Alfabeto arabo

L’alfabeto arabo (in arabo:  أبجدية عربية‎ ’abjadiyyah ‘arabiyyah) è costituito dalle sole consonanti, in tal caso 28. L’arabo si scrive da destra a sinistra, caratteristica comune alle scritture del Medio Oriente. In simbiosi con la lingua parlata, l’alfabeto arabo ne segnala con precisione il complesso sistema di consonanti, con una corrispondenza tra grafema e fonema.

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L'alfabeto arabo


La lettera h è la fricativa glottale sorda [h] e corrisponde all’aspirata iniziale della parola inglese “house”.

 Le lettere h e ġ rappresentano le fricative velari sorda [x] e sonora [γ], cioè il ch finale del tedesco “Bach” e la g spagnola di “general”.

 Le lettere  e ´ sono rispettivamente la fricativa faringale sorda e sonora, quest’ultima resa in trascrizione come lo spirito aspro del greco. Essendo pronunciati al livello della faringe, hanno il punto di articolazione più arretrato di tutti gli altri suoni, consistendo in pratica in una sorta di raschio ottenuto col passaggio forzato dell’aria attraverso la glottide. È difficile descriverne la pronuncia, non esistendo equivalenti delle lingue europee. In particolare,  suona come una specie di h pronunciata ancora più indietro e fortemente strozzata, mentre ´ viene percepita dall’orecchio come un curioso schiacciamento della vocale successiva.

La lettera è l’occlusiva uvulare sorda [q], una sorta di k articolata in fondo al velo palatino, simile alla c italiana di “cubo” ma ancora più arretrata. Va tenuta ben distinta da k [k] che è invece il normale suono velare di “china”.

Un importante asse di opposizione, tipico delle lingue semitiche, oppone alle normali consonanti una classe di consonanti faringalizzate, ovvero pronunciate con uno strozzamento della faringe. Sono le lettere ṣ ḍ  , corrispondenti faringalizzate delle lettere s d t z, da esse distinte grazie a un punto che viene posto sotto la lettera stessa.

 Le lettere s e z corrispondono alla fricativa dentale sorda e sonora, cioè rispettivamente alla s sorda di “sole” e alla s sonora di “rosa”.

La lettera š corrisponde al suono sc(i) dell’italiano “sciocco”.

La lettera ğ è un’affricata palatale sonora, corrisponde alla g(i) dell’italiano “giardino” (nell’arabo classico manca del tutto il suono della g velare di “gatto”).

Abbiamo con t e d le due fricative interdentali, sorda e sonora. Corrispondono rispettivamente al th inglese di “thing” e “that.

Per concludere, w e y sono semiconsonanti, come la u e la i delle parole italiane “uovo” e “ieri”.

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