Stop over a Dubai: come non temere 11 ore di noia

Stop over a Dubai: un'arpa con il Burj Khalifa in prospettiva Dopo qualche settimana da aver acquistato il mio volo per Sydney realizzo di avere una sosta di 11 ore a Dubai, per giunta di notte.

Che fare? Trovare una sedia in aeroporto e cercare un non facile sonno? Si può fare di meglio.

Verifico la possibilità di uscire dall’aeroporto senza bisogno di particolari visti. Fattibile!

Poi contatto tramite i social network qualche conoscenza che vive lì. Sono tutti in vacanza lontano da Dubai in quei giorni, ma ognuno mi dà qualche dritta su cosa fare.

Arriva il giorno, ci siamo. Arrivo a Dubai poco prima di mezzanotte. Previsti 40° ed un notevole tasso di umidità, mi sono organizzato per un abbigliamento adeguato (per l’inverno di Sydney farò in tempo a cambiarmi una volta ritirata la valigia a destinazione).

Mi dirigo con un agile zaino al controllo passaporti: niente code, niente domande, un timbro e sono già fuori. Prendo un taxi, provo a contrattare inutilmente per una tariffa a ore, poi mi decido per una meta finale con tappe intermedie per scattare le foto di rito.

Via verso il Burj Al Arab (La Vela), sulla strada sosta alla Jumerirah Open Beach, una delle poche spiagge aperte 24 ore su 24 ore. Volendo ci starebbe anche un bagnetto. Io proseguo, nel frattempo ho ammirato ville da mille ed una notte. Un passaggio nel tunnel sotto il mare per arrivare a fare uno foto all’Atlantis e poi tappa tra i grattacieli di Dubai Marina ed un passaggio su JBR, nel periodo invernale una passeggiata molto affollata, più tranquilla in questo periodo, così come meno illuminati sono i grattacieli, meglio destinare l’energia all’aria condizionata!
Qui l’inizio di Abu Dhabi dista solo 50 minuti, qualcuno potrebbe farci un pensierino.

Io invece mi dirigo verso la mia destinazione: Dubai Mall e il Burj Kalifa (la torre di 800 metri). Arrivo, pago il taxi comodamente con la Visa ed entro nel Mall, lo spettacolo delle fontane a quest’ora è spento, è l’una e mezza. E’ notte di Ramadan, pieno di gente e negozi e ristoranti ancora aperti. Dopo un giro orientativo per i negozi, il suk, e la pista di pattinaggio, dove bambini si divertono in forte contrasto con le temperature esterne (d’altra parte in un altro Mall poco distante è possibili sciare 365 giorni l’anno…), individuo un luogo dove consumare la mia cena ai piedi dell’acquario, dove placidamente nuotano squali di tre metri. Mentre i negozi alle due chiudono i ristoranti prolungano ancora l’orario, il flusso di gente inizia a diminuire.

Stop Over a Dubai: foto della Dubai Fountain. Sull sfondo il The Address

Terminata la cena mi concedo una passeggiata solitaria, nonostante il persistere dei 40 gradi. Il Burj Kalifa è davvero un capolavoro architettonico ed anche la zona intorno è piacevole. Ora si è svuotata, e sono rimasti solo gli operai al lavoro nel cantiere nella mastodontica Opera House che sta sorgendo.
E’ ora di prendere un altro taxi, mi faccio portare a Deira, un po’ l’altra faccia di Dubai. Di giorno animatissima tra le vie strette piene di negozietti che vendono di tutto, ora con solo qualche negozio ancora aperto (sono le 3 e mezza d’altra parte), ma animatissima lungo il canale, dove ormeggiano suggestivi barconi di legno che sembrano arrivare da un’altra epoca in attesa di caricare cataste di merci di ogni tipo( chi elettrodomestici, chi pneumatici, chi condizionatori etc) per poi portarli in altri Stati che si affacciano sullo stesso mare.

Stop over a Dubai. Il momento della cena.

Avrei ancora qualche ora, ma la città sta andando a dormire ed alle quattro è un buon orario anche per me per rientrare in comodità all’aeroporto, cercare una sedia, magari postare qualche foto e riposare un po’ prima di prendere il volo per la mia metà finale. Controllate bene il terminal dove farvi portare, sono tre e abbastanza distanti tra di loro, quindi è meglio non sbagliare nel caso aveste poco tempo…

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