Open Skies di Emirates celebra Maradona: il re di Napoli

Open Skies, la famosa rivista di Emirates Airlines, celebra Diego Armando Maradona: il mese di Settembre è dedicato al campione argentino raccontando le sue gesta, le sue avventure e il suo rapporto con la città di Napoli; sulla rivista presente anche la versione in arabo dell’articolo.

È una vera e propria celebrazione di un personaggio che poi ha deciso di andare a vivere a Dubai, ricominciando una vita che fino a quel momento lo aveva visto protagonista in positivo sul campo ma in negativo nella sua vita privata, una vita sempre al massimo, fatta di eccessi ed estremi.

Un personaggio che è stato capace di trascinare folle e di incidere anche sulla vita politica della sua amata Argentina. Ancora oggi Maradona, diventa gossip, chiacchiera, e si può essere o non essere d’accordo su quello che ha fatto ma certamente è un uomo che continua a far parlare di sé.

Open Skies gli dedica una copertina ma lo fa in modo sobrio e senza eccessi raccontando aneddoti della sua vita napoletana ponendo in evidenza come abbia inciso sulla vita delle persone e come a Napoli viene considerato un uomo fuori dal comune, quasi un dio, acclamato e venerato, con Napoli si è creato un amore viscerale. “Cinque di mattina, Diego Maradona e un compagno di squadra, escono da un ristorante. Si sta festeggiando. Il Napoli si è appena qualificato per la finale di Coppa Uefa del 1989. Maradona danza, canta in strada. Una vecchia del quartiere apre la finestra e gli dice urlando: “Chi diavolo pensi di essere”, dice, “il proprietario di Napoli?” Maradona guarda la vecchia, accende il fascino. Sorride e ripete il coro dei tifosi ‘Sono Mara-dooooona’. Ora l’anziana donna lo riconosce e gli bacia le mani.”

La rivista emiratina celebra non tanto il campione in sé ma il suo rapporto passionale con la città di Napoli ma soprattutto l’amore estremo ed incondizionato del popolo napoletano: “Maradona ha lasciato Napoli in disgrazia. È finita l’epoca, sono andati via i giocatori, ha accumulato problemi con la pubblica amministrazione e ha fatto affari con la mafia, è stato condannato piú volte per uso di droga. Ma ora tutto ciò è dimenticato. Camminate per le strade di Napoli e vedrete la sua immagine ovunque. I negozi vendono tutti i tipi di merce di Maradona. Murales maestosi di Maradona coprono i lati degli edifici. Ci sono santuari a lui dedicati, alcuni lo mostrano come un santo patrono, Maradona non è proprietario di Napoli. Lui è il Dio di Napoli.”

Ma come è successo?

Maradona ha tradotto in fatti, preghiere che venivano fatte da migliaia di persone, e la cultura napoletana è fatta di religione e superstizione, basta vedere il cimitero delle fontanelle, un luogo dove la gente ha adottato i teschi, il culto dei morti. Questo continuò fino al 1969, quando un cardinale decise che stava diventando un po’ troppo strano e decise di chiudere il cimitero che ora è comunque possibile visitare. E sicuramente il prossimo grande culto di Napoli sarà il culto di Maradona.

Un’ Italia che era divisa in due economie. Il nord era sempre molto più ricco del sud. Molte iniziative per sostenere il sud furono fallite attraverso la corruzione, lo spreco e la cattiva gestione. La disoccupazione era più alta nel sud, la criminalità organizzata più diffusa. Il nord vedeva il sud come uno scarico finanziario e durante il tempo di Diego in Italia diversi partiti politici fecero una campagna per l’indipendenza settentrionale.

Ciò era esteso al calcio. Tre squadre, tutte dal nord, hanno dominato l’Italia: Juventus, Inter e Milan. Nessuna squadra del sud aveva mai vinto un campionato. Arrivò Diego Armando Maradona e capovolse il paese.

E il suo arrivo si pensa fu agevolato dalla camorra che pare abbia contribuito alla tassa sul suo trasferimento. Un giornale scrisse emblematicamente: “la città non dispone di un sindaco, di case, di scuole, di autobus, di occupazione e di servizi igienico-sanitari, ma nessuna di queste cose conta perché in fondo abbiamo Maradona”.

Questa é la filosofia napoletana fatta di vivere alla giornata, con un’anima svogliata, pigra ma capace di avere sempre un sorriso e di pensare sempre alle cose positive.
E Maradona ha legato subito con questa cultura e questa filosofia incarnando il vero napoletano. Maradona e Napoli, entrambi credono negli angeli, nei santi, nell’intervento divino. Entrambi sono caotici e pieni di difetti. Napoli ha trovato la sua perfetta anima gemella.

Oggi Maradona è tornato a Napoli, quest’estate, gli è stata conferita la cittadinanza onoraria: “È la mia casa. È la mia casa”. ha ripetuto più volte.

Perché in fondo: “Chi ama non dimentica”.openskies rivista emirates airlines maradona

 

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