Scene di orrore a Parigi: una notte tranquilla diventa un bagno di sangue

Parigi. Scene di orrore e di sangue. È arrivata un’altra volta nella capitale francese l’uccisione indiscriminata come una missione del terrore, senza via di scampo. Le armi degli assalitori erano quelle usate in guerra: fucili automatici e cinture cariche di esplosivi. Una strage distribuita su una fascia della città, in almeno sei siti diversi. Un Venerdì sera normale a Parigi trasformato in un bagno di sangue.

Alla sala concerti Bataclan, est di Parigi, gli aggressori hanno aperto il fuoco su una folla che stavano ascoltando gli American Eagles rock band di Death Metal. Un testimone ha detto che ha sentito le urla “Allah u-Akbar-” – Dio è grande in arabo – dopo hanno iniziato la loro follia omicida prendendo anche ostaggi. Il capo della polizia della città, Michel Cadot, ha detto che gli assalitori indossavano anche cinture esplosive e che almeno tre si sono fatti esplodere.

A circa un miglio (1,5 km) da lì, gli aggressori avevano anche sparato al bar Belle Equipe. Mentre ancora prima a nord, forti esplosioni risuonavano intorno allo stadio nazionale con circa 80.000 fan che stavano assistendo all’amichevole Francia-Germania.

Le due esplosioni sono stati attacchi suicidi che ha ucciso almeno tre persone – vicino a due degli ingressi allo stadio e un McDonalds. Lo stadio è stato il primo sito di destinazione.

Da lì, l’ondata di massacro omicida si è diffusa rapidamente.

Al Bataclan, la polizia ha lanciato un assalto per liberare gli ostaggi. Gli attentatori sono tutti morti, tre però si sono fatti esplodere.

Ora tutto il mondo si è fermato a pensare a questa atroce tragedia che nasconde risentimenti e vendette che difficilmente potranno avere fine: l’Isis ha rivendicato questa tragedia accusando i governi occidentali (Francia compresa) di bombardare ripetutamente la Siria e inoltre ha minacciato anche altre nazioni europee ( Italia, Gran Bretagna) che presto potranno ricevere lo stesso trattamento riservato ai francesi.

Gli Emirati Arabi Uniti si fermano contro il flagello del terrorismo globale. Poche ore dopo il terribile omicidio di massa a Parigi che ha lasciato circa 130 morti in più di sei siti, Presidente Sua Altezza Sheikh Khalifa Bin Zayed Al Nahyan ha espresso piena solidarietà degli Emirati Arabi Uniti con la Francia in questo momento difficile, e il suo sostegno a tutte le misure volte a combattere e sradicare il terrorismo.

L’orrore casuale di questa nuova brutalità ricorda al mondo degli attacchi alla rivista parigina Charlie Hebdo nel gennaio di quest’anno, ma molte migliaia di altre vittime in tutto il mondo sono stati anche uccise nell’assalto globale dal terrore organizzato.

Giovedi scorso ci sono stati due attacchi terribili a Beirut, che hanno ucciso 43 persone con 240 feriti, e a Baghdad Venerdì, 19 persone sono morte in un attentato suicida in una moschea sciita. Entrambi questi attacchi sono stati rivendicati dal Daesh.

La lotta contro il terrorismo ha bisogno di interventi sia immediati che a lungo termine. Non solo in Francia si deve chiedere che tutto questo finisca, ma anche in tanti altri stati dove si continua ad uccidere silenziosamente. Ci deve essere anche un assalto vigoroso e sostenuto sui luoghi dove questi terroristi hanno il controllo del territorio e dove questi leader del male addestrano terroristi che sono pronti a commettere questi crimini ignobili.

Bisogna anche dal basso riprendere l’iniziativa con una battaglia intellettuale per delimitare questo minuscolo gruppo di terroristi che non rappresentano in alcun modo Islam e tutto il mondo islamico per non creare confusione e ancor più fomentare odio e creare separazione: bisogna essere uniti perché il terrorismo non ha appartenenza culturale, non ha bandiere, ne religioni. Il terrorismo é solo un male e come tale va combattuto. attentato parigi isis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *