C’è la possibilità di azzerare o ridurre l’acconto Irpef del mese di novembre: ecco tutti i casi in cui è possibile non pagare.
Il modello 730/2023 non mette in preventivo solo il versamento dell’Irpef dell’anno di imposta precedente ma, in alcune circostanze, anche la trattenuta per la seconda o unica rata di acconto all’Irpef e alla cedolare secca. Questo acconto viene calcolato sui dati dell’anno precedente e la cifra trattenuta è mostrata nel modello stesso.
Da un anno all’altro ci può essere la possibilità che i guadagni siano inferiori, uno scenario che può portare alla richiesta di riduzione o azzeramento della rata di novembre. In questo modo si cercherà di arginare la spesa prestabilita grazie al verificarsi di determinate situazioni: vediamo quando è possibile fare richiesta della riduzione o dell’azzeramento dell’acconto Irpef.
La dichiarazione dei redditi sancisce il pagamento dell’Irpef dell’anno di imposta precedente a saldo e quella dell’anno in corso. L’acconto è dovuto solo se l’imposta per l’anno precedente supera i 51,65 euro, sottratte le detrazioni spettanti. L’acconto da versare è al 100% dell’imposta dichiarata e si versa in una o due rate:
Il versamento di novembre spetta ai soggetti che fanno parte del regime forfettario e di quelli che applicano gli indici sintetici di affidabilità (Isa), presentando la dichiarazione con modello Redditi Pf. Le cose cambiano però se il contribuente sa che l’imposta da erogare per l’anno in corso sarà minore rispetto al passato, qui può fare richiesta di azzeramento o riduzione.
Ci potrebbe essere il caso di un cittadino che ha sostenuto oneri deducibili o spese detraibili alte oppure un contribuente che ha posto fine ad uno o più contratti di affitto con cedolare secca. In queste situazioni è possibile ridurre l’acconto comunicando entro il 10 ottobre al sostituto di imposta la cifra da trattenere come acconto per il mese di novembre. La richiesta è svolta sotto responsabilità del contribuente e deve essere valutata anno dopo anno con attenzione. Procedere al versamento di una cifra più bassa espone la persone al rischio sanzioni ma al contempo gli evita di pagare più del dovuto.
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