Il mistero di Charlie Hebdo

mistero Charlie HebdoIl mistero su questa strage é ancora molto fitto. Alcuni uomini armati avevano preso d’assalto gli uffici di Parigi della rivista satirica Charlie Hebdo, uccidendo almeno 12 persone, tra cui due agenti di polizia durante il peggior attacco militante in terra francese negli ultimi decenni. Charlie Hebdo (Charlie Weekly) è ben noto per creare polemica con attacchi satirici su leader politici e religiosi. “Si tratta di un attacco terroristico, non c’è dubbio su questo”, aveva subito tuonato il presidente Francois Hollande ai giornalisti accorsi. Il suo governo come molti altri hanno alzato il livello di sicurezza al massimo e hanno dichiarato uno stato di allerta terrificante cominciando a creare una tensione diffusa. Ma allora perché si parla di mistero? innanzitutto perché il video é poco chiaro, i due uomini armati con kalashnikov riescono indisturbati a muoversi nel centro di Parigi e compiono le loro azioni con una precisione e una freddezza non indifferente. C’é stata una strage nella quale gli esecutori hanno lanciato slogan di tipo jihadista, poi è venuta una rivendicazione di Al Quaeda e l’Is li ha definiti eroi. Inoltre la situazione contiene degli aspetti che lasciano perplessi per il comportamento insolito dei terroristi, prima attentissimi e poi sbadati nel lasciare la carta d’identità di uno di loro nell’auto ritrovata, la reazione lenta e debole della polizia al momento della strage con nessun rinforzo dopo la sparatoria con gli agenti. Successivamente il giallo sulla loro scomparsa improvvisa con servizi segreti francesi allertati e che non riescono a trovarli e infine, li scovano ma guarda caso nel conflitto a fuoco i due fratelli rimangono uccisi con tanto di filmato inedito. Beh direi che c’é tanto materiale e non sará sicuramente facile sciogliere tutti questi dubbi. Una tesi complottista europea per innescare una strategia della tensione in un clima pieno di organizzazioni e partiti contro l’Europa (primo fra tutti lo stesso Le Pen) non é totalmente da escludere. Certo si è solo nell’ambito di congetture e non c’é una veritá assoluta e forse non ci sará mai.

Intanto rimane una comunitá, quella musulmana che ancora è sotto il ciclone delle polemiche e si temono ripercussioni e impatti negativi a Parigi e in Europa. Per rispondere a queste critiche e pregiudizi in queste ore su Twitter sta crescendo la campagna lanciata dai musulmani europei, con l’hashtag #notinmyname, che si pone l’obiettivo di prendere le distanze dal fanatismo jihadista del commando che ha massacrato 12 persone nel cuore di Parigi. Sono soprattutto giovani, ragazzi e molte ragazze con il velo che hanno postato foto in cui hanno il cartello con la scritta #notinmyname, mentre anche i vignettisti musulmani hanno fatto circolare una serie di vignette in solidarietà con il giornale satirico, su twitter, accanto all’hashtag #jesuisCharlie. “Basta stare zitti di fronte all’ennesimo attacco terroristico, è ora di rispondere con forza”, ha chiesto Abdellah Redouane, segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia, che gestisce la Grande moschea di Roma.

Il Centro islamico si dice “vicino ai parigini, alle forze dell’ordine della capitale francese e a tutto il popolo francese per il brutale attacco subito”. Per Redouane “siamo tutti chiamati a fare un esame di coscienza, ma anche a rispondere con veemenza a questa minaccia. Poiché la minaccia si alimenta del silenzio. Ciò si può fare solo rafforzando il lavoro di chi è impegnato in prima linea in favore del dialogo tra le religioni e le culture e per la promozione dei principi di pluralismo e rispetto della libertà. E’ dovere inderogabile di ognuno di noi, di ogni credente”.

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