Tra pochi giorni inizia il ramadan 2011

In attesa di questo evento, che coinvolge milioni di persone al mondo, riportiamo un bellissimo articolo di Ugo Tramballi del Sole 24 Ore:

Inizia il Ramadan: anche un sms può servire a capire cos’è

di Ugo Tramballi

Non ci vuole molto per superare un fossato apparentemente incolmabile, in realtà non più profondo di una pozzanghera. Basta un sms. Se avete un amico, un conoscente, un vicino di casa, un collega di lavoro o un dipendente musulmano, mandategli un messaggio di due parole: Ramadan Mubarak.

Oggi primo settembre nel mondo islamico incomincia il Ramadan, il mese del digiuno. E’ molto più di un’astinenza dal cibo e dall’acqua, per quanto questo sacrificio dallo spuntare del sole al tramonto sia già grande così: e ancora di più lo sia d’estate, quando il giorno è più lungo e il calore più forte. Il Ramadan ha a che vedere con la purificazione del fedele, con lo spirito di sacrificio, con il rapporto fra Dio e l’uomo.

Ma qualsiasi cosa rappresenti e per quanto possa sembrare lontano dalle nostre abitudini, l’inizio e la fine del Ramadan, l’Eid al-Fitr, sono momenti molto importanti per i musulmani. Anche di quella popolazione crescente che vive accanto a noi, adottando i nostri costumi e spesso anche la nostra cittadinanza. Per questo è bello mandare questo semplice sms di augurio: Ramadan Mubarak. E fra 30 giorni Eid Mubarak, che la tua festa sua benedetta.

Se l’educazione civica deve tornare nelle classi dei nostri figli e se una materia così deve essere costantemente insegnata anche a casa, questo sms è una piccola ma importante parte del corso di studi sull’educazione civile di un cittadino.

Un gesto di amicizia e imparare il significato delle parole e dei riti di chi ci vive accanto costa poco e rende molto. Spesso anche per colpa dell’uso che ne fanno alcuni musulmani, tendiamo a distorcere il significato di alcune parole che ormai fanno parte del lessico quotidiano, ripetute nei titoli dei nostri giornali. Ramadan è un caso. E Jihad è un caso ancora più macroscopico.

Guerra santa è la traduzione più immediata. La usano molti combattenti e organizzazioni terroristiche: dal Maghreb al Pakistan non c’è area di crisi che non abbia la sua “Jihad islamica”.
Jihad vuol dire combattere. Ma per la grande maggioranza dei musulmani del mondo, compresi i nostri musulmani, non significa impugnare un Kalashnikov né indossare una cintura esplosiva.

Combattere è sforzarsi nella vita di ogni giorno di essere buoni musulmani, buoni cittadini, buoni vicini di casa, buoni studenti nelle classi dove i loro figli siedono allo stesso banco dei nostri.

Ramadan Mubarak, dunque. Riceverete in cambio solo sorrisi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *