Intervista a Umberto Pelizzari

In occasione del workshop tenuto presso il Jumeirah Beach Hotel il 17 e 18 aprile 2015, in collaborazione con il Pavilion Dive Center, abbiamo avuto modo di intervistare Umberto Pelizzari, apneista italiano, recordman nelle divese specialità di questa affascinante disciplina.

Prima di questo workshop non avevo mai praticato apnea in vita mia, se non nelle rare esperienze in cui da ragazzino ti limiti a fare a gara a chi trattiene il fiato più a lungo.

Poi ti capita un’occasione: quella di incontrare Umberto Pelizzari, un atleta che, partendo proprio dalle gare da bambino, è arrivato ai massimi vertici della categoria.

Un incontro casuale, tramite l’amico in comune Gerardo Canta, istruttore di Apnea Academy International, che mi ha segnalato un workshop che Umberto avrebbe tenuto di lì a poco a Dubai, la città in cui da tempo risiedo e dove ho continuato il mio percorso subacqueo “con le bombole”.

Non nascondo che l’idea di incontrare un atleta famoso e di poter supportare dal punto di vista mediatico un evento di tale portata, mi ha fatto da subito piacere; ho accolto l’invito ma senza neanche immaginare l’idea di poter partecipare in prima persona al corso. E quando mi è stato proposto di unirmi agli altri partecipanti, la risposta d’istinto è stata si; sebbene il pensiero ricorrente fosse

ma io sott’acqua sono abituato a espirare continuamente… mi hanno insegnato e ora insegno sempre che la prima regola è non trattenere mai il respiro

Ciononostante al corso sono andato.
E ne sono rimasto affascinato.
Affascinato dalla professionalità del team, affascinato dall’impegno fisico richiesto per questa disciplina (pur facendo triathlon ho trovato faticose le giornate in piscine) nonostante la componente mentale sia fondamentale, affascinato da una disciplina tanto diversa da quella che pratico abitualmente, seppur nello stesso ambiente.

Ciò che maggiormente mi ha colpito del corso, è l’approccio necessario per praticare apnea. La fase di preparazione è molto più importante della fase senza respirare. L’apnea è una sospensione del respiro, per cui per imparare a praticare apnea bisogna prima di tutto imparare a respirare bene. Respirare è un gesto che sanno fare tutti, ma imparare a respirare bene è tutt’altra cosa. Tutte le tecniche di rilassamento (finalizzate ad aumentare il tempo di permanenza sott’acqua in assenza di respirto) hanno come vincolo una corretta respirazione. Corretta respirazione pre-apnea, che deve essere abbinata ad un totale rilassamento del corpo durante la pratica dell’apnea stessa; non solo quando si pratica l’apnea statica, ma anche durante la dinamica: ogni movimento o spostamento deve essere effettuato in modo da limitare al minimo il consumo di ossigeno, onde poter prolungare il tempo di permanenza / la profondità raggiunta.

Esercizi di Apnea Statica con Umberto Pelizzari

In occasione del workshop abbiamo avuto modo anche di passare del tempo con Umberto, per rivolgergli qualche domanda:

Nico: Come mai Umberto Pelizzari è diventato apneista?

Umberto: Sono diventato apneista un po’ per caso, ho iniziato da piccolo andando in piscina, col nuoto e poi da li il gioco è diventato sfida, con i ragazzi con cui mi allenavo. Si facevano le gare; inizialmente a chi tratteneva il fiato più a lungo; poi dalla statica, si passava alla dinamica, sfidandosi a chi arrivava più lontano; ricordo che allora non si contavano le vasche, ma le mattonelle.. Per cui credo che la mia carriera di apneista sia iniziata in quelle situazioni. Alla sfida, poi si aggiunta la passione e quindi la tecnica, studiando per fare sempre meglio.

Nico: Che sensazioni si provano quando si raggiungono certe quote?

Umberto: Le sensazioni particolari non devono per forza arrivare quando si raggiungo quote abissali, si posso provare delle stupende sensazioni anche a quote di gran lunga inferiori a quelle dei record. La sensazione particolare che ricordo è legata alle prove in piscine con la zavorra, quando con l’andare avanti sentivo il mio fisico sempre più leggero, fino ad essere solo mente in acqua. Il mio corpo si riduceva alla mia testa; era quella la sensazione. Ma questa è una delle sensazioni che ti possono arrivare sott’acqua. Un’altra molto bella, soprattutto quando ti immergi in mare, è quello di essere un puntino nell’acqua.

Nico: Come si sono evoluti l’apnea e il mondo dell’apnea da quando hai cominciato?

Umberto: L’apnea si è evoluta moltissimo, ricordo nel 98 quando ci sono stati I mondiali a squadre, la quota massima era di 60 metri, io ero l’unico ad aver raggiunto quella quota; e si contavano una decina di atleti tra i 50 e i 60 metri. Oggi si conteranno in una gara a squadre oltre 150 atleti, con quote superiori ai 50 metri e non ci sono limiti. Si è evoluta molto dal punto di vista tecnico, della conoscenza, si conosce molto meglio la fisiologia del corpo durante l’apnea, si conoscono i meccanismi che devi allenare per andare in profondità. Quando io ho iniziato l’agonistica, mi allenavo molto più d’istinto, capivo sul mio corpo cosa stava succedendo e agivo di conseguenza, senza conoscerne a fondo i meccansmi che c’erano dietro.

Nico: Quali sono le doti indispensabili per un apneista?

Umberto: La qualità più importante per un apneista è quella di conoscere il proprio corpo, ascoltare i segnali che ti arrivano ogni momento: quando girare, quando interrompere, quando non puoi fare quello che hai fatto il giorno prima o il contrario, capire se puoi fare qualcosa di più perchè ci sono le condizioni. E poi in termini tecnici, una qualità importante è quella di avere una compensazione facile, semplice, quasi naturale.

Umberto Pelizzari durante una performance

Nico: Pinne, muta e maschera. Sembra una disciplina senza particolari accorgimenti tecnologici. È davvero così?

Umberto: L’apnea è una disciplina umana più che tecnica. Il pilota di F1 deve essere assolutamente bravo, ma poi se ha un’auto che no va, può fare poco. Nell’apnea il fattore tecnologia puo essere legato ad alcuni fattori dell’attrezzatura – ad esempio nell’assetto costante alla monopinna – però se uno vince o stabilisce un record, dipende dal fatto che è un atleta con una miglior preparazione, non dal fatto che ha una pinna che gli fa fare un metro o due metri in più. Quindi la tecnologia si riduce alla propulsione della pinna, ma è sempre l’atleta che spinge e che conta. La differanza la fa l’atleta.

Nico: Apnea ed immersioni: sono secondo lei attività conciliabili?

Umberto: Un giornalista scriveva che un sub scende sott’acqua per guardare, l’apneista per guardarsi dentro. Sono conciliabili come discipline – non si possa fare apnea dopo aver fatto immersioni con le bombole, ma son due cose diverse. E credo che un bravo apneista, se mette le bombole va facilmente; non è necessariamente vero il contrario, magari un sub si muove già bene in acqua, ma ha bisogno di un allenamento specifico per poter fare immersioni in apnea.

Nico: Che consiglio darebbe a chi vuole intraprendere questa disciplina?

Umberto: La cosa più importante è affidarsi ad un bravo istruttore, per eliminare dei comportamenti istintivi ma che non consentono di arrivare a determinate performance.

Foto di gruppo al termine del workshop con Umberto Pelizzari

Foto di gruppo al termine del workshop con Umberto Pelizzari (in maglietta blu insieme a Gerardo Canta, istruttore di Apnea Academy)

Nico: Umberto, un’ultima domanda: le prime sensazioni su questo primo corso di apnea appena terminato a Dubai, nella splendida cornice del Jumeirah Beach Hotel

Umberto: Ho notato tantissimo entusiasmo, molta voglia di imparare, c’erano tanti beginner che si sottovalutavano ma che già dal primo giorno hanno tirato fuori performance, che non immaginavano. C’erano anche atleti ad alto livello, su cui sto lavorando per rifinire dei dettagli nella preparazione e che comunque hanno risposto bene a questo corso. A Dubai c’è ancora tanto da sviluppare, ma l’entusiasmo che ho visto e la risposta ricevuta anche in termini di numero di partecipanti [NdA: corso full booked in pochi giorni] è un chiaro segnale che ci sono i presupposti per uno sviluppo della disciplina, oggi ancora non trattata in maniera sistematica.

Per maggiori informazioni sui prossimi corsi e sugli sviluppi è possibile contattare Apnea Academy International

Media Briefing con Gerardo Canta e Umberto Pelizzari

Media Briefing con Gerardo Canta e Umberto Pelizzari presso il Jumeirah Beach Hotel, il giorno prima dell’evento

Al termine di questo corso, non sono certo di continuare a praticare apnea; molto più probabilmente tornerò alle mie bombole, o magari mi dedicherò ad alcune specialità che ho in mente già da tempo (Corsi TEC e Rebreather..), ma nel frattempo sono curioso di provare qualche immersione per verificare se alcune delle tecniche apprese, porteranno un beneficio anche nel mio mondo scuba. In primis i benefici di una corretta respirazione e dei corretti movimenti sott’acqua per consumare meno ossigeno.

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