Ramadan 2009

Il Ramadan (in arabo: رمضان, ramaḍān), è il nono mese dell’anno secondo il calendario musulmano, reso doppiamente sacro dall’Islàm per il fatto che è:

“Il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza” (Sura II, v. 185).

Il digiuno, durante il sacro mese di Ramadan, è atto basilare di culto, obbligatorio per tutti i musulmani; sono esentati solo alcune categorie di persone: minorenni, anziani, malati gravi, viaggiatori (trovandosi in Paesi non musulmani potrebbe infatti essere praticamente impossibile seguire il digiuno), le donne in stato di gravidanza, che allattano o in fase mestruale, in genere a tutte le persone per cui il digiuno posso costituire pericolo di vita. La legge ammette e raccomanda il digiuno volontario, anche in altri momenti dell’anno.

Il Corano stabilisce l’obbligo del digiuno:

” O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che voi possiate divenire timorati di Dio.” (sura II, v.183)

«Credenti! vi è stato prescritto il digiuno come è stato prescritto a coloro che son venuti prima di voi e può esser che siate timorati per giorni contati- e chi di voi sia malato, o sia in viaggio, lo faccia per un numero corrispondente di altri giorni e per coloro che potevano farlo c’è un riscatto: il nutrimento di un povero; e chi fa di sua scelta di meglio, ciò è meglio per lui: che digiuniate è meglio per voi se sapeste! E’ il mese di Ramadan nel quale fu fatto scendere il Corano a guida per gli uomini e chiare evidenze della Guida e discriminante definitiva; chi di voi attesti direttamente il mese vi digiuni e per chi sia malato od in viaggio, vi sia un numero corrispondente di altri giorni Iddio vuole per voi quel che vi è facile non vuole per voi quel che vi è duro, e ne completiate il numero e magnifichiate Iddio per avervi dato la Guida, e può darsi siate riconoscenti»”.

Il Ramadan, per la rigorosa osservanza del digiuno diurno che ostacola il normale svolgersi delle attività quotidiane e per il carattere festivo delle sue notti, costituisce un periodo eccezionale dell’anno.

Il digiuno (sawm ) durante tale mese costituisce il terzo dei Cinque pilastri dell’Islam:

  1. La testimonianza di fede (الشهادة Shahada)
  2. Le preghiere rituali (الصلاة Salāt o Namaaz)
  3. Il digiuno durante il mese di Ramadan (الصوم Sawm o Siyam)
  4. L’elemosina canonica (الزكاة Zakat)
  5. Il pellegrinaggio alla Mecca (الحج Hajj).

e chi non rispettasse tale obbligo sarebbe kāfir, estremo peccatore. In alcuni paesi a maggioranza islamica il mancato rispetto del digiuno è sanzionato penalmente, così come lo è mangiare, bere o fumare in pubblico anche per i non musulmani, perché così facendo si induce in tentazione che rispetta il Sawn.


Nel corso del mese di Ramadan infatti i musulmani praticanti debbono astenersi – dall’alba al tramonto – dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali. Chi è impossibilitato a digiunare può anche essere sollevato dal precetto, però, appena possibile, dovrà recuperare il mese di digiuno; al suo posto, secondo le loro possibilità, dovrebbero però dedicarsi ad atti di carità e altruismo come ad esempio aiutare le persone bisognose indipendentemente dalla loro religione di appartenenza. L’ingestione involontaria di cibi, di sostanze liquide o gassose non costituisce comunque rottura di digiuno. Lo è invece il fumo, in quanto considerato corruzione del corpo e dell’anima, in netto contrasto quindi con lo spirito di purificazione del Ramadan. Secondo alcuni anche profumarsi sarebbe da considerarsi inappropriato perché da tale azione si trarrebbe un beneficio puramente materiale, che distoglierebbe dagli aspetti di penitenze e purificazione cui mira il Ramadan. Tuttavia l’uso del profumo nel corso del digiuno è in parte tollerato dalla comunità musulmana che vieta esplicitamente solo l’inalazione volontaria di incenso. Il motivo di questa relativa tolleranza sta forse nel fatto che il profeta Maometto amava molto i profumi, così come detestava i cattivi odori, al punto da vietare la partecipazione della preghiera collettiva in moschea a chi avesse mangiato aglio o cipolla.

Quando tramonta il sole il digiuno viene rotto: è allora che inizia l’Iftar (in arabo: إفطار‎). La tradizione vuole che si debba mangiare un dattero perché così faceva il Profeta: in alternativa si può bere un bicchiere d’acqua. L’Iftar non è solo un momento di nutrizione, ma un vero e proprio momento di convivialità e socializzazione; un momento da trascorrere in gioia e serenità, festeggiando e cenando con amici e parenti: paragonabile ad una nostra notte di San Silvestro.

La parola, in arabo, significa “mese torrido“, il che fa ritenere che un tempo fosse un mese estivo. Da quando Maometto stesso adottò un calendario lunare di dodici mesi, composto da 354 o 355 giorni (10 o 11 giorni in meno dell’anno solare), il mese di Ramadan non ha date fisse rispetto al calendario solare, ma varia di anno in anno; il Ramadan 2009 va da venerdì 21 agosto a sabato 19 settembre 2009.

Qualora vi capiti di recarvi in Paesi dove vige la cultura del Ramadan, fate attenzione a rispettare tale tradizione: non mangiate, bevete o fumate per strada durante il giorno. Siete passibili anche di arresto! Molti ristoranti potrebbero essere chiusi; i pochi aperti (per lo più negli hotel o le grandi catene internazionali di ristorazione) saranno disponibili solo per il take away (mi raccomando a non mangiare per strada!) o avranno sale per i non musulmani appositamente oscurate, in modo che dall’esterno non si veda.

Con l’approssimarsi del tramonto, e quindi dell’Iftar, i musulmani sono soliti correre verso la propria casa o nei locali dove hanno deciso di riunirsi con amici e parenti per rompere il digiuno. Avendo trascorso l’intera giornata senza bere, né nutrirsi, potrebbero essere particolarmente ansiosi di arrivare a destinazione, tralasciando talvolta di rispettare le regole del codice della strada. Fate attenzione..

Ultimamente su un giornale locale di Dubai, è stata anche richiamata attenzione sull’enorme quantità di cibo sprecata durante l’Iftar: parte non trascurabile del suntuoso banchetto, infatti, non viene consumata. C’è stato pertanto un richiamo da parte del governo a limitare gli sprechi. Anche questo un effetto della crisi? O finalmente solo un po’ di buon senso?

4 thoughts on “Ramadan 2009

  • 15 Agosto 2009 at 11:42
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    A proposito di buon senso, restare a digiuno e senza bere per tanto tempo ed in condizioni climatiche non facili è sicuramente controproducente per qualsiasi organismo. Tantomeno risulta indicata la . . . grande abbuffata che notoriamente fa seguito a cotanto digiuno dopo il tramonto. Nel totale rispetto dei principi religiosi, chi di voi sarebbe disposto ???

  • Pingback: Dubai Blog » Blog Archive » Invito a non Musulmani a unirsi allo spirito del Ramadan

  • 15 Settembre 2009 at 15:08
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    SALVE SONO UNA RAGAZZA MUSULMANA E DOPO AVER LETTO IL SUO COMMENTO VORREI RISPONDERLE E ANCHE RINGRAZIARLA PER LA GENTILEZZA DI COME HA POSTO LA DOMANDA E DEL FATTO CHE LEI ABBIA DETTO CHE RISPETTA LA NOSTRA RELIGIONE.
    COMMUNCHE IL DIGIUNO NEL MESE DI RAMADAN NON è IMPOSTO è UNA SCELTA CHE OGNI MUSULMANO Fà,
    IL MESE DI RAMADAN è UNA “PROVA” CHE DIO DA AD OGNI SUO FEDELE PER FARLI CAPIRE FINO A CHE PUNTO è DISPOSTO A SPINGERSI E QUALI SACRIFICI A CUI è DISPOSTO L’INDIVIDUO A SACRIFICARSI E POI è CLINICAMENTE TESTATO CHE HA BUONI BENEFICI PER L’APPARATO DIGERENTE.
    UN’ALTRO FONDAMENTALE SCOPO DEL MESE DI RAMADAN è ANCHE IL FATTO CHE DOVREBBE ESSERE DEDICATO SOPRATUTTO ALLA PREGHIERA E ALLA VICINANZA A DIO.
    SPERO CHE LEI LEGGA IL MIO COMMENTO E CHE LE RISPOSTE CHE LE HO DATO POSSANO ESSERE COMPRESE.

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