Sei un Social Media Influencer? Adesso paghi…

Hanno milioni di follower, sono capaci di influenzare il pubblico e i marchi fanno a gara per sponsorizzarli; può essere uno YouTuber, un Instagramer, un blogger o avere semplicemente una pagina su Facebook dove condivide foto, video e contenuti vari. Sono i cosiddetti influencer. Ce ne sono alcuni che sono diventati un punto di riferimento in fatto di moda, altri nei viaggi o in cucina, altri ancora che non hanno un settore specifico. Sono quei personaggi che sono riusciti abilmente a “fare soldi”, grazie ai like di Instagram, al livello di engagement sui social network e alla loro enorme visibilità sul web. Ci sono alcuni profili che riescono a monetizzare con regolarità e che arrivano a farsi pagare migliaia di euro per un post. 

In Italia ci sono alcuni influencer da milioni di follower, diversissimi per età – dal cinquantenne Gianluca Vacchi al ventiduenne Favij, a Chiara Ferragni al trucco di Clio MakeUp.

Non sono necessariamente dei VIP, ma delle persone comuni che conducono una vita normale. E sono preziosi proprio per questo motivo. Sto parlando anche di giovani, ragazzi e ragazze della porta accanto che hanno saputo costruire la propria identità online, con competenza, autorevolezza e attenzione nei confronti della community. Figure talmente importanti da poter ormai parlare di “Influencer Marketing”; e per tal motivo cercati dalle aziende interessate a determinati audience. 

Ma ecco il punto cruciale: online

Di fatto si può esercitare il proprio ruolo di influencer o presunto tale ovunque si abbia accesso tramite il proprio smartphone o computer ad una rete WiFi o dati. E questo ha generato anche due criticità:

1. ci sono tanti che non avendo associato questo ruolo ad un ufficio, una sede legale, ecc… di fatto esercitano l’attività senza preoccuparsi della fiscalità del luogo in cui si trovano

2. molti si definiscono influencer pur non essendolo (di fatto non ci sono standard da rispettare)

Il National Media Council ha quindi deciso di intervenire, ponendosi l’obiettivo di regolamentare l’industria e da questo momento, i social media influencer che guadagnano dalla promozione di brand e aziende e che esercitano la propria attività negli Emirati Arabi dovranno richiedere una licenza secondo i nuovi regolamenti entro la fine di giugno. Le penali per il mancato rispetto delle sanzioni includono multe fino a Dh 5000, avvertimenti verbali o ufficiali e/o chiusura del sito web o dell’account. I siti web di notizie e intrattenimento che possiedono già una licenza di pubblicazione non saranno interessati.

Effettivamente il dover pagare i costi di attivazione di una licenza scoraggerebbe chi non lo fa per professione, mentre chi lo fa per professione non dovrebbe avere difficoltà a fare un relativamente piccolo investimento.

Il direttore generale di NMC, Mansour Ibrahim Al Mansouri, ha dichiarato:

I nuovi regolamenti fanno parte del piano del Consiglio per promuovere e sviluppare un ambiente legislativo e normativo avanzato per il settore dei media degli Emirati Arabi Uniti, mantenendolo al passo con tutti gli sviluppi tecnologici che hanno trasformato i media negli ultimi tempi. Oggi, i media digitali sono diventati uno strumento molto influente e diffuso, è imperativo che ne aumentiamo l’affidabilità. Tale settore e uno di quelli in più rapida crescita in Medio Oriente; in particolare i video, i giochi e gli e-book; attrarrà nuovi investimenti globali, che, a loro volta, miglioreranno il suo sviluppo e la sua competitività”.

Ahmad Bashour, direttore generale di ITP Live, una delle maggiori agenzie media della regione, ha dichiarato che l’industria aveva bisogno di una regolamentazione.

Quale titolare di un brand focalizzato sui social media (DubaiBlog) ritengo sia una grande notizia per l’industria dell’influencer marketing qui negli Emirati Arabi Uniti. Marchi, agenzie, piattaforme e influencer professionisti trarranno beneficio da questo positivo passo. Non penso che investire poche migliaia di euro per avere una propria licenza (per chi non la ha già) influenzerà l’attività: sarà solo una credenziale.

La regolamentazione di un’industria porta stabilità. E stabilendo determinati requisiti prima di ottenere la licenza, porterà ad un elevato standard in termini di contenuti. Penso sia un’idea lungimirante.
Magari si potrebbe organizzare anche un incontro tra il Consiglio e una rappresentanza di influencer per capire ciò di cui noi abbiamo bisogno, perché alla fine stiamo promuovendo gli Emirati Arabi Uniti.

Sei un social media influencer? Adesso paghi...

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