Parkour e Free Running a Dubai ed Emirati Arabi

Parkour e Free Running a Dubai ed Emirati Arabi con UAEParkourIl Parkour e il Freerunning negli Emirati Arabi Uniti stanno crescendo rapidamente, anche grazie all’attenzione dei media e di alcuni traceurs particolarmente impegnati nella diffusione di queste discipline. Il parkour è una disciplina non competitiva nata dal percorso di guerra; il termine parkour deriva infatti dalle parole francesi “parcours du combattant“, il classico percorso a ostacoli di addestramento militare.

I praticanti hanno come obiettivo quello di muoversi rapidamente e in modo efficiente tra gli ostacoli in un determinato ambiente, utilizzando solo la propria forza per spingere se stessi, e ottenere il massimo slancio, in modo sicuro.

Sebbene il parkour si sia poi evoluto lontano da ambienti militari, dopo l’attenzione che questa disciplina ha ottenuto con il film del 2006 di James Bond “Casino Royale”, le forze militari di tutto il mondo hanno iniziato a cercare modi per incorporare elementi di parkour nell’addestramento militare. I Royal Marines britannici hanno ingaggiato esperti di parkour per addestrare i loro militari.

Il parkour include corsa, arrampicata, rotazioni, volteggio, salti, capovolte, rotolamenti e altro ancora, a seconda di ciò che è ritenuto più idoneo all’ostacolo da superare: muri, fossi, scale, e così via. La differenza tra parkour e il free running è che i praticanti di parkour si concentrano maggiormente sulla velocità per spostarsi da un luogo ad un altro il più efficacemente possibile, mentre i free-runner sono più dediti alla spettacolarità dei passaggi. Questi ultimi possono essere definiti una versione free-style dei praticanti di parkour. Parkour e Free Running a Dubai ed Emirati Arabi con UAEParkour David Belle – attore, coreografo cinematografico, stuntman e coordinatore di stuntmen – è considerato il fondatore del Parkour, poi sviluppato da David Belle stesso, Raymond Belle (il padre di David), Sébastien Foucan e altri praticanti alla fine degli anni ’80. Il parkour è diventato popolare alla fine degli anni ’90 e 2000, con film, documentari e spot pubblicitari durante cui questi e altri professionisti – chiamati traceurs (al maschile) e traceuses (al femminile), a causa dell’origine francese della disciplina – sono stati ingaggiati per scene spettacolari.

Il parkour è una forma di espressione individuale attraverso mosse acrobatiche come saltare da un muro ad un altro, per superare ostacoli o nel vuoto, volteggiare in aria, rotolare per terra o eseguire salti di precisione. Il parkour non è uno sport, in quanto non ci sono regole, squadre o punti. Non si tratta di una gara o una mostra. E “l’arte del movimento” (art du déplacement in lingua francese).

Fare il parkour significa essere in grado di controllare corpo e mente, in modo che sia possibile trovare un modo rapido per superare ostacoli senza soluzione di continuità. Affrontare un salto anche breve tra due muri molto alti, comporta una paura intrinseca che va vinta: non è solo questione di potenza fisica, ma la mente si deve convincere che ce la puoi fare, grazie ad un allenamento che interiorizza determinati movimenti.

Tecnica corretta e allenamento con un bravo istruttore sono le chiavi per prevenire infortuni e godere al meglio i benefici di questa disciplina. Iniziare con piccole cose, allenarsi sotto la supervisione di persone esperte e lavorare sodo sui movimenti fondamentali.

Allenatori e preparatori vi aiuteranno a migliorare rapidamente e in modo sicuro. Parafrasando lo slogan del wrestling: Don’t try this alone!

Non provateci da soli!

Essere in forma, aiuta sicuramente, tuttavia non c’è bisogno di essere forti o flessibili o coraggiosi per avvicinarsi al parkour. Con la giusta pratica e l’insegnante giusto, diventare agile, forte e flessibile viene naturale. Poi quello che sembrava un grande salto diventa a mano a mano un salto meno grande, e quello che richiede inizialmente coraggio, col tempo viene affrontato con l’esperienza.

Parkour e Free Running a Dubai ed Emirati Arabi con UAEParkour

Se un principiante vuole iniziare a praticare il parkour, può facilmente aderire al UAEParkour, gruppo che si allena tutte le settimane sulla Corniche di Abu Dhabi. Nessuna esperienza è necessaria, anche se – come detto prima – essere in forma aiuta, soprattutto nei periodi di caldo intenso. Le sessioni sono gratuite e sono aperte a tutti, non vi è alcuna attrezzatura specifica necessaria, se non scarpe da corsa ben aderenti (scarpe Converse o scarpe con la suola piatta non sono adatte) e abbigliamento comodo. Potete contattare Hesham, Steve, Zach, e gli altri membri del team UAEParkour su Facebook.

Parkour e Free Running a Dubai ed Emirati Arabi con UAEParkour Per poter scrivere questo articolo, abbiamo provato noi stessi una sessione di parkour. Sebbene il sottoscritto sia ben allenato (grazie alla preparazione per il triathlon sufficientemente intensa, con 5 – 6 allenamenti a settimana misti di nuoto-bici-corsa) e abituato a far training al caldo, ho trovato fisicamente stancante tale sessione. Un po’ sicuramente per sforzi diversi rispetto a quelli cui sono abituato: resistenza contro forza esplosiva; probabilmente se avessi partecipato a tale training quando praticavo Muay Thai avrei sentito meno la differenza di allenamento. Il giorno dopo infatti ho accusato stanchezza muscolare diffusa. C’è anche da dire che la mattina avevo comunque fatto il mio allenamento di nuoto, quindi sono forse arrivato già stanco, ma ho avvertito un dolore come da “ripresa della palestra, dopo la pausa estiva” a cui non ero abituato. Segnale quindi che ho usato fasce muscolari diverse e ho fatto sforzi cui non ero (più) abituato. La mia prima preoccupazione era di non farmi male, obiettivo ampiamente condiviso dagli istruttori per tutti i membri del team. La sicurezza è la prima cosa. Una distrazione o un azzardo, e stupidamente ti ritrovi a non camminare per due mesi o peggio. Cadere da due metri di altezza può comportare seri rischi. Quindi si inizia dalle piccole cose.

Le prime lezioni prevedono le basi dell’atterraggio: come ammortizzare dopo salti a mano a mano da altezze più elevate; anche i salti di precisione richiedono molto esercizio: saltare in un punto preciso (simulando che un salto troppo lungo o troppo breve portano a farti cadere “nel vuoto”) richiede capacità di calibrazione del salto e una buona forza nei quadricipiti per non sbilanciarsi dopo l’atterraggio. Come una molla ci si “carica”, poi si salta, si atterra (possibilmente senza sbilanciarsi o mettere le mani a terra) e ci si da qualche istante per stabilizzarsi. Per arrivare a fare lunghi percorsi, anche complessi, ci si deve allenare sulle basi: come nelle arti marziali una combinazione di colpi è fatta da pugni, calci, ginocchiate, gomitate, leve imparate in sequenza, anche qui una combinazione di movimenti è fatta da salti, capovolte, volteggi imparati e allenati singolarmente, poi messi insieme, facendo in modo che ogni movimento fornisca il giusto slancio per il successivo.

Ringraziamo tutti i membri del team UAEParkour per la loro disponibilità, per averci ospitato e per il bellissimo allenamento sulla Corniche in Abu Dhabi, UAE. Courtesy of UAEParkour

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