e lapidato finché non morì. Il Profeta in seguito parlò bene di lui e gli tributò le preghiere al funerale”.

English

Sakineh Mohammadi Ashtiani (Persian: سکينه محمدي آشتياني , Azerbaijani: Səkinə Məhəmmədi-Aştiani, born 1967) is an Iranian woman convicted of murder and adultery. She has been on death row in Iran since 2006. Her controversial case became internationally known in 2010 after high profile reports that she was convicted for the crime of adultery and sentenced to execution by stoning.

The sentence will be executed at the end of ramadan, September 10th, 2010.

She was first tried on May 15, 2006, by a court in Tabriz ((ITAN), pleading guilty to the crime of “illicit relationship” with two men and sentenced to whipping of 99 lashes. In September 2006 her case was again brought up when a separate court was prosecuting one of the two men for involvement in the death of Mohammadi, Ashtiani’s husband. She was then convicted of adultery while still married, and sentenced to death by stoning. She later retracted her confession to this crime, claiming it was made under duress and that she doesn’t speak Persian, but instead only Azeri.  Her lawyer claimed she was tortured for two days prior to the interview.

In performing Stoning or lapidation, no particular person out of the stone throwing group could be held responsible or identified as the one who actually killed the subject. This is in contrast to the case of a judicial executioner. Death by stoning is slower than other forms of execution, hence is a form of execution by torture.

According to the Holy book of Islam the Quran all sexual intercourse outside the marital bond is considered sinful. It makes no distinction between adultery and fornication; in both case the punishment is flogging to those found guilty Quran (24:2). Some Muslim scholars take the view that stoning to death was never contemplated by Islam as a punishment for the act of adultery since the Quran does not even mention the word ‘stoning’ or ‘death by stoning’ in any of its verse,on the other hand many Islamic legal scholars and judges agree that the Quranic text does not refer to executions by stoning but state they are part of the Hadith, and go back to the Pentateuch, execution by stoning is thus in harmony with the 613 laws which make up the Mosaic laws in the Bible.

Stoning is practiced in Afghanistan, Iran, Saudi Arabia, Somalia, Sudan, and Nigeria; in some of those countries, this practice has been introduced recently.

Français: page en Facebook

Nous, de culture arabe, de confession ou de culture musulmane, nous disons que la lapidation n’est pas acceptable dans le monde arabo-musulman.

Nous disons que les régimes qui justifient la lapidation avec le recours à la culture arabe ou à la religion musulmane ne nous représentent pas.

Eradiquons la lapidation et au-delà de ça, la peine de mort des pays arabo-musulmans.

Nous joignons notre voix à ceux qui dans le monde entier sont choqués par cette pratique.

Nous devons faire entendre…

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