Su una collina tra Lazio, Toscana e Umbria vive una fortezza che ha cambiato pelle più volte. Affreschi, torri e cortili raccontano secoli. Ora attende un nuovo proprietario.
Dieci milioni di euro. Un castello che nasce nel VII secolo. E una collina in provincia di Viterbo che guarda verso Toscana e Umbria. Il Castello di Torre Alfina è finito sul mercato immobiliare e non come semplice “villa di lusso”: qui si compra un pezzo di Italia che ha visto passare secoli, famiglie, restauri e mode.
La posizione è la prima cosa che spiega tutto. Il complesso sorge su un’altura strategica e dominante, scelta perfetta per difendere e controllare il territorio nel Medioevo. Oggi la stessa collina regala panorama, privacy e un centro Italia a portata di ruota, senza bisogno di inventarsi nulla: la geografia fa già la sua parte.
Tra XIII e XVI secolo la struttura cambia pelle. L’antica cittadella diventa una dimora più “di rappresentanza”, con un cortile interno e una facciata che si avvicina a quella di una villa. Dentro arrivano dettagli pensati per stupire: affreschi e caminetti in marmo. Il messaggio è chiaro: difesa sì, ma anche stile, potere e vita di corte.
Eppure il castello non perde la sua anima medievale. Restano cinque torri merlate, mura solide e parti difensive originali. Il risultato è insolito e molto riconoscibile: un ibrido tra castello e città, con un profilo che non somiglia a una “ristrutturazione moderna”, ma a una stratificazione vera, fatta in epoche diverse e con intenzioni diverse.
L’ultima grande ristrutturazione arriva nel XIX secolo. L’architetto Giuseppe Partini restaura il complesso per il banchiere belga Edward Cahen d’Anvers. Il progetto che ne esce è quello che si vede ancora oggi, e i numeri raccontano l’ambizione: circa 5.000 metri quadri su cinque piani, 25 camere da letto e 15 bagni. Non è una casa “grande”, è una macchina storica pensata per vivere e accogliere.
Gli interni puntano sull’impatto. Spiccano soffitti a volta con affreschi, corridoi con busti in marmo e pareti in mattoni a vista. Il cuore resta il cortile, con una fontana che tiene insieme luce e silenzio. Fuori, i giardini all’italiana aprono lo sguardo sul borgo e sul paesaggio montuoso, con quella sensazione tipica di certe dimore: il tempo scorre più lento, anche solo per un attimo.
Nel lusso di oggi conta la tecnologia, ma conta sempre di più la storia. Una proprietà così non offre solo comfort. Offre memoria e identità, e anche un tipo di esclusività che non si replica. Chi la compra non compra soltanto un indirizzo. Compra secoli di potere, arte e paesaggio, trasformati in patrimonio privato.
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