Visita alla SEAC Sub, qui nascono le attrezzature per immersioni

Visita alla SEAC Sub: dipartimento collaudo erogatoriNello svolgimento dell’attività subacquea ci si avvale dell’uso di alcune attrezzature, distinguendo tra quelle usate indifferentemente dal tipo di immersione (apnea o con autorespiratore) e attrezzature specifiche di una delle due attività. Ma che uno sia sub o apneista, è fondamentale avere una buona conoscenza dell’equipaggiamento e che questo sia comodo e ci supporti durante tutto lo svolgimento dell’attività.

Anche una semplice muta difettosa, non adatta o messa male, può causare disagio; ma quando mi accordo di questo disagio a -40 metri, le conseguenze possono essere importanti. Dalla maschera dipende la nostra capacità di vedere sott’acqua; da bombola ed erogatore la nostra capacità di respirare e quindi la nostra sopravvivenza.
Fino a prima di conseguire il brevetto divemaster, ammetto di non aver avuto un rapporto di estrema condifenza con l’attrezzatura, anche perchè non avendo attrezzatura personale la noleggiavo di volta in volta. Quando ho deciso di fare il passo verso il “pro”, non solo ho acquistato l’attrezzatura ma ho anche iniziato a studiare e capire quanto fosse importante essere a proprio agio con l’equipaggiamento e fare in modo che le persone che accompagni siano parimenti comode e a proprio agio sott’acqua. Non solo per questione di comodità, ma anche e soprattutto per la sicurezza.

Dopo alcuni acquisti spot in negozi della grande distribuzione, quando si è trattato di acquistare il set completo, la scelta è ricaduta su SEAC in maniera abbastanza casuale. Da appassionato del mondo militare, in una fiera di Dubai ero rimasto colpito dalla muta camouflage azzurra, e da li il primo contatto. Il buon rapporto qualità/prezzo mi deve propendere per tale brand; lo ammetto, senza aver particolare cognizione (dovevo ancora iniziare il corso divemaster: lo avrei fatto da li a poco).
Con l’inizio del corso prendi una consapevolezza diversa dell’attrezzatura (tua e di quella degli altri); impari a riconoscerne pregi e difetti. Impari a smontare e rimontare attrezzatura in scioltezza, a conservarla con cura ed effettuare piccola manutenzione.

Visita alla SEAC Sub: lo showroomIn occasione di una visita in Italia, decido di contattare direttamente l’azienda per verificare la possibilità di una visita alla fabbrica SEAC, situata vicino Chiavari (Genova). Hanno accolto con estrema disponibilità la mia richiesta e abbiamo quindi organizzato una giornata in fabbrica. Dall’esterno la presenza di grandi marchi sul mercato (SCUBAPRO, CRESSI, MARES) avevano creato l’aspettativa di una fabbrica quasi a gestione familiare. Invece mi sono ritrovato immerso in oltre 12,000 metri quadrati di stabilimento (suddivisi in 4 capannoni), una linea di produzione ottimizzata secondo i moderni canoni della lean production, uno staff di circa 40 persone tra i vari dipartimenti, un settore ricerca e sviluppo con ingegneri al lavoro su diversi aspetti.

Fondata nel 1971 da un’idea di Attilio Rapallini e Marco Arata, oggi SEAC è sicuramente un’azienda di riferimento nel settore della subacquea internazionale e un brand Made in Italy di eccellenzaDi recente l’azienda ha intrapreso un importante rinnovamento strategico su più fronti: dall’arricchimento e ottimizzazione delle linee produttive (una vera e propria lean production) all’allargamento dell’organigramma aziendale, dal riposizionamento della propria immagine all’evoluzione tecnologica nella produzione.
Il forte cambiamento ha tuttavia lasciato inalterati i reali punti d’eccellenza da sempre riconosciuti all’azienda, primo fra tutti il controllo unitario (spesso dobbio o triplo) dei prodotti, tutti verificati e testati singolarmente, un processo che da sempre rappresenta il vero fiore all’occhiello di Seac.

Nell’anno del suo quarantesimo anniversario, Seac ha deciso di investire ancora con più determinazione puntando fortemente su un progetto di sviluppo erogatori che è partito dalla costituzione di un nuovo reparto all’avanguardia attrezzato con moderne apparecchiature gestite da tecnici altamente specializzati, che coadiuvano la fase di assemblaggio, di taratura ed di collaudo. Il fiore all’occhiello è la dotazione di due macchine ANSTI di cui la recente, aggiornata secondo le ultimissime normative vigenti CE EN 250, in grado di effettuare prove dinamiche sia a secco che in acqua, rendendo ciascun erogatore affidabile e robusto, ma anche certificato per immersioni in condizioni estreme (tipo in acqua ghiacciata). Vedere la meticolosità con cui vengono effettuati i collaudi sicuramente ti fa stare più tranquillo.

Mi ha colpito particolarmente vedere nel reparto R&D la necessità dello studio di un particolare tipo di maschera destinata al mercato asiatico, ergonomica per i sub dell’estremo oriente. Non ci vai a pensare che una fisionomia diversa possa aver bisogno di uno studio cosi attento, finché non te lo fanno notare. Per te una maschera è una maschera, vai al negozio, la provi e la compri..

E così via mi sono reso conto di quanto studio e professionalità ci sia, dietro la messa in produzione e la distribuzione di prodotti che per noi sub sono all’ordine del giorno.
Durante l’occasione ho anche avuto il priviegio di affiancare alcuni tecnici della linea di produzione e del collaudo, a cui ho estorto qualche trucco del mestiere per la manutenzione della mia attrezzatura, facendo si che non fosse solo una visita esplorativa o di piacere..

Doveroso per me ringraziare la disponibilità dello staff. Mi auguro di tornare presto, magari la prossima volta restando anche a cena per assaggiare le specialità locali.

Visita alla SEAC Sub: dipartimento R&D, sviluppo di un nuovo erogatore

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